Immersioni e condizioni meteo: capire “che aria tira”

26 di Febbraio, 2021 - Subacquea - Commento -

Valentina Cornacchione / Claudio Sisto

I significati (e le precauzioni) dietro ai nomi dei venti

Nella località di Gabicce Mare, dove vado spesso in vacanza, durante la giornata soffia spesso vento da E/NE (spira dalla direzione del mare, il litorale è rivolto verso Nord). Un giorno ha iniziato a tirare vento da NW (Maestrale), in pieno pomeriggio. Poi la fatidica frase del bagnino: “eh.. arriva Maestrale”.

Il fatto che lo avesse chiamato con un nome proprio, come se fosse un'entità di una certa importanza, già mi aveva fatto presagire qualcosa. Infatti dopo qualche ora la situazione, da cielo sereno con nuvole in lontananza, è diventata questa: 

Oltre al fatto che le tempeste Adriatiche sono famose per essere improvvise e potenti, è possibile prevederle in qualche modo?

Generalmente, sì. Per farlo, che tu sia un marinaio o un subacqueo, bisogna conoscere a memoria i venti della propria zona.

Questo è un argomento che tocca chiunque si trovi ad avere a che fare con il mare: il vento. Può essere il nostro grande alleato come l'incubo peggiore, ma basta conoscerlo bene per imparare a gestirlo o ad evitare le sue “sfuriate”. Prima di tutto, in base a dove ci troviamo a navigare o ad immergerci ed in base all'ora e alla stagione, i venti che spirano sono diversi, e quindi hanno nomi diversi. Oggi analizzeremo l'etimologia di questi nomi, pratica utilissima per memorizzarli.

Per comodità prenderemo come riferimento la nostra rosa dei venti (perfezionata a Malta), che interessa tutto il bacino mediterraneo:

Iniziando dall'alto, troviamo la Tramontana: si chiama così dal latino “trans montes “, ovvero “al di là dei monti”. Che monti abbiamo al nord Italia di così importanti? Le Alpi. Quindi viene da sé che la Tramontana è un vento freddo.

Grecale: proviene dalla Grecia. Nonostante nell'immaginario comune associamo la Grecia ad un posto caldo,  L'entrata del Grecale nel bacino centrale del Mediterraneo avviene attraverso una delle "porte" che si aprono lungo la catena montuosa dei Balcani in corrispondenza delle coste dell'Adriatico orientale, che gli porta ad avere le caratteristiche di vento molto freddo e secco.

Levante: proviene da Est, da dove si leva il sole. Questa era facile.

Scirocco: uno dei due venti che interessa maggiormente la costa laziale, il suo nome deriva dall'arabo shulūq, “vento di mezzogiorno”. Per noi prende il nome dalla Siria, la direzione da cui spira il vento. E' un vento caldo e secco, porta spesso la sabbia del Sahara.

Ostro (per gli amici Mezzogiorno): parliamo del nome più particolare (il secondo è molto intuibile), Ostro deriva dal latino Auster “vento australe”, ovvero il vento che spira da sud. E' un vento caldo e umido.

Libeccio: anche questo vento prende il nome dal luogo da cui spira, la Libia. A dirla tutta Per il termine "libeccio" esistono due ipotesi di etimologia: o viene dal greco libykós, ossia "della Libia", oppure dall'arabo lebeǵ, che deriva del greco líps-libós, che significa "vento portatore di pioggia". Entrambe le ipotesi comunque sono veritiere, perché questo vento soffia anche durante il passaggio dei fronti perturbati atlantici in movimento da ovest verso est, assumendo in questo caso caratteristiche di vento umido portatore di pioggia.

Ponente: da Ovest, dove si pone il sole al tramonto. Accarezza le coste tirreniche inoltrandosi in modo più o meno deciso anche nel corrispondente entroterra e svolgendo un'azione alquanto mitigatrice sulla calura tende ad elevare moderatamente i tassi di umidità, per la provenienza dal mare. In autunno e inverno soffia spesso in maniera moderata o forte durante il passaggio di una perturbazione in transito da ovest verso est, sulle coste di Toscana, Lazio, Campania e Calabria. La sua presenza però indica il finire della perturbazione e quindi l'arrivo del bel tempo. Provenendo sempre dal mare, le temperature anche in inverno risultano essere sempre molto miti.

Maestrale: la direzione nord-occidentale punta alla città più importante per chi ha dato il nome al vento:  Roma, “Magistra Mundi“. Questo vento si ha quando correnti di aria polare o artica irrompono nel Mar Mediterraneo occidentale dalle coste della Provenza. In queste circostanze, le masse d'aria provenienti da Nord, scavalcando il Massiccio Centrale francese, si incanalano lungo la valle del Rodano, dove vengono molto accelerate dalla rapida discesa sui versanti sottovento. Se associato alla discesa di aria artica marittima o aria polare fredda marittima, il vento assume le caratteristiche di vento freddo e umido, determinando un peggioramento delle condizioni del tempo, con associata una progressiva e netta diminuzione delle temperature, portando con sé pioggia e temporali.

Spesso, come nell'immagine, insieme al nome del vento c'è pure la sua corrispondenza in gradi: è un linguaggio internazionale per definire da dove spira il vento, perché se il nome cambia rispetto alla zona in cui si sta, i gradi sono universali e di facile intuizione.


Ci sarebbe ancora molto da dire sui venti e i loro comportamenti, ma abbiamo voluto puntualizzare le basi, fondamentali per chi va in barca o si immerge. Morale della favola e dell'articolo: studiate bene i venti, parlate con i pescatori (sono loro che vivono il mare tutti i giorni, l'esperienza la fa da padrona), e prestate attenzione ai cambiamenti di vento. Potreste ritrovarvi a fare fotografie emozionanti e poi scappare tra lettini volanti e raffiche di vento e sabbia, come la sottoscritta.

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