GLI OCEANI PREFERISCONO LE BRUNE

27 di Luglio, 2021 - Mari e fiumi - Commento -

 Claudio Sisto / foto repertorio Redazione

Vi svelo i tutti i segreti delle alghe brune 

Le feoficee o alghe brune, costituiscono un piccolo gruppo di circa 150 specie, che tuttavia fanno parte di un insieme sistematico molto vasto, le Cromophya, al quale appartengono anche diatomee (alghe unicellulari non flagellate che vivono principalmente nel plancton) e Dinoflagellati, sempre alghe unicellulari flagellate, spesso responsabili d'intossicazioni per il consumo dei prodotti del mare.

Le alghe brune sono marine e prediligono le acque fredde, e più ci si avvicina ai poli, più dominano la vegetazione.

Nel Mediterraneo sono poco presenti, sostituite dalle alghe rosse.

La parete cellulare delle alghe brune contiene dei composti gelificanti, gli alginati, largamente utilizzati dalle industrie.

Per estrarre gli alginati vengono raccolte le Laminaria nel nor Europa, le Macrocystis in California e immense colture di Laminaria japonica prosperano sulle coste della Cina.

La parete cellulare contiene anche fucoidina, una sostanza che protegge dal disseccamento, che consente alle alghe brune di colonizzare la zona di marea.

Nell'altro Adriatico, dove l'escursione di marea è grande, si rinviene sopra il livello medio del mare una specie endemica che non esiste altrove, il Fucus virsoides.

Per difendersi dagli erbivori le alghe brune sintetizzano composti fenolici all'interno delle cellule.

Come tutti i vegetali, le clorofille vengono assistite nella captazione dell'energia luminosa da pigmenti carotenoidi di colore da arancione a bruno, (xantofille), talvolta così abbondanti che il loro colore maschera il verde della clorofilla.

Per quanto riguarda la riproduzione sessuata le alghe brune, utilizzano le proprietà natatorie dei gameti maschili che muniti di flagelli nuotano verso i gameti femminili che segnalano la loro presenza emettendo una sostanza con odore di violetta.

L'uovo, che risulta dalle fusione dei due gameti, possiede un doppio stock di cromosomi.

Germinando forma un individuo chiamato sporofito, a volte identico, a volte morfologicamente diverso dal gametofito di partenza.

Sullo sporofito si formano delle cellule riproduttrici (spore) il cui stock di cromosomi è ridotto ad uno.

La geminazione delle spore dà nuovamente origine ai gametofiti; occorrono quindi due generazioni per ritrovare un individuo simile a quello di partenza 



Alcune alghe brune presentano una sola generazione, con due stock di cromosomi.

E' un caso insolito nei vegetali, ma classico negli animali. Queste alghe vengono considerate molto evolute, per esempio i Fucus, le Cystoseira e i Sargassum.

Come tutti gli altri gruppi d'alghe, la varietà delle forme e dei colori è straordinaria. Alcune alghe brune formano croste più o meno aderenti al substrato. 

Per esempio Ralfisia verrucosa è frequente sulle rocce, un po' al di sotto del livello medio del mare e forma incrostazioni nere.

Altre specie sono tubifomi, come Scytosiphon lomentaria, frequente negli ambienti leggermente inquinati. Colpomenia sinuosa forma masse giallastre, mammellonate, chiuse e fragili.

Le Dictyota e Dictyopteris Polypodiodes si presentano in lamine nastriformi biforcate; Dictyota dichotoma presenta spesso una bellissima iridescenza blu.  La Padina pavonica forma piccoli coni biancastri. 

Diverse alghe brune sono costituite da un tronco flessibile e una lamina di grandi dimensioni, fissati al substrato tramite dei ramponi.  Questo apparato vegetativo, che comporta in particolare un sistema conduttore, è molto evoluto.

Le laminaria abbondanti nell'Atlantico del Nord, emergono in parte durante la bassa marea. In Mediterraneo, sono rare e vivono in profondità.




I pescatori rivengono talvolta nelle reti l'alga Phyllariopsis brevipes, che assomiglia ad una piccola laminaria, si sviluppa in estate a profondità ragionevoli. Infine, Undaria pinnatifida è un nuovo ospite del Mediterraneo, arrivato dal Giappone come clandestino con gli allevamenti di ostrica giapponese. Sinora, si riscontra nelle coste francesi del Languedoc.

La Cystoseira appartiene al genere di alghe brune molto numeroso (nel Mediterraneo se ne contano 30 specie) ed allo stesso tempo estremamente caratteristico tanto da condizionare i paesaggi sommersi mediterranei. Si presentano sotto forma di cespugli d'assi ramificati che possono portare "foglie" e spine e hanno talvolta iridescenze blu-verdi.

Il riconoscimento delle diverse specie di Cystoseira è difficile anche per lo specialista in quanto sono polimorfe, con aspetti stagionali molto diversi tra loro. E' anzi possibile che alcune specie possano ibridarsi; si tratta in effetti di specie recenti, derivate da un comune antenato atlantico, per le quali sono in corso fenomeni di speciazione.

I Sargassum assomigliano alle Cystoseira ma presentano veri "galleggianti" , gli aerocisti (vescicole ripiene di gas). Resi noti dal famosissimo "Mar dei Sargassi" ad ovest delle Azzorre, per migliaia di chilometri quadrati ciuffi di  Sargassum galleggiano, rendendo il mare di un colore bruno verdastro. I Sargassi mediterranei sono invece fissati al substrato.

I più grandi vegetali marini del mondo sono proprio le alghe brune, le Macrocystis, che possono superare i 40 metri di lunghezza e costituire delle vere e proprie foreste sommerse. Non sono presenti nel Mediterraneo: si possono osservare in California o nei mari australi. 

Sargassum

Cherles F. Boudouresque, Univ. di Marsiglia - M. Antonia Ribera, Univ. Barcellona

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