Intervista a Gaetano Tappino di Gianni Risso

13 di Dicembre, 2021 - Tecnologie - Commento -

Gianni Risso / Foto e disegni di Gaetano Tappino



Non appena ho saputo che a Roma un superappassionato di subacquea sta facendo rinascere la gloriosa rivista Mondo Sommerso, mi sono messo in contatto con la sua redazione per proporre la mia collaborazione. 

Per molti anni ho avuto il piacere e l’onore di essere fra i collaboratori più attivi di Mondo Sommerso e la notizia mi ha fatto tornare ai tempi d’oro della subacquea. 

Quella con la S maiuscola per interderci! 

Mi ha risposto Claudio Sisto che mi ha dato immediatamente il suo benvenuto o… bentornato. 

Siamo entrati subito in sintonia e ho capito che il personaggio all’altro capo del filo, virtuale, aveva tutte le carte in regola per rilanciare in orbita con successo Mondo Sommerso.

Claudio mi ha dato carta bianca per l’argomento del primo articolo. 

Ed eccomi qui. 

Avrei potuto partire con un bell’articolo intervista a uno dei tanti VIP che ho avuto il piacere di fotografare anche sott’acqua come il Principe Vittorio Emanuele di Savoia o Natalia Estrada, oppure presentando uno dei tanti campioni mondiali di apnea profonda o di pesca subacquea come Enzo Maiorca, Umberto Pelizzari o Francisco Ferrera Pipin, Claudio Ripa, Massimo Scarpati. 

Ma no. 

Preferisco parlare di un progetto che potrebbe proiettare, ancora una volta, la subacquea italiana al vertice mondiale per l’innovazione e con la subacquea anche la città di Genova. 

Si, proprio Genova, una città che per anni ha sofferto di immobilismo a causa di una classe politica di burosauri ma che da qualche anno si sta risollevando da anni bui e dalle recenti catastrofi che l’hanno colpita. 

Mi riferisco al tragico crollo del Ponte Morandi, alla terribile mareggiata del 2018 che causò danni incalcolabili e allo stillicidio di lavori autostradali che penalizzano pesantemente l’economia della regione Liguria. 

L’ambizioso progetto ideato da Gaetano Tappino prevede la realizzazione del “Parco tecnologico Subacqueo Duilio Marcante” e consiste in una prima mondiale di riqualificazione di un bacino portuale. Per saperne di più, ho incontrato l’amico Gaetano Tappino che ha spiegato dettagliatamente la situazione per i lettori di Mondo Sommerso…..



Gaetano, puoi spiegarci il tuo progetto? 

Si tratta di un progetto ambizioso ma fattibile, il mare a Genova in tutte le sue forme. 

E’ un percorso iniziato con le Colombiadi dal nostro Architetto Renzo Piano che ha eliminato la città dalle barriere di accesso al mare, proseguendo con il l’attuale progetto “ Water Front” 

Come è nata l’idea? 

Lo spiego volentieri. 

Una serata passata in un locale al porto antico nel novembre del 2017, alla presenza del Sindaco Marco Bucci prima del suo insediamento, in compagnia dell’arch. Alessandro Casareto, con il quale mi aveva preannunciato che ci sarebbe stata la possibilità di esporre fra le tante cose per il bene della citta, cosa si potesse fare per riportare a Genova l’attenzione sulla subacquea. 

Con l’architetto Casareto negli anni novanta avevamo proposto un centro subacqueo professionale da fare sulla diga foranea utilizzando uno spazio abbandonato ma protetto dalle alte mure della diga stessa, uno spazio che negli anni 50 serviva per bruciare i rifiuti cittadini e poi gettare le ceneri in mare, dove poter creare una grande piscina con acqua di mare , progetto poi naufragato a seguito del cambio di amministrazione comunale. 

A Casareto esposi la mia nuova idea rivolta al turismo ludico, alla ricerca e al commercio e non più per fare formazione professionale ormai poco aveva pochi riscontri. 

Fra i tanti interventi dei presenti il sindaco chiese cosa si potesse fare per riportare Genova in primo piano per la subacquea. 

Chiesi la parola ed esposi l’idea di poter riconvertire il bacino portuale dove c’è il Bigo uno specchio acqueo che conoscevo molto bene perche in qualità di sommozzatore presi parte alla costruzione e posizionamento dei piloni del Bigo, in un grande spazio per le attività ludiche e commerciali, l’idea fu accolta con stupore per la sua originalità, simile fantasia ma, al momento nessuno la respinse.

L’architetto Paola Fazio anche lei presente si disse entusiasta esi mise subito a disposizione per poter essere utile all’idea e cosi formammo il trio di lavoro per portare avanti l’idea successivamente supportati anche da un giovane ingegnere chimico Tomaso Persi. 

Iniziammo a concretizzare il progetto su carta, per poi contattare tutte istituzioni interessate, Regione, autorità portuale, porto antico, acquario, università, con i quali si svolsero molti incontri, per arrivare un uno degli ultimi appuntamenti, negli uffici del comune per avviare una pratica di richiesta di finanziamento europeo che avrebbe portato avanti il comune come capo fila del progetto. 

Purtroppo da li a breve il tragico evento del ponte Morandi, giustamente bloccò ogni tipo di attività che non riguardasse il ponte, successivamente la pandemia ha lasciato sotto la cenere il progetto. 

Bene, molto interessante. Ma oggi a che punto siamo? 

Ora che la città ha concluso la ricostruzione del ponte e circoscritto la pandemia, ho pensato di riproporre il progetto creando un video introduttivo per far conoscere questa proposta alla cittadinanza e a nostri amministratori pubblici anche perché nel frattempo le persone che avevamo convolto non avevano più lo stesso incarico. 

Ma quali sono le motivazioni di fondo per realizzare il progetto proprio a Genova? 

Genova e la Liguria sono state al centro della nascita e della crescita della subacquea mondiale. 

Basta ricordare i suoi padri fondatori: Duilio Marcante, Luigi Ferraro medaglio d’ro al valor militare per azioni subacquee, Egidio Cressi, Ludovico Mares, che hanno fatto della Liguria la Silicon Valley della subacquea. 

Le più grandi aziende di attrezzature subacquee sono nate proprio a Genova e riviera di levante, ma oltre all’inizio e sviluppo delle attrezzature, anche la parte medica iperbarica ha le radici in questa città, il prof Damiano Zanini, prof Giorgio Odaglia il Prof Giuseppe Viotti, hanno tracciato la strada dello studio iperbarico dell’immersione nel corpo umano, non da meno è il fiore all’occhiello della Marina Militare del Comsubin centro di formazione di sommozzatori e palombari a La Spezia, in tempi di guerra hanno inferto innumerevoli azioni subacquee al nemico, realizzando sofisticati mezzi subacquei coperti da segreto militari, uno per tutti, fra tanti che ha rappresentato la nostra maestria nell’arte dell’azione offensiva e difensiva subacquea, L’ammiraglio Luigi Durand de la Penne. 

Ti sei ispirato a realizzazioni simili esistenti in altre nazioni? 

Al giorno d’oggi da ricerche eseguite, non esistono simili progetti nel mondo per la riqualificazione di un bacino portuale, trasformandolo in un parco marino e un laboratorio a cielo aperto per Enti di ricerca che, hanno positivamente valutato il progetto, oltre seimila metri quadrati in un parco marino dove, riprodurre un pezzo del mediterraneo, una sfida ecosostenibile possibile.

Che attività saranno praticabili?

Infiniti potranno essere gli utilizzi per tutti gli sport acquatici, fondamentale per tutte le scuole subacquee ma, non solo, l’accesso alla subacquea per diversamente abili, struttura dove si potranno programmare le varie attività sociali, culturali e commerciali senza il problema dei vincoli delle condizioni meteomarini, nel pieno centro cittadino, un progetto che potrà autosostenersi economicamente con gli accessi al parco e produrre nuovi posti di lavoro. 

 In che condizioni sono le acque portuali interessate dal progetto? 

La calata Catteneo, l’area interessata al progetto dove nel suo specchio acqueo è collocato il Bigo realizzato dall’Architetto Renzo Piano, rientra nell’antica zona portuale dove nei secoli, sono nati e sviluppati primi commerci marittimi della città, uno specchio acqueo nel quale non convergono scarichi cittadini ma solo le acque pluviali delle aree circostanti, fondale che nei secoli ha accumulato metri di sedimentazioni all’epoca naturali poi inquinate da metalli e idrocarburi dovuti allo sviluppo dei traffici navali, riducendo a pochi metri il fondale. 

Una criticità importante del progetto era proprio bonificare il fondale, un problema che potrà essere superato, grazie a un sistema unico nel suo genere della Società Decomar SrL di Carrara, www.decomar.it/tecnologia una innovazione tecnologica denominata “Limpidh2o”® sistema che permette di intervenire in modalità ecosostenibile nei porti, nei canali, nei fiumi, bacini e nelle acque interne. Questa rivoluzionaria tecnologia permette la bonifica dei sedimenti inquinati, intervenendo con un potente sistema aspirante a circuito chiuso eliminando la possibile contaminazione delle acque circostanti, i sedimenti prelevati, vengono trattati dal sistema compattando i fanghi e valorizzando tutte le risorse all’interno degli stessi come la sabbia, che viene separata dai sedimenti nel processo operativo del sistema, sabbia che potrà essere riutilizzata per il ripascimento delle spiagge. 

 Puoi fornire qualche dettaglio sulle dimensioni dell’opera? 

 Area occupata di circa seimila metri quadrati con una profondità massima di dieci metri. Buona visione. 

Per concludere, puoi aggiornare i lettori sugli ultimi sviluppi e le prospettive concrete per la realizzazione? 

Dopo il parere favorevole del Sindaco Marco Bucci sto portando avanti il progetto con: Regione, CNR, Università di Genova, Decomar SPA, Orto di Nemo, Drafinsub, Acquario di Genova con incontri per il perfezionamento degli studi di fattibilità, proseguire con il progetto e reperire i fondi necessari.

In foto Gaetano Tappino

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Vincenzo
13 di Dicembre, 2021
Sarebbe un progetto strepitoso che darebbe più vita all'area individuata.

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