L' abbraccio incondizionato del mare

18 di Settembre, 2020 - Attività subacquee - Commento -

L' abbraccio incondizionato del mare

Valentina Cornacchione

Durante il mese di agosto si è svolto un corso Open Water Diver di notevole formazione culturale ed educativa per la subacquea: ha visto partecipare 20 allievi di cui almeno il 70% erano persone con disabilità.

Il progetto, chiamato "Open Water" ed organizzato dalla Zarapoti Cooperativa Sociale appoggiata presso il Lido Valentino di Giovino, (quartiere di Catanzaro Lido) con l’ausilio della Scuola subacquea Lo Squalo e patrocinato dall’ Assessorato alle Attività Sociali del Comune di Catanzaro (che ha reso possibile la partecipazione gratuita ai corsisti), si è posto come obiettivo generale di dare la possibilità a tutti di realizzare il sogno dell’immersione e della scoperta dei fondali marini, ma anche di creare una cultura di difesa e rispetto della natura e di quanto ci circonda.

La subacquea rappresenta uno degli sport inclusivi per eccellenza, ma purtroppo mancano sul territorio strutture che offrono iniziative in tal senso. Lo sviluppo delle metodologie, delle tecniche e delle attrezzature, consentono oggi un più semplice approccio all’attività subacquea a tutte le persone, indipendentemente dall’essere eventuali portatori di disabilità specifica.

Fin dall’inizio si è prevista, necessariamente, una quota di partecipazione destinata a subacquei disabili, ma anche a ragazzi con problematiche sociali, che hanno svolto il corso con i necessari permessi del Giudice di Sorveglianza del carcere minorile di Catanzaro.

Si sono incontrate non poche difficoltà nel coinvolgimento dei disabili, difficoltà derivanti per lo più da un approccio negativo da parte delle famiglie all’attività, dove spesso si ritengono i famigliari disabili non adatti allo svolgimento della subacquea.

Nei fatti si è dimostrato come una classe eterogenea composta da allievi normodotati, di una fascia di età compresa fra i 10 e i 30 anni, e disabili con particolare riferimento agli allievi affetti da sindrome di Down, hanno interagito perfettamente, aiutandosi a vicenda nei vari aspetti del corso sia di lezioni in aula che nello svolgimento delle necessarie attività in acque confinate e libere, tenendo ovviamente conto dei diversi livelli ai quali gli stessi allievi sarebbero stati abilitati.

Infatti gli istruttori del corso, di comprovata esperienza soprattutto in ambito di disabilità, hanno somministrato un corso formativo teorico/pratico della durata di 10 giorni: gli allievi sono stati formati sulle metodologie di immersione, i parametri fisiologici dell’immersione stessa, metodi e procedure di sicurezza, le caratteristiche dell’attrezzatura, sulla conoscenza dell’ambiente acquatico e delle sue forme di vita. Il tutto compreso di escursioni in barca alla scoperta dei fondali marini.

Non si nasconde l’enorme soddisfazione della riuscita dell’attività, che ha portato alla creazione di un gruppo solidale e compatto anche fuori dall’acqua di nuovi subacquei che non guardano alle differenze apparenti. È un' operazione che si ritiene utile riprogrammare, anche partendo dai necessari errori commessi nel corso dello svolgimento di questa stessa attività, essendo essa stessa ancora fuori dall'ordinario (potremmo aggiungere purtroppo).

Infine, riteniamo che affiancare questi ragazzi con situazioni di vita particolare a questa attività acquatica sia di fondamentale importanza, poichè la fascia d' età coinvolta in questo corso abbraccia un periodo della vita delle persone molto sensibile in cui si è molto propensi all'apprendimento ma anche, spesso, molto fragili. Così facendo li si arricchisce non solo di esperienze formative e divertenti sul campo, ma anche di fiducia nelle proprie capacità e quindi di autostima.

Speriamo vivamente che questo progetto prosegua, e che l'amore e l'educazione per il mare bagni i cuori e le menti di chi si interessa a questa affascinante esperienza.

Le fotografie sono a cura di Francesco Turano

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