Il mare nell’oscuro triangolo ancestrale delle Bermuda.

01 di Marzo, 2022 - Storia - Commento -

Massimiliano De Cristofaro / Foto di repertorio

Non più segreti ma solo leggende legate all’alcool e ad una scarsa formazione. 

L’eccessiva avidità della scoperta ad ogni costo e dello sfruttamento delle risorse tutte, nonché l’impulso irrefrenabile all’espansione senza un ragionamento logico, ha portato l’essere umano ad essere, suo malgrado, relegato ad una razionalità che lo trascina verso l’impossibilità di dare un senso agli accadimenti, tanto da sprofondare nell’oscuro e nel mistico.

Gli scienziati ci rivelano che i nostri cervelli custodiscono aree che forniscono presentemente risposte ancestrali e non performanti e razionali all’epoca in cui viviamo.

A tutto diamo un senso ma senza un senso.

Per anni tra Miami, posizione sudorientale della Florida, Porto Rico, un territorio non incorporato degli Stati Uniti d'America e le isole Bermuda, terre sotto il dominio britannico nel nord dell'oceano Atlantico, l’uomo ha cercato di dare un senso a tutte quelle circostanze anomale che lo lasciavano senza alcuna spiegazione, men che meno logica.



Il maledetto triangolo. Il triangolo oscuro.

Il triangolo delle Bermuda!

Qual è il significato del triangolo?

Quale simbologia si cela nel triangolo?

Questa figura geometrica così amata e temuta è strettamente legata al numero tre.

Il numero tre rappresenta la fantasia come espressione e sviluppo della conoscenza.

Per di più, riproduce la facoltà di usufruire al meglio della conoscenza acquisita e di programmare nuovi sistemi di trasmissione.

Il numero tre emana una grande energia che si compie in modo dinamico, fecondo e entusiasmato.

Questo dare un senso al tre deriva dalla connessione della forza rinnovatrice del numero uno, con la capacità di sviluppo del numero due.

Tutto questo, indica al mondo che siamo in presenza di una enorme emissione energetica che accelera e guida la nostra umana inventiva. Il triangolo, un poligono di tre lati, quindi con tre vertici.



Il simbolismo dell'universo del triangolo si ritrova in tutte le memorie umane, esso è la cerimonia del ritorno all’omogeneità iniziale.

Questa forma perfetta, quindi, si riconnette alle varie aree simboliche del cosiddetto ternario.

Il triangolo esprimeva primariamente sia l’idea della divinità, verificabile nella simbologia cristiana della trinità, sia l’ideale dell’ascesi dell’uomo verso la trascendenza altissima, di conseguenza, dal meramente terreno all’Universalità.

Perciò, osserviamo il piccolo mondo che s’innalza verso l’Universo e in direzione opposta.

O meglio, il sostegno Divino di tutte le autorevolezze celesti verso l’a debole umanità e la forte natura.

Nella rappresentazione pitagorica, in cui il triangolo si manifesta come Tetrattide, il triangolo rappresenta l’ascensione dal composto all’uno.

Secondo la caratteristica definizione alchemica, nell’ordine delle figure chiuse, questa conformazione si colloca tra il cerchio ed il quadrato.

Il triangolo, quindi, rappresenta un’entità intermedia tra la sostanza pressoché astratta, se vogliamo incorporea e la materia che ricade invece sotto i nostri sensi, più palpabili, più terreni.

Per i più curiosi, il triangolo è la riproduzione grafica dei Quattro Elementi del nostro mondo.

Con la punta verso l’alto simboleggia il Fuoco, con la punta in basso simboleggia l’Acqua. Il triangolo delle Bermuda o Triangolo Maledetto o Triangolo del Diavolo è un triangolo isoscele immaginario con la punta verso il Golfo del Messico, i due lati congruenti verso la Florida e il Mar dei Caraibi e la base verso l’oceano Atlantico Settentrionale.

Per i più tecnici, il vertice Nord è il punto più settentrionale dell'isola principale dell'arcipelago delle Bermude, il vertice Sud è il punto più orientale dell'isola di Porto Rico e il vertice Ovest è il punto più a Sud della penisola della Florida.



In quell’area infatti, nel corso degli anni, sarebbero misteriosamente scomparse numerose navi ed aerei senza lasciare traccia.

Per anni il velo di mistero ha avvolto il famoso triangolo maledetto.

Tuttavia, sembra non esservi nessun mistero.

Infatti su quello che è stato uno degli enigmi più entusiasmanti dal 1.800 d.C. ad oggi (sebbene si parli di ben 500 anni di mistero…), il giornalista scientifico australiano Mr. Karl Kruszelnicki, a seguito di un lungo lavoro di ricerca, ha dichiarato che il numero di disastri aerei e navali successi nel famoso Triangolo del Diavolo è assolutamente conforme con quelli accaduti nel resto del mondo.

Quindi nessun mistero, se non qualche evento inspiegabile dovuto a brutti incidenti avvenuti in quell’area dai primi dello scorso secolo in un’area di mare di circa 1.100.000 km², per di più caratterizzata da una struttura multi livello di flussi di aria e mare imprevedibili con un fondale che supera anche i - 2.000 metri di profondità.

I media poi, grazie a racconti fantasmagorici e psichedelici degli anni ’50 hanno fatto il resto e fra buchi neri, universi paralleli spazio-temporali, le rotte extraterresti, basi sottomarine (di questi ultimi) comprese, quell’area di mare arrivata a noi quale vera e propria porta terrestre per l’ignoto.

Si dice 300 navi disperse e 75 aerei mai più trovati.

Senza calcolare l’astrusa teoria sugli “…Idrati di metano, cioè su grosse bolle di gas che periodicamente salgono dagli abissi marini fino alla superficie provocando una depressione nell'acqua e forse anche nell'aria soprastante.”

Ed ancora c’è chi asserisce che: “L' affondamento di quasi, se non tutte, le navi nel cosiddetto "Triangolo delle Bermuda" è causato dalla collisione con i numerosi scogli a filo dell'acqua.

Riguardo alle cadute degli aerei sono maggiormente causate dalle cariche elettriche che gli aerei acquisiscono dopo l'attraversamento di un temporale, che scombussolano gli strumenti di bordo, facendo così confondere il pilota finché l'aereo non perde carburante e cade…”

Ed ancora: “Ricerche scientifiche hanno confermato che in quel punto per colpa di tipi di montagne e la posizione geografica le onde magnetiche impazziscono, quindi le bussole non riescono a funzionare.

Per questo molte navi e aerei si disperdono in quel punto…”

Purtroppo per gli allarmologhi professionisti del web, sempre secondo Kruszelnicki, il mistero delle Bermude nacque a cavallo fra la I e la II Guerra Mondiale (e forse ancor prima), quando numerose navi militari affondarono inspiegabilmente in quelle acque senza essere mai più state rintracciate, medesima sorte per numerosi aerei militari, equipaggi compresi.

Tuttavia, le sparizioni, o meglio gli affondamenti delle navi e le precipitazioni di aerei sono avvenute a causa di condizioni meteorologiche cattivissime con onde che in questa porzione di mare arrivano ad essere alte più di 15 metri.



Un’onda di 15 metri mette in seria difficoltà una nave moderna, immaginate cosa potesse produrre ai vascelli e alle navi di un tempo, inadeguate e male equipaggiate.

Anche gli incidenti aerei più "famosi" delle Bermuda sarebbero riconducibili ai gravi errori dei capitani e dei comandanti indisciplinati più che sfortunati, errori evitabili, si dice, commessi irrimediabilmente tra piloti ubriachi, fragorosi errori di rotta e in primis, la navigazione -o i voli- intrapresi in assenza delle più semplici misure di sicurezza.

Facile poi dare la colpa agli extraterrestri o ai mostri di Howard Phillips Lovecraft …

Nella sparizione di navi e aerei i media, quindi, accusavano i curiosi parassiti di altri pianeti ed ancora i mostri fantastici fra i quali il Kraken, Cthulhu, i Calamari vampiro, la Perla Nera di capitan Jack Sparrow e persino l'evaporazione di una natura esclusiva che le profondità del mare producono sotto forma di enormi bolle antipatiche di metano assassino.

E i servizi segreti?

E la massoneria?

No, per questa volta loro non c’entrano, anche se il mistero delle Bermuda per un po gli ha fatto comodo anche se alle Bermuda, il loro lavoro è stato quello di hackerare i dati di migliaia di società offshore facendo tremare gli evasori fiscali di tutto il mondo …

Gli scienziati pazzi hanno poi colorato con varie teorie dell’approssimativo quantistico che nelle Bermuda esistono buchi di antimateria dai quali si attraversa lo spazio temporaneo financo ad arrivare a risoluzioni (piuttosto logiche) su eventuali esperimenti militari posti in essere per anni, dalle varie agenzie di intelligence americane.

Comunque sia, nessuna delle dottrine, più o meno astruse, ha resistito alle analisi dei tecnici stanchi del paranormale low-cost.

Negli ultimi anni ogni teoria sul Triangolo maledetto è stata destinata ad essere smentita e vari ipotetici scenari, tutti mai dimostrati.

Tuttavia una curiosità ve la rivelo.

La Perla Nera fu una vera nave pirata malfamata e conosciuta, che compì crimini nel Mar dei Caraibi per tutto il XVIII secolo (rif. 1.700 d.C. per i più deboli in storia).

In origine era una nave pirata chiamata Wicked Wench (Ragazza Malvagia), era un Galeone con 18 cannoni (il Galeone è un potente veliero da guerra concepito per affrontare la difficile ed ostile navigazione oceanica), per poi essere rivenduta come mercantile alla Compagnia Britannica delle Indie Orientali ma la prioprietà Britannica durò poco, infatti ritornò ben presto ad essere una veloce una nave pirata, infatti la Ragazza Malvagia fu nota per la sua velocità e, soprattutto, per essere di colore nero (vele comprese), questo per essere invisibile e mescolarsi nel buio della notte ma anche per incutere terrore.

La Ragazza Malvagia fu capitanata da Jack Sparrow (Jack Teague), personaggio immaginario e per molti anni da Hector Barbossa, meglio noto come Capitan Barbossa, anch’esso personaggio immaginario della famosa saga Pirati dei Caraibi, personaggio ispirato però da un vero pirata, o forse era un corsaro ...

Sulla scia della storia di Capitan Barbossa potrei catturare la vostra attenzione con la vita del corsaro barbaresco Ariadeno Barbarossa chiamato Hayreddin Barbarossa, ovvero Kheir-ed-Din di Mitilene (greco/andaluso) Ammiraglio Ottomano di Solimano attivo fra il 1.500 e il 1.545 d.C., o forse pirata, ma questa è un’altra storia, questo è un altro mistero …


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