La passione dei volontari di TartAmare

22 di Gennaio, 2021 - Mare - Commento -

La passione dei volontari di TartAmare

Claudio Sisto

Nella mia carriera di giornalista del Mare (cosi mi definiscono i miei amici ed amiche) non mi sono solamente soffermate alle meraviglie della natura marina, ma ho sempre cercato anche di raccontare le storie umane legate al mondo blu.

Questa volta la mia curiosità si è concentrata sul mondo del volontariato di molte realtà associative italiane ed estere che si occupano di mare, ambiente, e salvaguardia del pianeta liquido, mi sono imbattuto in Daniela. Dopo numerose tentativi telefonici finalmente riesco a strappare una intervista telefonica a Daniela, Volontaria, ed insegnate…. Ma scopriamo il resto insieme leggendo la sua bio…. Sono certo che rimarrete sopresi cosi come lo sono rimasto io, dietro il mondo del volontariato si celano persone altamente qualificate e dal cuore d’oro…

Daniela Zacchei

Ciao Daniela… parlami di te … 

Mi chiamo Daniela Zacchei, sono nata a Roma il 5 maggio 1978.

"Ho sempre ammirato le meraviglie della natura che ci circonda e trovo tanto straordinaria quanto vera l’affermazione “ogni cosa che puoi immaginare la natura l’ha già creata” di A. Einstein.

Tale passione mi ha portato ad intraprendere studi universitari di carattere scientifico, mi sono laureata in Scienze Biologiche, curriculum biologia ambientale, presso l’Università degli Studi Roma Tre, con il massimo dei voti, quali argomenti di tesi ho scelto per la laurea di I livello l’indagine delle Aree marine Protette presenti in Italia, in particolare l’AMP delle Secche di Tor Paterno, in quanto rappresenta l’unica area marina protetta completamente sommersa; mentre per la laurea magistrale ho trattato gli effetti dello stress idrico sulle comunità ornitiche degli ambienti umidi, in considerazione delle conseguenze sempre più evidenti causate dai cambiamenti climatici, in linea con le linee operative dettate sia a livello europeo che globale. Ho completato gli studi universitari con il conseguimento dell’abilitazione alla professione di Biologo.

Proseguo ad occuparmi dell’ambiente marino presso l’Area Marina protetta di Punta Campanella, fornendo un supporto al settore per la tutela dell’ambiente marino e costiero, curando il rapporto con il territorio. Ritengo infatti che, il coinvolgimento e la sensibilizzazione della comunità locale, sia fondamentale per far comprendere l’importanza della tutela della biodiversità. 

Successivamente vengo selezionata per svolgere un incarico presso la Provincia di Roma, nei Servizi di tutela ambientale, tutela delle acque, suolo e risorse idriche.

Oltre alle pubblicazioni scientifiche, quali: “Ripristino e tutela degli ecosistemi marino-costieri per la gestione degli interventi”, in Analisi preliminare delle minacce agli ecosistemi marino-costieri, una proposta per la loro corretta gestione, presso l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e “Contrasting effects of water stress on two guilds of water obligated birds in a Mediterranean Wetland” per a rivista Lake & Reservoirs: Research and Management, mi interesso alla collaborazione con riviste dedite alla divulgazione naturalistica, scientifica e di educazione ambientale, quali il Free magazine “About”, attraverso la redazione di articoli e di interviste, una delle quali mi ha portato nel 2009 a partecipare al Festival della Scienza di Genova in unione con l’associazione Animal Asia Fondation Italia Onlus, e la rivista scientifica SROPU, la quale è tra le più antiche associazioni scientifiche dedite all’ornitologia del panorama italiano, l'obbiettivo principale è lo studio e la ricerca, finalizzati alla conservazione ed alla gestione dell’avifauna a livello locale, nazionale ed internazionale.

Appassionata di fotografia naturalistica, ho realizzato diverse pubblicazioni, tra cui un poster per la Regione Autonoma della Sardegna - Assessorato alla difesa dell’ambiente, Servizio tutela della natura – e per la Provincia di Roma - Servizi per la tutela e valorizzazione dell’Ambiente.

Al termine della formazione universitaria continuo a dedicarmi a molteplici studi di carattere ambientale, uno di questi a Pisa, che riguarda la gestione ambientale, lo sviluppo sostenibile e la progettazione di infrastrutture e reti ecologiche – “Road ecology”.

Svolgo attività di ricerca scientifica per la Provincia di Roma e il Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università degli Studi Roma Tre, attraverso lo “Studio della biometria e della struttura in classi di età delle popolazioni ittiche nel Monumento Naturale della Palude di Torre Flavia

A seguire mi occupo della ricerca e dello studio delle tecniche di fitodepurazione: applicazione e prospettive di un’eco-tecnologia a tutela dell’ambiente, presso l’Enea centro ricerche Casaccia.

La voglia di informare, educare e trasmettere interesse per i temi ambientali mi porta inizialmente ad assumere un incarico di collaborazione nelle attività di educazione ambientale e dei laboratori didattici, presso l’Associazione Naturare nel Centro Habitat Mediterraneo LIPU di Ostia, oltre ad interventi sulla biodiversità nel workshop relativo alla campagna europea per la riduzione dei rifiuti, infine ad insegnare. Attualmente sono un’insegnate di ruolo in scienze matematiche nella scuola secondaria di primo grado e cerco, nello svolgere quotidianamente il mio lavoro, di trasmettere ai giovani la passione e la voglia di conoscenza.

La passione per le meraviglie che si celano sotto l’intenso blu del mare mi portano a partecipare al corso sulla biologia, ecologia e fisiologia dei cheloni marini presso la Stazione Zoologica A. Dohrn di Napoli nel 2008 e a svolgere attività presso il centro recupero delle tartarughe marine (Tartanet) di Talamone (Gr), con supporto alle attività del veterinario, quali cura, trattamento e rilascio degli esemplari in gestione nella struttura.

È tra i partecipanti al corso che conosco Luana Papetti, biologa la quale, con grande entusiasmo e forza, è riuscita a creare l’Associazione tartAmare, della quale faccio ancora parte.

L’Associazione tartAmare nasce nel settembre 2016 per volontà dello staff dei volontari che amano la natura, il mare, la conservazione ambientale e la divulgazione scientifica, si dedicano altresì all'educazione e al rispetto della natura. È un’Associazione no-profit che opera sul territorio toscano, ed è inserita nella Rete della Regione Toscana. Il legame è forte anche con la rete della Regione Lazio, Tartalazio ed attualmente ha dato origine ad una collaborazione ufficiale volta al recupero di esemplari in difficoltà e alla tutela dei nidi. Perché il viaggio delle tartarughe non ha confini, soprattutto confini stabiliti dall’uomo.

In modo particolare l’Associazione si occupa di riabilitare e curare esemplari di tartaruga marina rinvenuti in difficoltà nelle reti dei pescherecci o spiaggiati e di assistere a tutte le fasi che vanno dalla nidificazione alla schiusa e all’ingresso in mare dei piccoli di eventuali nidi deposti da questo animale in Toscana. La sede operativa dell’Associazione è ubicata a Marina di Grosseto (GR), dove è, in fase di crescita, il centro di recupero cura e riabilitazione delle tartarughe marine.

Il progetto di ricerca di tartAmare è stato presentato ed autorizzato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e sta producendo ottimi risultati accrescendo le conoscenze su questo animale e sulla sua distribuzione nel Tirreno settentrionale. Le tartarughe infatti sono un indicatore biologico delle condizioni di salute del loro habitat, gli esemplari curati al Centro e poi rilasciati in natura danno preziose informazioni alla ricerca su queste specie. Ad esempio, grazie alla collaborazione con il prof. Paolo Luschi del dipartimento di Etologia della facoltà di Biologia dell'Università di Pisa  è stato possibile applicare rilevatori satellitari per il monitoraggio degli spostamenti e delle rotte migratorie su esemplari liberati dal Centro, i cui movimenti sono stati seguiti per periodi di tempo variabili (Loggerheads in the Tyrrhenian Sea). Dalla cooperazione con l’Università di Siena, invece, in atto ormai da molti anni, è stato possibile ricevere informazioni sulla presenza ed effetti degli inquinanti sulle tartarughe marine. 

tartAmare svolge attività di sensibilizzazione, attraverso l’organizzazione di eventi mirati a divulgare le conoscenze sul mare e sull’importanza di tutelarlo. Inoltre sviluppa progetti di didattica ambientale per gli studenti di ogni ordine e grado scolastico, ed organizza percorsi didattici, corsi formativi, campi scuola, conferenze, manifestazioni divulgative e mostre.

Un’esperienza bellissima vissuta insieme a Luana Papetti e al team della Toscana è stata la liberazione di un esemplare di Caretta caretta, seguita dalla troupe di Linea Blu, sulla spiaggia di Punta Ala.

L’estate appena trascorsa ha regalato grandi emozioni ed eventi eccezionali per il Lazio, con ben 6 nidi e quasi trecento piccole tartarughine che hanno potuto raggiungere il mare, grazie al prezioso monitoraggio degli esperti e al supporto dei volontari.

Storie che raccontano l’incredibile stagione italiana della Caretta caretta, specie fortemente minacciata e che, a sorpresa, quest’anno ha registrato un incremento dei nidi in tutta Italia. Effetto del lockdown? Incremento delle attività di monitoraggio? Oggi il fenomeno è ancora scientificamente da spiegare anche se naturalmente benaugurante. E tutto questo nonostante in molte spiagge si continui a usare ruspe e bulldozer per spianare la sabbia che distrugge i nidi e le dune.

La nascita delle tartarughe quest’estate è stata una vera attrazione mediatica, con dirette sui diversi social per permettere alle centinaia di persone di seguire e vivere anche se a distanza il lieto evento. Molti i servizi e le interviste realizzate dalle diversi emittenti locali e nazionali.

https://youtu.be/ia_XTIUk4L8

https://www.ilmessaggero.it/latina/tartarughe_spiaggia_fondi_latina_nascita_caretta_caretta-5430832.html

http://www.teleuropa.it/2020/08/29/sono-nate-le-piccole-tartarughe/

In molti sono accorsi per assistere con trepidazione alla schiusa. Avvolti da un cielo stellato, con il bagliore di qualche stella cadente e la luna piena che risplende sul mare, si attende e si vive la magia del momento…E infine le tanto attese tartarughine sono apparse, generando un’emozione incredibile.

Alla fine quando tutti i piccoli sono riusciti a raggiungere il mare, fummo tutti pervasi dalla gioia, commossi, uniti dalla stessa felicità di aver assistito e preso parte ad un evento così eccezionale. Vivere queste esperienze ci porta a comprendere che sono proprio le piccole cose quelle che contano davvero, avere accanto persone che come te guardano al mondo con occhi nuovi, di curiosità, di stupore e di ammirazione. È importante portare le persone a comprendere che non abbiamo bisogno di oggetti, ma di condividere momenti speciali.

Si resta veramente colpiti dalla grande volontà e determinazione che contraddistingue esseri così piccoli, che l’istinto spinge verso il mare, sanno già la strada da percorrere e sono numerosi i pericoli che incontreranno, in media solo un uovo su mille diventa un individuo adulto. Si impara molto osservando gli animali. Osservare le piccole tartarughe marine che nascono ci insegna il CORAGGIO, il coraggio di essere noi stessi, di seguire l’istinto, di raggiungere i nostri obiettivi nonostante le difficoltà da affrontare.

Che dire, il Mare ed il suo mondo ci regalano sorprese ogni giorno … ogni ora .. ogni istante.

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