Allarme mascherine

21 di Novembre, 2021 - Editoriale - Commento -

Editoriale di Claudio Sisto / foto di Redazione e Claudio Sisto



E se non bastava l'inquinamento da plastica generale, eccone un altro più insidioso e pericoloso, dagli effetti negativi immediati.

Le mascherine che usiamo per proteggerci dal virus del Covid_19, non ci proteggono dall'ignoranza che affligge l'essere umano, incapace di tutelare i mari e gli oceani, fonti di vita per tutto il Pianeta.

Le strade di tutte le città del mondo sono invase da questo "rifiuto speciale", che incautamente e senza coscienza viene abbandonato in terra senza minimamente valutare gli effetti disastrosi che provoca all'ambiente.

Questo prodotto è composto da poliestere e polipropilene e trattato con numerose sostanze chimiche, che ha contatto con l'acqua si trasformano in nano e microplastica.

A breve troveremo più mascherine che meduse nei mari del mondo (nel Mediterraneo gia vengono ripescate nelle reti dei pescherecci in quantità mostruose).


L'insidia è anche meccanica, ovvero gli elastici che servono per farle aderire al volto, diventano delle trappole mortali per molti esseri viventi marini che vi rimangono intrappolati, non riuscendo più a nuotare ed appesantendosi hanno il loro destino segnato dall'ignoranza umana. Per non parlare di quelle che rimangono intrappolate tra alghe e piante marine, soffocandone la vita in brevissimo tempo.

Insomma il genere umano non ha ben chiaro il dramma che sta vivendo il pianeta mare, tra aumento delle temperatura, inquinamento da plastiche ed idrocarburi, antropizzazione delle coste ed ora un ennesima dimostrazione del menefreghismo culturale che ci allontana sempre di più dalla consapevolezza che è ora di cambiare registro sui rifiuti ed il loro smaltimento.

Se proprio non potete fare a meno di gettarle in terra, almeno tagliate gli elastici, in modo da evitare il terribile rischio di farle diventare trappole per esseri innocenti che subiscono il male dell'umanità.



Solo nel mediterraneo finiscono 8 milioni di tonnellate di plastica all'anno, e questa nuova generazione di rifiuto andrà ad aumentare lo scempio marittimo, ottenendo solo una drastica accelerazione sulla distruzione della biodiversità marina.

"È impressionante la quantità di mascherine che porto a terra con le mie reti", ha raccontato all’Ansa un pescatore del Tirreno, visibilmente preoccupato, "in tanti anni che faccio questo mestiere di oggetti tirati su ne ho trovati tanti; pensi una volta ho 'pescato' perfino una lavatrice che mi ha strappato le maglie procurandomi un bel danno visto quanto costano. Va trovata una soluzione perché così non possiamo andare avanti"

Auspico in una vera e seria educazione ambientale a cominciare dalle scuole di ogni ordine e grado, con la speranza di dare alle nuove generazioni la spinta giusta per comprendere definitivamente che il pianeta Terra ha bisogno di cure e rispetto, cominciando dagli oceani e dai mari di tutto il mondo





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