Agosto, Caretta mia ora ti conosco

22 di Settembre, 2020 - Mari e fiumi - Commento -

Agosto, Caretta mia ora ti conosco

Valentina Cornacchione

Possiamo dire che quest’estate è sfumata lasciandoci con delle sorprese: il 2020 infatti è stato un anno speciale per il numero di nidi di Tartaruga Caretta caretta sulle nostre coste Italiane. Photopress – Mondo sommerso ha voluto saperne di più su questo fenomeno che scopriremo essere così speciale quanto delicato, meritandosi una riflessione anche su quanto e come l’essere umano sia a volte una specie molto invasiva. Abbiamo avuto il piacere di parlarne con Gianluca Frisoni, Coordinatore del Progetto Jairo (omaggio a Jairo Mora Sandoval, volontario che ha dato la propria vita in difesa delle tartarughe, ucciso nel 2013 dai bracconieri di uova di tartaruga in Costa Rica proprio mentre le stava proteggendo, ndr) di Sea Shepherd Italia.

• Quante Caretta sono venute a deporre le uova quest' anno?

Sono aumentate o diminuite rispetto agli altri anni? Il numero esatto è difficile saperlo, quest'anno i nidi individuati sono più di 160, ma essendoci anche nidificazioni non scoperte il numero è sicuramente più alto. L'arrivo della Caretta sulle nostre coste è da circa 5 anni in costante aumento, il 2020 possiamo definirlo eccezionale per il numero di nidi.

• Quante uova vengono deposte e quanto dura l'incubazione?

Non si può dare un numero esatto, normalmente possono deporre da una ventina di uova (la stessa tartaruga può deporre più volte a distanza di pochi giorni) fino ad un massimo di 120. Anche la durata dell'incubazione varia, è legata principalmente alla temperatura del nido: può andare dai 45 giorni con temperature medie giornaliere di 30-32°, fino ad arrivare a 65 giorni con temperature medie giornaliere di 26-28°. In qualche raro caso si è superato il 70° giorno.

• Qual è il mare italiano più colpito da questo fenomeno?

Più che mare possiamo dire le regioni maggiormente interessate: abbiamo la Sicilia e La Calabria al primo posto, a salire ci sono state nidificazioni in aumento in Campania, Lazio e Toscana, quindi tutta la fascia Tirrenica. Anche in Adriatico ci sono stati nidi, in Puglia e addirittura Marche, dove l'anno scorso una Tartaruga si è spinta fino a Pesaro per nidificare; ad oggi rimane il nido più a Nord del Mediterraneo.

• Questa migrazione può essere dovuta a fattori ambientali e/o antropici?

La tartaruga comune si sta spingendo sempre più a Nord in cerca di nuove zone dove nidificare per due motivi: il primo è senza dubbio l'aumento delle temperature dei nostri mari, favorendo così la "migrazione"; il secondo è l'azione antropica invasiva dell'uomo che tende ad occupare sempre più, con le proprie attività, le zone di normale nidificazione, costringendo questi animali ad un cambio delle loro abitudini.

• Cosa bisogna fare se si avvista una caretta deporre le uova?

Le deposizioni avvengono quasi sempre di notte, periodo in cui i predatori sono meno attivi. Se ci si dovesse imbattere in una tartaruga mentre sta deponendo la prima cosa è non disturbarla, mantenersi a debita distanza (almeno 5 metri), non mettersi nel suo campo visivo, restare alle sue spalle, non scattare foto con flash o illuminarla, aspettare che la tartaruga sia rientrata in acqua. L'unica cosa che possiamo fare intanto è chiamare la Guardia Costiera digitando il numero blu 1530 ed eventualmente delimitare la zona a debita distanza dal punto di deposizione con strisce sulla sabbia per facilitare il ritrovamento.



• Come reagisce il popolo italiano a questi incontri? È adeguatamente informato? È interessato a questo animale così delicato?

Durante la fase terminale dell'incubazione i nostri volontari insieme ai centri di recupero locali autorizzati per la parte scientifica sui nidi, svolgono attività di monitoraggio h 24. Sono molte le persone che si avvicinano al nido per chiedere informazioni non solo su cosa si sta facendo, ma anche sulla vita di questi animali. C'è un discreto interessamento ma una bassa informazione generale sull'importanza di questo lavoro. Purtroppo a volte capita anche che gli interessi economici vengano messi prima della salvaguardia di questa specie, o che individui disinformati manomettano il nido. Il nostro obiettivo ogni giorno è quello di sensibilizzare il più possibile tutti, dalla tenera età in poi.

• Cosa prevede la legge se si dannegga l'animale o il nido?

Attualmente la Caretta è considerata dalla IUCN (Unione Intenazionale pe la Conservazione della Natura, ndr) come specie in "pericolo" a livello regionale e globale, è protetta da diverse normative internazionali e da diverse convenzioni come la Convenzione di Barcellona entrata in vigore nel 1978 e ratificata dall'Italia nell'anno successivo: prevede misure di protezione e conservazione, vietando la cattura, commercio e il disturbo durante i periodi di riproduzione. In Italia manipolare tartarughe o sottrarre uova dal nido è un reato penale.

• Ci sono attività che fate nelle scuole per sensibilizzare i giovani?

Certamente, Sea Shepherd da diversi anni attraverso il "progetto scuole" si propone di entrare in contatto con le future generazioni cercando di sensibilizzarle ad un maggior rispetto del pianeta e di tutte le creature che lo popolano. Portiamo avanti programmi adatti ad ogni grado, dalle elementari alle superiori, ultimamente anche negli asili. Il nostro obiettivo è di far capire che ogni nostra azione corrisponde ad una reazione più o meno impattante sull'ambiente in cui viviamo. Per conoscere questo ed altri progetti, invito a visitare il nostro sito: seashepherd.it


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