ATTENTI A QUEI 4! I PESCI ALIENI NEI NOSTRI MARI DA CONOSCERE E RICONOSCERE

01 di Agosto, 2022 - Ambiente - Commenti -

Di Claudio Sisto / Dati ISPRA CNR IRBIM, foto di Ernesto Azzurro

Dal pesce palla maculato, pesce scorpione, il pesce coniglio scuro e pesce coniglio striato nel Mediterraneo sono arrivate dal canale di Suez le quattro specie aliene invasive di origine tropicale, sempre più spesso segnalate nei mari italiani, specialmente in Sicilia.

Bisogna prestare molta attenzione per evitare spiacevoli incidenti. 

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e l'Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irbim) lanciano la campagna  “Attenti a quei 4” per informare i cittadini, spiegare come riconoscerle e monitorare la loro presenza e distribuzione nelle acque italiane, grazie anche alle segnalazioni di pescatori e subacquei. 

Conosciamoli meglio:

Pterois_miles


Il pesce scorpione:

Pterois miles, è stato segnalato per la prima volta in Italia nel 2016 ed è una tra le specie più invasive al mondo, conosciuta anche per aver colonizzato gran parte delle coste Atlantiche occidentali con imponenti impatti ecologici. 

La specie è commestibile ma bisogna fare attenzione alle spine, queste possono causare punture dolorosissime anche 48 ore dopo la morte del pesce.


Siganus_luridus


Il pesce palla maculato:

Lagocephalus sceleratus, segnalato per la prima volta in Italia nel 2013, è caratterizzato dalla presenza di macchie scure sul dorso grigio-argenteo. 

Questa  specie possiede una potente neurotossina che la rende altamente tossica la consumo alimentare, anche dopo la cottura. 

La sua  possente dentatura  può infliggere morsi dolorosi.


Siganus_luridus


Il pesce coniglio scuro:

Siganus luridus ed il pesce coniglio striato - Siganus rivulatus sono stati segnalati in Italia per la prima volta nel 2003 e nel 2015, rispettivamente. 

Specie erbivore molto invasive, entrambe commestibili ma bisogna fare attenzione alle spine. 

Queste possono causare punture dolorose anche dopo la morte dell’animale.



L’ISPRA ed il CNR-IRBIM invitano tutti i pescatori, i subacquei e chiunque abbia modo di osservare o catturare una di queste specie in acque italiane, a documentare con foto/video ed inviare la propria osservazione tramite WhatsApp al numero di telefono + 320 4365210 o postarla sul gruppo Facebook Oddfish - https://www.facebook.com/groups/1714585748824288/ utilizzando l'hashtag: #Attenti4 

La campagna Attenti a quei 4! è patrocinata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Ministero della Transizione Ecologica, Ministero della Salute, Comando Generale delle Capitanerie di porto.


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Sebastiano Catania
18 di Settembre, 2022
Leggendo questo articolo mi è venuto in mente una delle prime volte che sono andato a pescare in barca con mio padre. Eravamo a Brucoli, una località marinara nel comune di Augusta (SR), estate 2007, pescammo un pesce palla 🐡, non ne avevamo mai visto uno, ma essendo neofiti credevamo fosse comune nei nostri mari. Scopro soltanto adesso che la prima segnalazione risale al 2013... 6 anni dopo il nostro incontro. Ne esistono forse specie diverse?
All'epoca rischiammo grosso, mia madre pensò che per le sue caratteristiche, fosse un pesce da fare a brodo, così, cominciò a prepararlo insieme agli altri pesci per consumarlo a cena e farci il brodo per la pasta.
Per fortuna, un mio cugino che era uscito a pesca con noi, curiosando su internet scoprì che era talmente tossico da riuscire a sterminarci tutti e ci salvammo! Da allora, se non conosco la razza, faccio le dovute ricerche!
Redazione
19 di Settembre, 2022
Buongiorno, attualmente si trovano le specie segnalate dall'articolo, ma non si escludono altre visto il traffico marino in aumento nel Mediterraneo.
La sua testimonianza conferma che il problema è già presente da tempo e almeno per il pesce palla è da attribuire presumibilmente al trasporto marittimo che passa a Suez. Non oso immaginare cosa fosse accaduto se il suo parente non avesse riconosciuto la specie velenosa.

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