IL Plancton

01 di Aprile, 2022 - Biologia marina - Commento -

Testo e foto di Marta Musso



Appena sotto la superficie del mare, in tutti i mari, dalla costa al largo, si nascondono tantissime creature invisibili (o quasi) ai nostri occhi: Il plancton.

Virus, batteri, alghe e animali dalla densità corporea simili all’acqua salata, incapaci di contrastare le correnti marine.



Da microscopiche creature unicellulari a grandi e complessi individui pluricellulari, il plancton comprende una grandissima varietà di organismi molto diversi tra loro ma tutti parte della stessa nicchia ecologica.

Planktos dal greco “errante’, ‘vagabondo’ viene scelto dal naturalista tedesco Victor Hensen nel 1887 per descrivere questa comunità ecologica. 



Per capire meglio chi sono davvero questi organismi bisogna dividerli in categorie.

I ricercatori li dividono per dimensione, habitat, profondità, livelli trofici (cosa mangiano) o caratteristiche morfologiche/evolutive. 

Uno dei modi più semplici è per grandezza. Da microscopici esseri come virus e batteri a grandissimi animali come meduse o tunicati coloniali come le Salpe (no, non il pesce, la gelatina) che formano lunghissime catene di cloni. 



Per avere due dimensioni passiamo da i Femptoplancton < 0.2 µm ai Megaplancton 20–200 cm e varie categorie nel mezzo (Picoplancton 0.2-2 µm; Nanoplancton 2-20 µm; Microplancton 20-200 µm; Mesoplancton 0.2 mm-2 cm; Macroplancton 2–20 cm; Megaplancton 20–200 cm).

Un altro metodo per distinguere il plancton è per habitat. A quale profondità vivono questi organismi? e quanto lontano dalla costa? si tratta di un ambiente ricco di nutrienti (eutrofico) o povero (oligotrofico)?

Il plancton vive ovunque, sia in acque dolci che salate, dalla costa al largo. Si trova principalmente vicino alla superficie soprattutto nel caso del fitoplancton o microalghe che, nutrendosi attraverso la fotosintesi, hanno bisogno di stare in superficie dove arrivano i raggi solari: nella zona epipelagica.



Questa zona varia molto in profondità a seconda della distanza dalla costa. Non oltre i 30m vicino alla costa, fino ai 200 m nell'oceano.

Lo zooplancton, per quanto anch'esso principalmente presente in superficie, può raggiungere grandi profondità e può spostarsi durante la giornata o durante le stagioni. Ma non erano ‘incapaci di contrastare le correnti’? Beh, non possono nuotare nel vero senso della parola ma si muovono eccome! 


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