La subacquea nel mondo del cinema: uno spettacolo di Miriam Rizzo

01 di Maggio, 2021 - Fotografia subacquea - Commento -

a cura di Claudio Sisto, fotografie di Miriam Rizzo

"Avevo bisogno di uscire dal mondo esterno, quindi mi sono immersa nell’acqua."

Avete capito ormai che la subacquea può regalare emozioni davvero intense e magiche, e oggi vi diremo di più: sa avverare i sogni che immaginiamo nella nostra testa.
Miriam Rizzo è riuscita a dar corpo e voce alle sue "visioni" creando un capolavoro e coinvolgendo professionisti dello spettacolo e del mondo subacqueo.

Questo è stato il risultato:


Oltre a ringraziare Miriam per aver donato al mondo questi 5 minuti onirici, abbiamo avuto l'immenso piacere di intervistarla per farci raccontare il dietro le quinte e la sua storia.



Allora Miriam raccontami qualcosa di te...

Provengo da una famiglia umile, ho sempre lavorato sin da piccola per ricavare qualcosa per me stessa. Mia madre mi ha insegnato così, lei, da sola, senza un uomo accanto, ha sempre lavorato dignitosamente per portare a casa lo stipendio, devo tutto a lei per la persona che sono oggi. Mia madre è una grande donna.


Come nasce questa idea fantastica di girare un video subacqueo? 

Perché la musica di Nino mi trasmetteva questo, avevo bisogno di uscire dal mondo esterno, quindi mi sono immersa nell’acqua.




Ti va di spiegarci le difficoltà che avete ed hai trovato per effettuare le riprese? 

Ci sono tante difficoltà per girare in acqua. Intanto gli attori devono sentirsela, non è facile fidarsi e affidarsi a qualcuno togliendosi il boccaglio a 4 metri di profondità con i pesi addosso... Quindi hanno dovuto allenarsi, e acquisire sicurezza. Poi, senza uno staff qualificato di addetti alla sicurezza e sub, tutto questo non sarebbe mai stato possibile. Abbiamo lavorato duro in pochissimo per arrivare a questo risultato, e sono felice di avercela fatta.


Pensi di girare altro con l'acqua?

Mi piacerebbe molto, devo trovare un senso per farlo. Se avrò un’idea che mi spinge verso l’acqua un’altra volta, perché no! 


Come ha vissuto la cosa il cast?

Con paura, ma anche con grande emozione e adrenalina. Tutti i miei attori si sono dedicati a questa esperienza con grande professionalità, cercando di attenuare le loro fragilità emotive. Stare in acqua, innanzitutto è un lavoro psicologico notevole. Devi essere concentrato e non entrare mai nel panico, altrimenti è finita. Loro sono stati favolosi. E mi sono stati molto vicino in questa follia.


Qualche film in arrivo? 

Sì, il mio esordio, spero di farlo presto e di farlo come ce l’ho in testa...non è un film semplice, anche lì c’è tanto di onirico.


Ti va di raccontarmi per te cosa è il mare, l'acqua in generale e come ti emoziona? 

Io sono nata sul e nel mare. Da piccola mia madre mi portava spesso sugli scogli e mi faceva fare i tuffi dall’alto, questo mi ha fatto acquisire tanta fiducia e sicurezza nell’acqua. Poi ho sempre nuotato, mi portava a fare nuoto a soli 6 anni. Io sono siciliana e il mare fa parte di me, del mio essere, é la fonte della mia energia, è ciò che rappresenta la mia terra, è tutto per me. Non potrei vivere senza il mare. Infatti, ogni 15/20 giorni prendo un aereo e torno in Sicilia almeno per respirarlo. Quell’odore così intenso lo conosce bene chi ci è nato sul mare.


Vorresti farci sapere le tue emozioni personali mentre giravate un piscina?

Avevo paura del realismo fin quando non ho visto i miei attori sul fondo della piscina. Quando pensi una cosa con la tua immaginazione, non saprai mai se effettivamente la resa sarà tale e quale, ma quando ho visto la prima immagine dal monitor ho capito che la mia fantasia era proprio lì, perfetta, davanti a me. È stata una grande emozione. Non c’è cosa più bella che vedere le cose che immagini realizzarsi e materializzarsi davanti a te, per merito tuo, e per merito della squadra che scegli. 

Ho intervistato tantissimi colleghi fotografi, archeologi o semplicemente sportivi subacquei, ma  Miriam mi ha regalato un emozione diversa.

 L'arte e la bellezza messi nell'acqua....sott'acqua.

 Credo che questa donna siciliana sia un prodotto degli Dei marini. 

Mi piace da sempre immaginare che forze superiori, creature divine, si divertano a donare all'umanità il bello dell'acqua e del loro regno liquido attraverso dei prescelti umani che amano cosi tanto il mare da poterne diventare ambasciatori.

Condividi 

Così possiamo inviarvi la nostra newsletter.
Per dimostrare che non sei un robot.
Clicca sul link per leggere il nostro avviso legale.
* Campi obbligatori
Post precedente Post successivo