Il micro (fondamentale) mondo dell'acqua: dal mare aperto ai porti

10 di Marzo, 2021 - Mari e fiumi - Commento -

a cura di Valentina Cornacchione e Claudio Sisto, fotografie di Marta Musso e Tommaso Orlandi

L'essenziale è QUASI invisibile agli occhi

Molti conoscono e immaginano il Mare come un luogo abitato da animali e piante più o meno grandi, ma cosa ne sappiamo del micro-mondo marino? Eppure, è quello che lavora di più per il nostro Pianeta!

Per fortuna sempre più persone e studiosi si stanno attivando per documentare, studiare e divulgare il piccolo mondo nascosto agli occhi dei molti, e quando a farlo sono una coppia di ragazzi che nel mare praticamente ci vivono è ancora più bello e interessante.

In fotografia Marta Musso, Tommaso Orlandi e i loro fedeli e pelosi marinai



Marta Musso è una biologa marina, Tommaso Orlandi è un fotografo freelance specializzato negli sport acquatici. Come è solito fare della vita quando ti sta preparando qualcosa di speciale, il loro progetto è nato inizialmente un po' per caso: incontrati a fine luglio per la prima volta in un mercatino di artigianato sul mare in Toscana, dopo una settimana hanno deciso di comprare una barca a metà. 

"L’idea iniziale era semplicemente girare l’Italia e il Mediterraneo ma, più pensavo al viaggio più ci venivano idee su come unire le nostre passioni per creare qualcosa di più di un semplice viaggio. Creare un movimento di sensibilizzazione basandosi non solo dell'inquinamento dovuto alla plastica ma parlando del bello di questo immenso mondo blu sotto di noi alla portata di tutti, rompendo i dogmi della ricerca vista come distaccata e di nicchia per poche persone. Renderla a portata di tutti sia ai grandi che ai bambini attraverso i social ma anche in presenza con workshop." 


La loro barca a vela


Di cosa si occupano:

Aperti a collaborazioni con i centri di ricerca, università e non-profit per essere una barca da ricerca di supporto, il plancton (passione preferita di Marta), batteri, virus, alghe e animali che ‘vagabondano’ nel mare sono i soggetti principali delle loro storie. A questi si aggiungono cuccioli di pesci, di stelle marine, di granchi ma anche adulti di specie che passano la loro vita a gironzolare per i nostri mari. 

Come ben sappiamo (o finalmente iniziamo a sapere) e come ci ribadisce Marta: "Il plancton è estremamente importante sia per il mare che per noi. Il plancton (diciamo le alghe nel plancton) produce metà dell’ossigeno che respiriamo e assorbe grandi quantità di anidride carbonica. Il plancton è anche un asilo per i piccoli di tantissime specie tra cui anche pesci pelagici quindi offre un servizio enorme sia all’ecosistema marino che a noi. Da biologa marina e appassionata di plancton guardare dentro un microscopio mi emoziona tantissimo come se fossi una bambina. L’idea di poter vedere qualcosa di vivo e dalla struttura e funzione complessa che è invisibile all’occhio mi sembra incredibile. Come scoprire un altro mondo. Come guardare degli alieni attraverso la lente. Con la fotografia vorremmo poter condividere questa sensazione." 

La bellezza sta nei dettagli

continua Marta: "Un grande problema della ricerca che per la maggior parte delle attività svolte hanno solo un fine puramente scientifico trascurando completamente il lato estetico ed emotivo che una semplice foto può trasmettere. Dalle texture delle micro alghe al semplice movimento delle labbra del muscolo o cozza dipende dove ci troviamo. Unire quindi la ricerca ad un'estetica puramente emotiva."


Fotografia al microscopio


Un altro tema tutt'altro che scontato che Marta e Tommaso affrontano è la vita marina nei porti. Perché lì, tra il via vai di barche c'è tanta vita nascosta. Siamo abituati purtroppo a constatare che le barche scaricano e perdono diesel e altro materiale inquinante nei porti, che l’acqua è piuttosto calma e con poca corrente di ricambio può essere poco ossigenata. Nonostante questo, visto che il porto è anche pieno di materiale organico e quindi di nutrienti, alcune creature marine particolarmente resistenti allo "stress" si sono adattate a vivere sotto pontili, barche e boe.

Nel porto di Lerici per esempio sono riusciti a documentare un'interessante colonia di Spirografi (vermi che assomigliano esteticamente a delle palmette o a dei fiori) in mezzo ai quali nuotavano beatamente delle Salpe. Inoltre, l'acqua del porto era straordinariamente pulita. Sarà il bellissimo effetto postumo del lockdown dell'anno scorso, che ha visto la natura riprendersi i suoi spazi e i suoi colori?


Sotto al pontile a destra sono ben visibili gli Spirografi


Infine, il loro progetto non si limita "soltanto" alla ricerca scientifica, ma comprende anche una parte umana: grazie alla fotografia impressionano storie di chi il mare lo vive: visi di mare, i pescatori, le loro imbarcazioni. Il lato emotivo e umanistico del loro movimento accompagna di pari passo quello razionale e scientifico, rafforzando il legame che lega queste due facce della stessa medaglia ed evidenziando inesorabilmente quanto l'uomo possa dipendere dal mare.


Pescatore

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