Ambiente e fotografia subacquea

24 di Marzo, 2021 - Fotografia subacquea - Commento -

testo e fotografie di Claudio Sisto

Trovare il giusto rapporto tecnica/empatia

Il rapporto tra mare e fotografo/a non è dei più facili.

In Italia la subacquea nasce con connotazione agonistica, pesca in apnea e poi con gli autorespiratori. Per anni il subacqueo è stato un mero pescatore che non dedicava nessuna attenzione alla conoscenza e alla ricerca degli animali, e di conseguenza il fotografo subacqueo era ridotto a fotografare pesci infilzati e riportati in superficie. Un atteggiamento che ha influenzato generazioni di sommozzatori che purtroppo ancora oggi viene fuori, ma grazie a delle regolamentazioni che vietano la pesca subacquea con gli autorespiratori e la mancanza di pesci nei nostri mari, hanno ridotto in modo drastico i cacciatori subacquei (e per fortuna).

Nuove generazioni si affacciano nel mondo della subacquea, che cercano e valorizzano il contatto con la flora e la fauna sottomarina. Questo contatto sta facendo nascere ottimi fotografi subacquei. Spesso però nelle scuole fotosub, si trascura il fatto che il sommozzatore non deve per forza essere un incursore della Marina, ma deve approcciarsi con tranquillità e serenità nei confronti degli animali che incontra, senza generargli diffidenza e panico.

Insomma, in questo campo fotografico riesce solo colui che capisce l'ambiente in cui si muove. Manca spesso appunto il rapporto tra fotografo ed animale-ambiente, e lo si percepisce dalle foto magari tecnicamente impeccabili dove però si nota la mancanza di rapporto tra fotografo e soggetto, dove l'attimo migliore non è stato colto, se pure la foto risulta perfettamente realizzata tra esposizione, tempo di scatto e messa a fuoco.

Non riuscire a fotografare un pesce pietra che notoriamente è inamovibile, solo perché ci si è avvicinati troppo e lui si è dato alla fuga, cosi come fotografare una nuvola di inchiostro di un polpo che sentendosi minacciato dalla nostra presenza non solo è fuggito via ma ci ha oscurato il campo visivo.

Bisogna modificare il nostro comportamento e metterci alla pari degli abitanti del mare per ottenere fotografie degne di essere chiamate tali.

Un esempio classico è la “terribile e feroce murena” che invece, avvicinata con cautela per non impaurirla viene perfino a prendere del cibo dalle nostre mani.

Ovviamente un fotografo subacqueo non deve necessariamente possedere una laurea in biologia marina con specifiche conoscenze, è sufficiente adeguarsi all'ambiente, trascurando questa parte essenziale del lavoro fotografico le idee non si possono sviluppare.

Ricordiamoci che gli animali marini ci vedono come un loro simile ma goffo e forse più ostile e pericoloso. Se invece di apportare disturbo siamo in grado di farci accogliere, avremmo la possibilità di scattare splendide fotografie.

Fermarsi, pensare e poi agire ci porterà anche a fotografare animali più grandi e più pericolosi, istintivi e meno “intelligenti”, tenendoci a distanze di sicurezza per scrutarne il comportamento che assumono con la nostra presenza.

Il mare, immensa aula didattica, ci offrirà sempre un qualcosa di fantastico da fotografare, su una prateria di posidonie o un deserto sabbioso troveremo sempre un soggetto interessante da immortalare con le nostre macchine, imparando a capire come si muove la natura sotto la superficie. Insomma il mare è una enorme raccolta di soggetti da cercare, stimolando la nostra ricerca e arricchendoci sempre di più ad ogni esperienza vissuta sott'acqua. Dedicandoci alla fotografia subacquea diventiamo di fatto ambasciatori di un mondo che altri non possono visitare se non attraverso le nostre fotografie, frutto delle nostre scoperte, sempre nuove ed avvincenti.

La fotografia sappiamo che è la testimone di un accadimento che non si ripeterà mai più e la possiamo cogliere in ogni luogo, senza per forza dover immergerci in mari esotici e lontani, pensando che solo le praterie di alghe o le barriere coralline possano offrire soggetti fantastici. Molte volte è l'esatto contrario, trovando l'inconsueto in luoghi meno eclatanti. Qualcuno asserisce che il mondo marino è stato tutto fotografato o ripreso, quanto di più falso! Il mare è un deposito di immagini ancora da scattare ed ogni fotografo subacqueo è un potenziale scopritore di nuove inquadrature.

Ovviamente la tecnologia aiuta moltissimo, e le macchine digitali di oggi facilitano e semplificano il duro lavoro dei predecessori che usavano le pellicole infilate dentro a macchine fotografiche scafandrate e pesantissime.

Vi suggerisco di non lasciarvi condizionare dall'ambiente, scattate foto cosi come lo trovate, vi assicuro che lo troverete meraviglioso ovunque andiate.

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