Dedicato a chi vuole iniziare a fotografare sott'acqua: non complicarti la vita subito

29 di Marzo, 2021 - Attività subacquee - Commento -

a cura di Salida Rjento, fotografie di Claudio Sisto

Non sottovalutate le "compattine"

Nei documentari naturalistici e nei filmati subacquei di un certo livello, abbiamo visto fotografi e operatori subacquei imbracciare fotocamere e videocamere ben attrezzate di modeste dimensioni per via delle custodie e con un parco luci notevole, perché come abbiamo già detto qui, la luce sott'acqua è fondamentale.

Ma, come in tutte le cose, per arrivare a certi livelli è meglio partire a piccoli passi.

Perché non iniziare con una fotocamera compatta?

Se pensiamo alle macchinette compatte può venir facile associarle a quelle compattine veterane che sbucavano come funghi in mano a zii e nonni durante i compleanni, ma oggi cercheremo di rendere giustizia a queste fotocamere che oramai tutto sono meno che da guardare con compassione.

Prima di tutto: il termine "compatta" fa subito pensare a qualcosa di piccolo. Invece il termine intende tutte quelle fotocamere con l'obiettivo che non può essere sostituito. Sono costruite in un unico blocco e dispongono di tutte le funzioni fotografiche in un unico sistema. Comodo no?

Perché sono consigliate a chi è alle prime armi nella subacquea e vuole iniziare a fotografare? Per l'ottimo rapporto qualità/praticità.

Per manovrare una fotocamera sott'acqua c'è bisogno (ovviamente) dell'utilizzo delle mani; ma riflettiamoci, quanto servono le mani durante un'immersione? Iniziamo a usarle durante la discesa per aiutarci a compensare, per immettere aria nel gav, per tenersi alla cima in caso di necessità, per regolare la cintura di piombi e soprattutto per comunicare. Ancora, per usare la torcia, per regolare l'aria nella muta stagna, per leggere gli strumenti, per togliere una lenza o una rete in cui si è rimasti impigliati, ecc...

Si potrebbe continuare all'infinito considerando che spesso involontariamente usiamo le mani anche in modo improprio sott'acqua (per esempio per aiutarci nei cambi di direzione, per appoggiarci ad una roccia...)

A sinistra: fotografia durante la discesa, con i subacquei aggrappati alla cima; a destra: subacqueo alle prese con una fotocamera di piccole dimensioni.

In tutto questo smanacciare, un conto è farlo con una compattina legata al nostro polso o al gav, un contro è farlo con una reflex scafandrata con due flash esterni. Chi è alle prime armi nella subacquea può stressarsi facilmente se oltre a controllare se stesso deve controllare anche un grosso (se pur amato) oggetto attaccato in modo più o meno comodo a sé, come una fotocamera reflex. Compiere movimenti e gesti sott'acqua, spesso con entrambe le mani, non sarà possibile o sarà comunque molto difficoltoso, perché prima di fare qualsiasi gesto dovremmo liberarci, anche se momentaneamente, dell'attrezzatura fotografica.

In foto: subacqueo con una macchina fotografica scafandrata con una lampada ed un flash esterni

Se si porta quindi una fotocamera di piccole dimensioni sott'acqua, magari senza flash esterni, può essere sufficiente legarla al polso con un lacciolo o vincolarla con un anello a "D" del gav con una cimetta e un moschettone.

Ai nostri giorni con una macchina fotografica compatta scafandrata già si possono ottenere buoni risultati. Col tempo e l'esperienza si potrà poi passare a modelli di fascia superiori.

Esistono inoltre anche le compattine impermeabili, che nonostante generalmente siano rivolte ad un pubblico che ama gli sport acquatici e lo snorkeling, possono essere un validissimo accessorio anche per i subacquei, a patto però che si resti in una profondità notevolmente limitata: i modelli base sono garantiti fino a circa 5 metri di profondità, mentre quelli più avanti possono arrivare anche a 30 metri.

Non sarà di certo l'unica fotocamera che un fotografo subacqueo professionista porterà con sé, ma c'è da dire che se utilizzata e apprezzata secondo le due capacità non delude, producendo delle fotografie decisamente apprezzabili.

Esempio di fotocamera compatta impermeabile, usata ampiamente dai fotografi sub della rivista. Immagine di Nikon

Qualche consiglio pratico:

Qualsiasi sia la fotocamera che si vuole utilizzare, ad eccezione delle impermeabili, si deve inserire in una custodia subacquea per renderla impermeabile. Le custodie sono dotate di guarnizione per impedire che l'acqua possa entrare, ma attenzione: può bastare un capello su di essa per allagare e danneggiare la fotocamera. E l'acqua di mare non perdona proprio.

Oltre alla guarnizione, sulle custodie subacquee ci sono molti O-ring, almeno uno per ciascun comando. Ogni guarnizione ed O-ring necessita di manutenzione e sostituzione in caso di danneggiamento. Per tenere queste guarnizioni in ottimo stato ciascuna deve essere ben pulita e sciacquata dopo ogni immersione e lubrificata con un velo di grasso al silicone.

Inoltre occhio alle cinghie: usare sempre quelle inossidabili (pena la ruggine in brevissimo tempo), come quelle d'acciaio inox o ottone. Oltre ad essere molto resistenti e inossidabili in acqua, sono (ovviamente) plastic-free.


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