ACLI TERRA: PESCATORI DIMENTICATI DAL PARLAMENTO. LAVORO NON USURANTE? INGIUSTIZIA DA SANARE

17 di Aprile, 2022 - News - Commento -

Il 1° maggio 2022 coinciderà con l’ultimo giorno utile per presentare la domanda di riconoscimento dei lavori particolarmente faticosi e pesanti (i cosiddetti 'lavori usuranti') per coloro che perfezioneranno i requisiti agevolati per l’accesso alla pensione dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023.


A comunicarlo è l’INPS con il Messaggio del 16 marzo 2022 numero 1201, dopo le indicazioni fornite dallo stesso Istituto con il Messaggio del 19 marzo 2021 numero 1169, riguardante le domande da trasmettere entro il 1° maggio 2021 per coloro che maturano i requisiti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022. 
Sono considerati tali i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente faticose e pesanti: in mansioni particolarmente usuranti;
Addetti alla “linea catena”;
Conducenti di veicoli adibiti ad un servizio pubblico di trasporto collettivo; lavoratori notturni.

Dico tutto ciò per sollevare una questione: tra questi non vi sono i pescatori.
Quando gustiamo un buon piatto di pesce abbiamo, in realtà, un'idea del lavoro del pescatore?
Non è affatto quello della narrazione dei protagonisti delle varie pubblicità che vediamo il loro reale mestiere.
Il pescatore è colui che si imbarca di notte e sbarca al tramonto, che affronta pioggia, vento e sole tra le onde e senza approdo. Colui che, in tutte e quattro le stagioni, è indispensabile per la intera filiera ittica. Non avremmo ristoranti e neanche diete senza il loro duro lavoro.
È usurante anche il lavoro degli operatori dell'acquacoltura. Sulle gabbie in mare, soprattutto se è in tempesta.
La nostra previdenza sociale si è dimenticata di loro. Non vi è una legge per proteggerli, come volessimo far finire una professione che decantiamo e ricerchiamo davanti al menù. Quasi volessimo che il pescato venisse catturato o allevato solo in Asia, magari alle foci dei grandi fiumi del più antico dei Continenti.

Negli ultimi anni le rappresentanze sindacali e datoriali protestano continuamente per questa dimenticanza. In Parlamento ogni volta l'impegno nella risoluzione ad hoc viene tagliato dalla fine della legislatura. Credo sia una ingiustizia sociale, una ipocrisia.
Noi come ACLI Terra scriveremo a tutti i parlamentari delle Commissioni Welfare perché ciò sia realmente una priorità.
Sfido loro ad ordinare una frittura di paranza o un crudo sfilettato, chiedendo anche la provenienza e quanto sia fresco questo pescato.

Nicola Tavoletta
Presidente Nazionale ACLI Terra
pescatori
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