GRANDI CAMPIONI SILENZIOSI IN CASA NOSTRA.

26 di Aprile, 2021 - Nautica e vela - Commento -

a cura di Rita Biasco

La Mini Transat il 26 settembre 2021

(parte prima)

La vela mondiale è costellata di eventi, gare e record eccezionali, eppure lo spirito che permea la MINI TRANSAT è il più nobile.

Si tratta della Traversata Atlantica in solo che si corre tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno ogni 2 anni dal 1977 (Bretagna - Canarie - Antille).



L’ideatore Bob Salmon, ha voluto opporsi alla tendenza degli anni ’70 che vedevano affrontare quest’impresa solo da team super tecnici di armatori miliardari che potevano quindi osare oltre ogni limite di spesa. 

Per fare questo ha dimostrato che la navigazione più impegnativa del mondo, la Traversata Atlantica, poteva non essere retaggio esclusivo dei nomi più altisonanti e blasonati della vela mondiale. I budget in gioco dovevano essere relativamente contenuti ed infinitamente ridotti rispetto alle altre competizioni Oceaniche perché solo così facendo si sarebbe potuta aprire la strada della navigazione Atlantica a tutti coloro che dimostravano il cuore, la costanza e la preparazione di volerlo fortemente fare.



Non più imponenti imbarcazioni, ma una barca di soli 6 metri e mezzo; non più grandi equipaggi ma una sola persona che affronta l’infinito. Un sogno per tanti che non lo credevano realizzabile. 

Così comincia la storia della MINI TRANSAT che fonda le sue basi principalmente sulla valenza dell’individuo e non solo sui mezzi di cui dispone e che recupera anche quello spirito di fratellanza e cavalleria propri di chi naviga. E’ incredibile per alcuni pensare che ci sia in giro tanto desiderio di intraprendere una navigazione dura, lunga, difficile e pericolosa come la MINI eppure già dalla prima edizione fu un enorme successo, come se gli appassionati non aspettassero altro. 

Certo che l’Oceano con una barca di 6 metri e mezzo non è da tutti, ma proprio per questo la manifestazione sviluppa un fascino ed una attenzione tra gli appassionati sempre crescente. 



Il numero dei partecipanti altalenante agli inizi ma sempre nutrito, è stato fissato in un numero massimo di 84 iscritti e dopo il 1999 (un’edizione funestata da un record di ritiri, salvataggi in elicottero e danni gravissimi) viene introdotta una selezione tramite dure qualificazioni.

Saranno ammessi all’iscrizione alla MINI (da dicembre a febbraio) solo gli equipaggi barca/skipper che possono consegnare la documentazione di:

  • Almeno 1.500 miglia negli ultimi 5 anni nel circuito di regate MINI. Almeno 500 devono essere state corse in una sola tappa.
  • Almeno 1 regata in solitario sulla barca su cui si gareggerà nell’anno della Transat.
  • 1.000 miglia no-stop a scelta tra 2 aree: 
    • Oceano Atlantico tra S/E Irlanda e Isola di Re.
    • Mediterraneo nel triangolo formato da Sète, le Baleari e l’Isola di Gorgona.


In più vengono organizzate (direttamente dal comitato Mini/Francia) un giro di regate di altura (molte in solo) propedeutiche alla grande traversata in cui gli equipaggi hanno l’opportunità di testare le proprie capacità e mezzi in vista della partenza. 

Per quanto riguarda le barche (divise tra prototipi e di serie) alcune delle restrizioni per tutte sono:

  •  Lunghezza fuori tutto 6,50 metri;
  • Numero massimo di vele permesse 7;
  • Divieto di assistenza radio da terra (quindi anche di ogni dispositivo ospitante una SIM);
  • I GPS sono ammessi ma non cartografici;
  • Ammesso L’SSB radio ma solo ricevente in modo da poter ricevere il bollettino meteo che passano 1 volta al giorno.



Per la sicurezza dei partecipanti (monitorati continuamente da terra) vengono dislocati lungo la rotta circa un’unità di soccorso ogni 12 concorrenti.

Non bisogna pensare che avere a disposizione un MINI sia qualcosa di economico solo perché si è voluto ridurre all’essenziale ciò che serve per una grande traversata. 

Proprio perché piccolissime, ma con un grande impegno davanti, queste barche sono la quintessenza dell’ingegneria nautica.  Le classi ammesse sono due: Prototipi e Serie. Ovviamente le barche di Serie nascono dall’esperienza fatta a suo tempo su di un prototipo il quale è il vero banco di prova e laboratorio di innovazioni per i progettisti che qui sperimentano ogni nuova idea. In questa classe è praticamente tutto permesso, basta che rientri nei 6 metri e mezzo dello scafo.

Nella Serie le cose sono molto diverse. Intanto c’è un certificato di stazza da osservare e poi si è riconosciuti “Serie” solo dopo la produzione di almeno 10 esemplari esattamente uguali in vetroresina ed alluminio. 

L’introduzione di questa classe ha però permesso a molti più appassionati di ambire a correre in modo competitivo la Mini Transat in quanto obbliga ad un budget di partenza infinitamente inferiore rispetto a quello necessario per una barca Proto.

Nella sperimentazione sui Mini ci si è spinti sempre più in avanti nella ricerca di soluzioni migliori e più efficaci per la sopravvivenza, la robustezza, l’affidabilità e la sicurezza che i “ministi” devono poter percepire prima ancora di doverle metterla in pratica. 

Tutto ciò non è economico purtroppo e quindi un MINI Proto risulta un oggetto molto costoso ed uno di Serie comunque non è per tutte le tasche.

Nella classe Serie le restrizioni di costruzioni imposte sono tali da livellare in modo sensibile le prestazione del mezzo mentre fanno emergere prepotentemente le doti degli individui ed anche questa caratteristica contribuisce al suo successo. In ogni caso tra: l’acquisto, i trasferimenti (a volte via cargo), le attrezzature, le iscrizioni, il personale e le necessità di vario ordine e genere necessari durante i 5 anni di qualificazioni che culminano nella Transat, non si può pensare oggi ad un budget inferiore a 200.000 euro per partecipare in classe Serie in modo competitivo.  Una cifra che rappresenta il risultato di una vita per molti, ma che impallidisce se paragonata alle spese per gli equipaggi di regate di importanza sportiva equivalente ma corse con barche transoceaniche stellari.

Cogliendo in pieno questo spirito nel 2017 il progettista David Raison mette in produzione, con il cantiere bretone IDB MARINE, la serie dei Mini “MAXI 650” il cui motto è “maximum pour tous” dando una importante svolta alla storia dei Mini.



E’ qui che si inserisce la storia di un velista romano estremamente capace che col suo Maxi 650 (in riferimento all'immagine di presentazione: numero velico 992, foto di Gabriele Facciotti), ha superato di slancio le qualificazioni per la 23^ edizione della MINI TRANSAT 2021 in partenza il 26 settembre da Les Sables d’Olonne Francia a San François Guadalupe Antille con solo uno scalo a Santa Cruz de la Palma Canarie.


Fonte foto: https://mamboinoceano.it/


All’ anagrafe risulta come Giammarco Sardi ma da sempre ormai anche la mamma lo chiama con il soprannome Mambo. Nel 2020 è Campione Italiano classe Mini, vincitore del Gran Premio d’Italia e primo classificato nella regata in solitario 222 MINI SOLO.

La sua natura è quella del navigatore solitario e la sua aspirazione è quella di correre la regata più bella.

https://mamboinoceano.it/

La sua barca si chiama ANTISTENE come il filosofo greco che promuoveva la morale individualista e lodava l’autonomia, cioè saper vivere in compagnia di se stesso disprezzando le ricchezze e gli agi della civiltà. 

E’ il nostro Campione Nazionale che porterà il tricolore (insieme ad un altro pugno di audaci ministi) in una competizione mondiale che storicamente è dominata dai francesi. A volte ci troviamo a fantasticare sui grandi campioni del podio che guardiamo dal basso come se fossero in un universo parallelo mentre questa volta ci sorprende abitando proprio alla porta a fianco alla nostra.

Meriterebbe ben altri clamori ma i riflettori popolari si accendono solo se lo share lo impone. 

La sua storia ci appassionerà e darà un esempio ai nostri ragazzi che così sapranno da lui che niente è impossibile se lo si vuole veramente. 

Di lui ed ANTISTENE racconteremo …. nella prossima puntata.



RB.

https://www.minitransat.fr/en/


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