Ennesima tragedia del mare, nei giorni scorsi, a Pizzo Calabro

01 di Ottobre, 2022 - Apnea - Commento -

Michelangelo Messina / foto di repertorio 


Ennesima tragedia del mare, nei giorni scorsi, a Pizzo Calabro. Durante un’immersione è deceduto Giorgio Ceravolo, il sub 58enne sceso in apnea per svolgere attività di pesca subacquea che, a causa di un improvviso malore, non è più riemerso. A darne l’allarme il fratello buttatosi in acqua per raggiungere quella che da lontano appariva come la sagoma del corpo del congiunto. Appena portato a riva, i sanitari del 118, giunti sul luogo dell’accaduto insieme al personale della capitaneria di porto, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Quest’ultima tragedia del mare ha messo in evidenza la quasi assoluta mancanza di conoscenza dei rischi che comporta ogni attività subacquea. Pescare in apnea è senza dubbio affascinante ma con potenziali di rischio alquanto elevati. Chi scende in apnea è tenuto a rispettare norme ben precise. Regola essenziale di fondo il divieto assoluto di utilizzo dei dispositivi ausiliari per la respirazione: la pesca subacquea si pratica solo in apnea, senza alcun supporto di bombole. L’articolo 128 Ter della legge 4/2012 specifica, infatti, che è possibile trasportare sul mezzo d’appoggio degli apparecchi di respirazione fino a 10 litri di capacità, da utilizzare solo ai fini della sicurezza del sub. «Uno dei pericoli maggiori legati all'apnea – riferisce Francesco Costantino, istruttore nei corsi da “Commercial Diver” presso il Centro Studi Cedifop di Palermo - è la sincope ipossica. Questo tipo di incidente porta ad uno svenimento del subacqueo negli ultimi metri di risalita, causata da una iperventilazione forzata del sub prima di iniziare la discesa, ed alla drastica riduzione di pressione durante la risalita. L' iperventilazione forzata porta ad una diminuzione del livello di anidride carbonica nel sangue, campanello di allarme che ci indica quando è il momento di risalire per respirare nuovamente. Questo campanello viene ritardato dalla iperventilazione e quindi ne consegue lo svenimento quando il sub è a pochi metri dalla superficie. L'unica maniera per evitare questo incidente e non praticare iperventilazione forzata, ed immergersi sempre in coppia, con un compagno che rimane in superficie. Se il sub dovesse svenire, l'assistente sarà in grado di recuperarlo, evitandogli l'annegamento».
Per la pesca in apnea, il rispetto delle taglie deve essere totale e, trattandosi di pesca sportiva, il relativo divieto di vendita delle prede. Il limite massimo del pescato è di 5 kg., fatto salvo il caso in cui tra le catture vi sia un singolo pesce di peso superiore. Le multe a chi oltrepassa questo limite, possono arrivare a 3.000 euro fino a 10 chili di pescato, e fino a 12.000 euro per chi pesca fino a 50 chilogrammi. Per arrivare a sanzioni pari a 50.000 euro per chi viene beccato con oltre 50 kg. Va, inoltre, sottolineato il divieto di raccogliere coralli, crostacei e molluschi, eccezion fatta per i cefalopodi (seppie, polpi, calamari, ecc.).
La pesca in apnea è, inoltre, vietata entro i 500 metri nel mare che si estende di fronte a spiagge frequentate da bagnanti. Come anche nelle vicinanze di impianti fissi da pesca, di reti di posta e navi ancorate all’esterno dei porti. Casi questi dove è necessario mantenere una distanza minima di 100 metri. È vietato anche pescare nei luoghi adibiti al regolare transito di barche e navi in entrata e in uscita dai porti.
La sicurezza del sub in immersione, che non può pescare dal tramonto all’alba, deve essere, infine, garantita da un segnale sull’apposito galleggiante o, in caso di mezzo nautico di appoggio, per mezzo di una bandiera che nelle acque italiane è rossa attraversata da una linea diagonale bianca e di dimensioni sufficienti a garantirne la visibilità a 300 metri di distanza mentre in acque internazionali la bandiera sarà bianca e blu. In ogni caso, per essere in regola, il sub deve sempre mantenersi all’interno di un raggio di 50 metri.
Tutte regole queste che, se rispettate, potrebbero consentire di dare un taglio alla tragica lista di morti come nel caso del sub recentemente deceduto nelle acque del Vibonese.


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