Il Mediterraneo... La nostra storia.

02 di Febbraio, 2022 - Storia - Commento -

Testo di Francesca R. Piro / foto di Progetto Mediterranea



Siamo cittadini del Mediterraneo, facciamo parte di questa regione perché vi siamo nati. 

Il Mediterraneo è la nostra origine. 

Lo abbiamo letto, studiato, forse compreso.

Le pagine della nostra letteratura ne sono impregnate. 

Non potevamo non vedere, non ascoltare le voci che dalle sue sponde, soprattutto dall’altra sponda, quella a sud, richiamavano la nostra attenzione. 

Nel 2013, una barca a vela e un gruppo di marinai, sognatori e un po’ visionari, hanno lasciato le coste adriatiche di San Benedetto del Tronto diretti a Levante, lungo i Balcani, verso la Grecia. 

Partiva il Progetto Mediterranea, la spedizione nautica, culturale, scientifica e sociale ideata dallo scrittore Simone Perotti, esperto marinaio e profondo conoscitore del Mediterraneo e poi fondata insieme a Francesca Piro e a una compagnia di donne e uomini del Mediterraneo, capaci di immaginare e desiderosi di navigare, conoscere, incontrare.



Da allora Mediterranea, un ketch armato a cutter, Mikado del 1975 disegnato dal grande Michel Bigoin e varato dai CNSO, naviga per lunghi periodi ogni anno e ha coperto migliaia di miglia, dall’Italia alla Grecia alla Turchia al mar Nero, alle coste di Libano e Israele, e poi Cipro, Francia e Spagna, e poi l’Atlantico della Rocca di Gibilterra e delle coste del Portogallo, fino dentro il Tago di Lisbona e ha poi raggiunto Genova alla fine del 2019, dopo aver percorso altre miglia nel mare che bagna il Maghreb e dopo aver risalito l’Italia tirrenica, per poi proseguire verso le grandi isole del Mediterraneo centrale. 



Nel 2021, infatti, Mediterranea ha navigato tra Corsica e Sardegna, mentre nella primavera del 2022, Mediterranea tornerà in mare per esplorare le coste della Sicilia e delle sue Isole Minori, per raggiungere infine Venezia, tappa conclusiva della Rotta 2022. In mezzo, tanto mare, tante miglia, tante settimane, tanti incontri.



Si naviga per incontrare, conoscere, documentare, comprendere. Per poi tornare e raccontare ciò che si è visto.



Questo è il nostro motto, quello di Progetto Mediterranea. Ce lo ripetiamo spesso mentre siamo a bordo, mentre cerchiamo di trasmettere a chi naviga con noi questa attitudine che ci contraddistingue, la nostra curiosità. Verso l’altro, che non è mai altro da noi, bensì parte di noi, espressione del nostro sentire, come noi del suo, perché siamo di qui, in questo mare ci siamo nati.


Navighiamo per ricerca. Scientifica, certamente. 

Con il nostro operato - ospitando a bordo ricercatori e scienziati, impegnandoci in attività di advanced citizen science, coinvolgendo gli equipaggi nel condividere i valori di salvaguardia ambientale - noi “facciamo ricerca scientifica” perché prestiamo gratuitamente la nostra opera alla Scienza e in questo modo la sosteniamo. 

Culturale, che è il focus del nostro Progetto. 

Incontriamo scrittori e intellettuali dell’area del Mediterraneo, ma anche attivisti, giornalisti, studiosi e la gente comune, quella che lavora nei porti dove Mediterranea ormeggia, quella che incrociamo in mare e lungo le coste, quella seduta ai tavolini dei bar delle città dei Paesi che visitiamo. 

Il viaggio è incontro, scambio di idee e di opinioni, confronto dei diversi punti di vista. Il nostro strumento è il dialogo, che è il sistema principe, favorito dall’ascolto, dall’empatia, dalla condivisione. 

Sociale, ovvero la ricerca più difficile da condurre, il tentativo di costruire un nuovo modello di vita, avendo il Mediterraneo stesso come modello. Perché il Mediterraneo è scheletro portante di una nuova civiltà

Il Mediterraneo è culla di un nuovo Rinascimento. L’essere insieme a bordo di Mediterranea, nel condividere valori e opinioni e nel lavorìo continuo delle nostre mani e del nostro pensiero, non ci ha impedito le battute d’arresto, le riflessioni dolorose, i contrasti interiori, da rimodulare ogni volta, nel confronto, nel dialogo, nell’accettazione dell’altro, a riconfermare maggiormente il valore sociale della nostra azione.



Ricerca nautica, come esperienza, sperimentazione, insegnamento. I Mediterranei s’impegnano in prima persona nella manutenzione della barca, nella sua conduzione in mare, nel suo mantenimento e allo stesso tempo imparano, conoscono, provano, sperimentano, costruendo ciascuno per sé e per gli altri la propria seamanship, la propria essenza di “donne e uomini di mare”, che conoscono i venti, che sanno leggere l’onda, che “sanno il mare” fin nell’ultimo grano di sale che brucia sulle labbra.



Siamo partiti perché era necessario farlo, perché il Mediterraneo esiste e vogliamo raccontarlo. 

Siamo partiti perché nessuno di noi si trovasse un giorno a dire: volevo andare, non sono andato

Mediterranea torna in mare a maggio. 

Si riparte da Trapani. 

E con noi a bordo c’è Mondo Sommerso – la rivista amata da chi ama il mare, perché il racconto nasce dall’esperienza, dal toccare con mano, dalla condivisione. 

Mondo Sommerso e Progetto Mediterranea insieme, per raccontare il Mediterraneo, la nostra storia.


Condividi 

Così possiamo inviarvi la nostra newsletter.
Per dimostrare che non sei un robot.
Clicca sul link per leggere il nostro avviso legale.
* Campi obbligatori

Lascia il tuo commento
L'indirizzo email non sarà pubblicato.

2 + 5 =
Post più recenti
Categorie
Post precedente Post successivo