LA MORTE DI AUDREY MESTRE

25 di Dicembre, 2021 - Racconti di mare - Commento -




Testo e foto di Gianni Risso da DEEP



Il 12 ottobre è un giorno fausto per la scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo nel lontano 1492.

Purtroppo da quest'anno sarà anche il giorno più infausto della storia dei primati mondiali d'immersione in apnea in quanto è il giorno in cui si è verificato il primo incidente mortale durante un tentativo di record. 

A fare le spese di carenze tecniche e organizzative incredibili è stata la bella e giovane apneista Audrey Mestre che stava tentando di stabilire il nuovo primato dell'Assetto Variabile Assoluto o "No-Limits". 

Preferiamo ribadire, anche se predichiamo fuori dal coro, che il profondismo estremo è una specialità molto rischiosa ma sempre praticabile se confortata da adeguate misure di sicurezza. 

Prima di entrare nel merito dobbiamo esprimere tutto il nostro dolore per la perdita di una giovane vita incolpevole e gridare tutte la nostra rabbia per come è stata descritta la tragedia su alcuni mezzi di informazione specializzata italiana. 

Da come si sono comportati possiamo tranquillamente paragonarli ad alcune specie del regno animale.

Una parte di commentatori e addetti ai lavori si sono comportati da veri Avvoltoi, sparando accuse a testa bassa, senza avere una reale conoscenza dei fatti emettendo sentenze e inventando cose incredibili e ingiuste anche nei confronti di chi sicuramente non ha brillato in previdenza e logistica. 

La seconda categoria è quella degli Struzzi (ne fanno parte anche persone presenti al momento della disgrazia) che pur conoscendo i fatti hanno messo la testa sotto alla sabbia, scritto articoli ad alto contenuto emozionale ma non hanno fatto onore alla categoria ricordando obiettivamente quello che era successo e quali erano le gravissime carenze organizzative con particolare riferimento alla sicurezza fuori e sott'acqua. 

La terza categoria, forse la più colpevole, è quella dei sub dell'Ordoviciano (Periodo dell'era paleozoica immediatamente successivo al Cambriano, circa 500/450 milioni di anni fa) come ama definire la categoria il noto giornalista ed esperto subacqueo Marcello Toja. 

Precisiamo che non si tratta del genere di subacquei della domenica che invadono in "Orde" al seguito dalle guide di certi supermercati del turismo subacqueo, ma si tratta di certi addetti ai lavori che ragionano e si comportano da veri fossili viventi. 

Gli Ordoviciani amanuensi sono i più deleteri in quanto si muovono nel mondo dell'informazione e nelle loro cronache sono pesantemente condizionati dalle pressioni dei budget pubblicitari. 

I nostri personaggi antepongono i compromessi e le dimenticanze al diritto/dovere di cronaca. 

Su certi giornali specializzati si sprecano redazionali ripetitivi per gonfiare notiziole e quando accade una tragedia per malcelate ragioni di opportunità si liquida tutto con poche righe. 

Ma, cosa assai grave, si evita di dire che Audrey Mestre non ha colpe. 

Il ragionamento degli Ordoviciani è semplice: meglio non dilungarsi troppo su una disgrazia che colpisce il mondo sommerso perché è controproducente per tutta l'attività subacquea. 

Invece di insabbiare si dovrebbe dire apertamente che tutti i record d'immersione sono anche pericolosi, ma con le dovute precauzioni si svolgono regolarmente da decenni e questa volta è andata male proprio perché non erano state attuate tutte le elementari e abituali norme di sicurezza! 

la nostra categoria non subirebbe danni e la memoria di Audrey sarebbe onorata come si meriterebbe. In una nostra recente intervista Audrey aveva dichiarato: "Consiglio a chi vuol dedicarsi all'apnea per prima cosa di iscriversi a un club e fare un corso base e poi è fondamentale entrare in armonia con l'ambiente sommerso e con le sue creature". 

A proposito di suo marito Pipin Ferreras ci disse; "Mi sono dedicata al profondismo per capire meglio Pipin e per essergli vicina. 

Per me è più di un marito. 

E' un maestro eccezionale, ti insegna tutto, ma veramente tutto, senza segreti e non dimentica mai la sicurezza."

Ecco proprio la sicurezza che invece il 12 ottobre 2002 nella Repubblica Dominicana ha lasciato a desiderare. 

Ho seguito decine di record dei grandi dell'immersione e ogni volta erano presenti in acqua mediamente 7 o 8 sommozzatori, c'erano i medici e tutte le attrezzature e i mezzi per gestire qualsiasi emergenza. 

Lo stesso Pipin si è avvalso sempre della collaborazione di professionisti in numero adeguato e di mezzi modernissimi, compresi sommergili ( Gran Cayman 1997) e robot. 

Basta ricordare che per i record del 2000 a Fort Lauderdale Pipin aveva otto sommozzatori in acqua e tutto è filato liscio. 

Ma il 12 ottobre del 2002 le cose sono andate diversamente.

A questo punto gli interrogativi sono tanti. 

Perché non c'erano i sommozzatori di sicurezza alla profondità consuete e cioè: a -120/130 metri, a -100; e fra i -70 e i -25/30? 

Perché in pratica c'erano soltanto: l'eroico Pascal a -171 con autorespiratore Trimix, un sommozzatore con ARA a -80 e l'apneista Tata in superficie? 

Perché ha dovuto scendere di persona, dalla superficie, Pipin (rischiando molto) per recuperare la povera Audrey quando si è reso conto che ormai era passato troppo tempo dall'inizio della discesa? 

Perché in superficie non c'era l'assistenza adeguata a un evento così impegnativo e rischioso? 

Sono queste le domande cha aspettano una risposta, il resto sono solo retoriche parole al vento, anche a quel vento che ha disperso in mare le ceneri della campionessa che aveva il mare nel sangue e nell'anima e che sempre rimarrà nel cuore di tutti quelli che l' hanno conosciuta e amata.


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