Anna Magnani, la sirena romana

17 di Febbraio, 2022 - Storia - Commento -

Claudio Sisto / foto repertorio 


Sono sempre alla ricerca di notizie che riguardano le attività della storia cinematografica "marittima" mondiale, ed ultimamente mi sono imbattuto in un libro a dir poco fantastico, "Il principe delle immagini" di Gaetano Cafiero, che racconta il Principe Francesco Aliata e le vicende cinematografiche del film "Vulcano", girato nell'estate del 1949, appunto alle Eolie.

 Non è mia intenzione però ora, qui, recensire questo libro, ma semplicemente riportarvi un piccolo spaccato di quotidianità che ho percepito scorrendo le pagine del testo di Cafiero.

Il mondo del cinema è un mondo complicato sotto alcuni punti di vista, si creano sodalizi, amicizie e storie d'amore, ma possono anche crearsi rotture, abbandoni e mi permetto di scrivere, delle vere e proprie guerre umane.

Abbiamo avuto modo tutti di conoscere la magnifica e superba Anna Magnani, una attrice poliedrica fatta di un tessuto artistico forse mai più ripetibile nella storia del cinema, soprattutto in quello italiano, insomma l'antidiva per eccellenza, emblema perfetto di quell'Italia combattiva e popolare, abbattendo quelle barriere tra arte e vita privata, portando sugli schermi una verità, la sua verità, di donna forte e del popolo, che tanto ha amato e di cui  faceva parte.


Nata a Roma il 7 marzo del 1908 da Marina Magnani e padre sconosciuto, viene affidata alla nonna materna, trasferendosi ad Alessandria D'Egitto, per evitare scandali che all'epoca marchiavano in modo indelebile la vita delle persone.

Viene allevata in estrema povertà,  ma la nonna e le zie le assicurano gli studi e nel 1926 inizia a frequentare la scuola di arte drammatica "Eleonora Duse"  diretta da Silvio D'amico.

Notata dal commediografo Dario Nicodemi, lascia la scuola e lo segue nei piccoli ruoli che Nicodemi confezione per lei nei suoi spettacoli.

Anna, però continua a cambiare compagnie teatrali, inquieta e con la voglia di crescere professionalmente,  tanto da affermarsi per quella che diventò e ricordiamo tutti. 

Un certo stupore e forse orgoglio di romanità, mi accorgo leggendo il libro di Cafiero, un particolare intimo e splendido per chi come noi è amante del mare e delle sue bellezze, e scopro che Roma già nel 1949 possedeva una sua sirena, e questa sirena era nientepopodimeno che la splendida "Nannarella".

Durante le riprese del film che tanto scandalizzò le cronache dell'epoca, "Vulcano", per le vicende a cui vi invito a leggere nel libro di Gaetano Cafiero, ci si imbatte in alcune fotografie dagli aspetti umani profondi e romantici.

La Nannarella nazionale, amava il mare e passava molto del suo tempo libero tra un ciack e l'altro a nuotare in apnea negli spettacolari fondali dell'isoletta dell'arcipelago siciliano.

Le foto raccontano una gioiosa e sinuosa ragazza che se pur protagonista di una brusca interruzione del rapporto sentimentale con Roberto Rossellini, riesce a trascorrere dei momenti intimi con il mare che sta ospitando la troupe che  gira il Film, tra i più belli della storia del neorealismo italiano.

Insomma, mi sono permesso di condividere con voi cari e care lettrici un piccolo spaccato di quotidianità che esiste, e per fortuna direi,  durante i duri lavori di produzione cinematografica, regalandovi l'emozione che ho provato osservando queste foto in pellicola, scatti rubati per mano di Aliata, durante il soggiorno isolano di Nannarella, regalandoci la visone magnifica della sirena più bella e stupenda che la storia del cinema conserva in modo permanente e vivo.

Grazie Anna, per tutte le emozioni e che ci hai donato,  ed aggiungo, regalandoci queste visioni marine inaspettate, il tuo sorriso portato negli abissi, avrà di certo rallegrato tutte le creature del mare.


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