Come reagiscono gli animali marini al flash della macchina fotografica?

11 di Settembre, 2021 - Fotografia subacquea - Commento -

di Valentina Cornacchione, fotografia di Mariachiara Pastorini

Uno strumento indispensabile e la delicatezza della natura

Chi è fotografo lo sa: il flash serve, anche di giorno. Chi è fotografo subacqueo lo sa pure meglio se non vuole che le sue foto siano bluastre e buie. Se non esistesse la capacità di portare la luce sott’acqua, il mondo che oggi stiamo scoprendo e che ammiriamo ipnotizzati resterebbe nella sua naturale oscurità.

Ma ci siamo mai chiesti se e come questo strumento per noi così importante, influisca sull’umore e la vita della fauna marina?
Nella comunità subacquea esistono una serie di linee guida e leggi che regolamentano l’utilizzo del flash: per esempio nel Regno Unito la fotografia subacquea con il flash è vietata nei confronti dei cavallucci marini. I centri di immersione inoltre hanno linee guida che includono il divieto di flash o la limitazione del numero di lampi per organismo.
E poi, quante volte ci è capitato di guardare un acquario di cavallucci marini e vedere il simbolo del divieto di scatto con il flash?
Chiaramente i turisti, per l’amore e il rispetto che hanno verso queste creature, seguono le indicazioni. Ma quali sono i motivi per cui non bisogna scattare con il flash? Esiste un rischio di cecità per questi animali marini?


Per rispondere a questa domanda vogliamo parlare di uno studio del 2019 condotto dal biologo marino e istruttore sub Maarten De Brauwer “Behavioural and pathomorphological impacts of flash photography on benthic fishes”, dove si sono studiati proprio gli effetti del flash negli organismi bentonici (quindi esseri viventi che stazionano a profondità basse).
Marteen si è concentrato sulle specie fotosenibili per capire come avrebbero potuto reagire di fronte alla macchina fotografica. Praticamente quello di De Brauwer è il primo studio scientifico che riguarda fotografia subacquea e fauna marina.

Soggetto protagonista: cavalluccio marino, in particolare l’Hippocampus subelongatus. Questi piccoli e graziosi esserini si muovono lentamente e non scappano davanti al subacqueo che impugna una macchina fotografica.
Per rispondere a queste domande hanno condotto un esperimento comportamentale nell'habitat dei cavallucci e poi hanno eseguito due esperimenti di acquari controllati per valutare gli effetti comportamentali e patomorfologici della fotografia con flash su una specie di cavalluccio marino. I loro obbiettivi erano:


1) quantificare gli effetti del comportamento subacqueo associato alla fotografia con flash su pesci che si muovono lentamente;

2) valutare gli effetti dei flash fotografici sul cavalluccio marino dell'Australia occidentale (Hippocampus subelongatus);

3) esaminare gli impatti patomorfologici dei flash fotografici sull'anatomia oculare e retinica dell’H. subelongatus.

Quando l’animale marino è spaventato ovviamente scappa, consumando più energia del dovuto. Nel caso particolare dei cavallucci marini, la loro vita è una caccia alla preda senza sosta, ed ogni consumo inutile di energia potrebbe arrecargli una situazione di stress.
Alla fine si è visto che questi lampi non hanno avuto alcun impatto osservabile sul comportamento alimentare in una specie che è nota per fare affidamento sulla vista per catturare piccole prede in movimento. La manipolazione degli animali in natura, invece, ha suscitato reazioni di fuga e stress molto forti. Questi risultati forniscono sicuramente nuove importanti informazioni per lo sviluppo di linee guida per la fotografia di buone pratiche per il turismo della fauna selvatica.


Quindi le misure preventive ben intenzionate di chi vieta l’utilizzo del flash per i cavallucci marini non sono state basate su prove scientifiche.


Questo esperimento dimostra che i flash fotografici ripetuti non sembrano causare gravi danni alla retina nel cavalluccio marino Hippocampus subelongatus , almeno per tutta la durata di questo esperimento e in queste condizioni.

In questo studio, sono state utilizzate delle luci flash ad un'intensità maggiore (da doppia a tripla) rispetto a quella normalmente applicata quando si fotografano cavallucci marini sott’acqua e ad un'intensità molto più elevata di quella che potrebbe essere raggiunta da fotocamere compatte o telefoniche in un acquario. Inoltre, la fototossicità è più frequentemente associata a un'esposizione prolungata a sorgenti luminose intense, in contrasto con le esposizioni molto brevi tipiche dei flash fotografici, il che suggerisce che le esposizioni flash possono avere meno probabilità di causare danni alla retina.
La cautela rimane necessaria, poiché specie diverse possono avere una diversa suscettibilità al danno fotico. La specie di cavalluccio marino qui studiata, Hippocampus subelongatus, vive in ambienti relativamente poco illuminati, quindi può essere relativamente più suscettibile alle lesioni fotiche rispetto a specie viventi più superficiali e potrebbe quindi essere considerata una specie modello conservatrice per questi test. I pesci che abitano le acque superficiali, ad esempio, dove sono soggetti a immagini più brillanti ad alta intensità a causa del sole e riflesse dalle onde superficiali potrebbero essere più resistenti.

Il loro esperimento sul campo ha dimostrato anche che i cavallucci marini sono maggiormente colpiti dalla manipolazione dei subacquei. I cavallucci marini si affidano più al camuffamento che alla risposta di fuga. Quando i subacquei manipolavano gli animali, non c'era differenza se anche il subacqueo usava il flash. Nella maggior parte dei casi, la fotografia con il flash non ha avuto più effetto della presenza del subacqueo stesso.
Nonostante il potenziale disagio provato dai pesci, l'acuità visiva non è stata influenzata.
Rimane sconosciuta se l'esposizione ripetuta alla fotografia per periodi di mesi o anni potrebbe portare a stress cronico e patologie associate nella fauna bentonica. Studi precedenti hanno scoperto che un'esposizione minima alla fotografia di subacquei non ha modificato la persistenza in un luogo del cavalluccio marino. Tuttavia, rimangono sconosciuti gli effetti comportamentali o fisiologici se venisse manipolato da un massimo di 50 subacquei al giorno.
Questo studio ha importanti implicazioni per il turismo subacqueo e gli acquari pubblici. Potrebbe non essere necessario per gli acquari pubblici imporre il divieto di fotografare con il flash, a condizione che le vasche siano abbastanza grandi da consentire agli animali di allontanarsi dal fattore di stress. Le mostre popolari potrebbero comunque voler evitare la fotografia con il flash per evitare che gli animali si ritirino fuori dalla vista. Per le immersioni subacquee, i risultati di questo studio mostrano chiaramente che i subacquei dovrebbero evitare di toccare o inseguire gli animali, piuttosto che concentrarsi su regolamenti sull'uso del flash che non hanno basi scientifiche.

DICHIARAZIONE ETICA
Il team di ricerca ha dichiarato che tutti gli esperimenti sono stati condotti in conformità con il Codice australiano per la cura e l'uso degli animali per scopi scientifici e sono stati approvati dall'Animal Ethics Committee of Curtin University (AEC_2016_29) e dall'Università dell'Australia occidentale (RA/3/100/1220) . La raccolta di cavallucci marini nell'Australia occidentale è stata condotta in base all'esenzione per la pesca numero 2798, approvata dal Dipartimento della pesca dell'Australia occidentale.


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