La fotografia subacquea

16 di Ottobre, 2020 - Storia - Commento -

La fotografia subacquea

Redazione - Claudio Sisto 

Possiamo parlare di “storia” anche per la fotografia subacquea. Il precursore e pioniere, professore di scienze alla Sorbona Louis Boutan, durante le vacanze estive del 1893 riusci ad immergere la sua prima custodia stagna.

La custodia conteneva una comune macchina a lastre 9 x 19 modello “detective” con fuoco fisso a tre metri. Una custodia in rame e tre oblò, uno per l'obiettivo e gli altri per i mirini, contenevano la macchinetta, serrata da una guarnizione di caucciù, il tutto serrato da viti, assicurando una tenuta stagna fino a dieci metri. Un rudimentale sistema fatto da un pallone di gomma collegato con un tubicino alla cassetta stagna, veniva calato assieme alla stessa, che sotto la spinta della pressione idrostatica spingeva l'aria all'interno della custodia creando così una pressione di equilibrio.

Questo principio fu usato moltissimo anche per le riprese cinematografiche fino ad alcuni anni fa, sostituendo il pallone con una bombolina contenente aria compressa. Le prime foto di Boutan, scattate ad 1/10 di secondo mostrano gambe di bagnanti celate da lunghi costumi a strisce, come la moda imponeva all'epoca.

L'inglese Ward e gli Statunitensi Bristol, Lake e Williamson seguirono le orme di Boutan. Il più decisivo ed importante fu senza dubbio l'esperimento di Williamson, che costruì un vero e proprio battiscafo che poteva contenere addirittura tre persone. Era a forma di pipa gigante dove al posto del tabacco vi alloggiava l'antico palombaro comodamente seduto ed al riparo di uno spesso vetro, e avendo l'etremità della pipa fuori dall'acqua le immersioni visive duravano ore ed ore.

I fratelli Lumiere si interessarono molto ai problemi relativi alla fotografia subacquea, preparando delle speciali lastre usate per la prima volta da Boutan per il bianco e nero e con ikl, sistema a colori nel 1927 da Longley e Martin.  

L'anno decisivo per la fotografia subacquea fu il 1935 quando il La Prieur inventò il primo rudimentale autorespiratore ad aria dedicandosi con questo a numerosi esperimenti di fotografia. Hans Hass, un giovane biologo austriaco, nell'immediato dopoguerra, di ritorno da una spedizione ai caraibi fece rientro in patria con numerose fotografie subacquee. Il suo nome è anche legato a numerosi film e ad una serie di libri di avventure, collaborando con la Rolleiflex alla realizzazione di una cassetta subacquea, che venne chiamata Rolleimarin.

Con Hass finisce il passato e la storia diventa presente con nomi come Brussard, Cousteau, Rebikoff e tanti altri. 

storia della subacquea
Condividi 
Post precedente Post successivo