LINOSA (Morire dal ridere)

06 di Aprile, 2021 - Racconti di mare - Commento -

a cura di Piero Orlando

Linosa - morire dal ridere

Eravamo andati a pesca nel posto che i locali chiamavano “il piccolo paradiso”; anse, insenature, fiordi si susseguivano con variazioni infinite in una costa splendidamente frastagliata. Sott’acqua, massi di tutte le forme creavano canyons, guglie e tane. L’acqua, come al solito, era trasparente. La profondità massima, dieci metri circa, consentiva immersioni poco impegnative e divertenti. Anche il pesce era abbondante anche se non di grande taglia. Andavamo spesso al “piccolo paradiso” ed ogni volta il posto non ci deludeva. In particolare, quel giorno il nostro obiettivo erano le corvine che avevamo promesso al maresciallo della finanza. In cambio del nostro pesce, il maresciallo ci dava una bottiglia d’acqua fresca di frigo. I finanzieri possedevano l’unico frigo di tutta Linosa che funzionava a gas (sull’isola non c’era l’energia elettrica). Il contratto era sicuramente a nostro favore (un litro di acqua fresca per noi valeva molto di più di qualche pesce) e volevamo rispettarlo completamente.


Malgrado l’impegno, dopo circa mezz’ora di su e giù nell’esplorazione delle tane, di corvine non ne avevo vista neppure una. Bisognava insistere. Durante una ennesima immersione, quasi completamente nascosta dalle posidonie, intravidi una sottile apertura sotto una faglia. Non avevo più fiato e risalii; un po’ di ossigenazione e giù di nuovo diretto all’imbocco della tana: dopo lo stretto ingresso si apriva una galleria ampia che camminava parallela al pelo dell’acqua, alla profondità di sette, otto metri. La mia torcia non illuminava la fine, proseguiva restringendosi, per poi curvare bruscamente quasi ad angolo retto. All’altezza della curva, lontano, una lama di luce faceva intuire che c’era un’uscita dalla parte opposta. Ma era il momento di tornare in superficie: dopo una breve retromarcia, mi rigirai urtando con la schiena sulla roccia, e pinneggiai veloce verso l’imboccatura e poi, in verticale, verso la superficie dell’acqua. Ero indeciso: mi tentava l’idea di attraversare tutta la galleria ed uscire dall’altra parte, ma ero consapevole che l’immersione non sarebbe stata semplice. La curiosità, la sfida con me stesso, il gusto del rischio, spingevano in una direzione. La prudenza, il timore dell’ignoto, la paura di non farcela, portavano alla decisione opposta. Cercai Luciano che non doveva essere lontano, ma non lo vidi. La nostra regola non scritta diceva che in caso di immersione a rischio bisognava essere in due.



https://www.colapisci.it/PescItalia/pisces/Perciformi/Sciaenidae/Corvina.htm

Ad un centinaio di metri, al largo, si stagliava contro il cielo la figura di Peppino sulla sua barca: lui certamente teneva sotto controllo tutti e due. Infine, mi convinsi che non era poi così lunga quella galleria; ce l’avrei potuta fare anche da solo. Avrei aspettato cinque minuti: se Luciano fosse arrivato, bene, altrimenti sarei sceso comunque. Luciano non comparve. Prova della torcia, gancio porta pesci ben infilato nella cintura dei piombi, sagola del fucile tirata, gancio dei piombi, tutti i soliti controlli; poi una buona ossigenazione, capriola e giù per sette, otto metri fino all’imbocco della galleria. La torcia era accesa e mi dava la misura del tratto da percorrere fino all’angolo. Procedevo lentamente e con cautela quando, all’improvviso, proprio nel fascio di luce della torcia, si materializzò qualcosa: prima di capire di cosa si trattasse passarono secondi o frazioni di secondo che mandarono a mille i battiti del mio cuore. L’attenzione portò l’adrenalina al massimo poi, di colpo, mi resi conto e mi rilassai, la punta di un arpione indirizzato verso di me, i riflessi del vetro di una maschera, la tuta nera: era solo un sub. Intravidi gli occhi dietro il cristallo graduato che si stringevano in una fessura sottile e ridevano: era Luciano! Puntò il dito indice della mano sinistra verso di me e cominciò a ridere togliendosi il boccaglio. Anch’io mi misi a ridere battendomi il petto in segno di batticuore e di paura. Ridevamo tutti e due ormai l’uno contro l’altro. Ridevamo convulsamente ed istericamente a otto metri di profondità dentro una grotta ove l’uno impediva il passaggio all’altro. I secondi passavano. L’esigenza di aria arrivò improvvisa: ci spintonammo per passare l’uno sull’altro incuranti delle rocce taglienti che ci ferivano. Luciano passò sotto di me ed io vidi la luce dell’imboccatura davanti a me; mi spinsi in quella direzione, la distanza sembrava enorme, poi, finalmente, fui fuori dalla grotta nella luce piena. Risalii in verticale, mollai il fucile, sganciai i piombi: i polmoni sembravano scoppiare, guardai in su verso l’alto forzandomi di non aspirare e finalmente schizzai fuori dall’acqua, nell’aria salvatrice. Con l’ultimo sprazzo di razionalità mi abbandonai nella posizione a dorso, poi persi i sensi. Quando tornai in me, Luciano mi era vicino e cercava goffamente di sostenermi:

- “Come stai?”

- “Mi sento un po’ intontito ma tutto sommato va abbastanza bene.”

- “E’ passato, ora sono a posto, certo ero proprio al limite; me la sono vista proprio brutta. Tu come vai?”

- “Io forse avevo ancora un poco di margine, ma certo è stata brutta anche per me”

- “Che stronzi!!! Colpa tua che mi hai fatto ridere”

- “Colpa mia? hai cominciato tu... per poco non siamo rimasti incastrati lì sotto”.

Luciano sorrideva: “Pensa se ci avessero trovati incastrati nella galleria: avrebbero detto che due inseparabili sub erano morti nel tentativo di aiutarsi reciprocamente. Magari ci sarebbe stato qualche titolo di giornale. “Muore nel tentativo si salvare l’amico” oppure “Due sub annegano cercando di aiutarsi reciprocamente”. Le solite cavolate dei giornali per creare attenzione morbosa; e molti avrebbero creduto ai titoli, ci avrebbero compatiti, o forse ammirati. Nessuno avrebbe indovinato mai la verità e titolato correttamente: “Ieri, negli splendidi fondali dell’isola di Linosa, due stupidi sub sono morti dal ridere”.


Arrigo Sabbatini

Fortunatamente, come avevamo già anticipato in occasione dei racconti precedenti, oggi Linosa ricade nell’Area Marina Protetta Isole Pelagie http://www.ampisolepelagie.it/ che comprende le due isole maggiori Lampedusa e Linosa e l’isolotto di Lampione, istituita con decreto ministeriale del 21 ottobre 2002.

PANACEA Isole Pelagie – Autore: Roberto Rinaldi

Il video documentario realizzato nell'ambito del progetto P.A.N.A.C.E.A. Promozione delle Aree Naturali Protette attraverso i Centri di Educazione Ambientale del PO Italia-Malta 2007-2013 è risultato vincitore del Premio "Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare" al Camogli International Marine Reserves Film Festival 2013.


Specie tropicali in ambiente marino, un’allerta per la salute umana

ISPRA rilancia la campagna di informazione.

Nella stagione estiva, con l’aumento esponenziale dei fruitori dell’ambiente marino, è di grande importanza conoscere e saper distinguere le specie marine invasive, in particolare quelle che possono presentare dei pericoli per la salute umana.

L’ISPRA, che da anni studia il fenomeno, rilancia la campagna di allerta sul pesce palla maculato Lagocephalus sceleratus e sul pesce scorpione Pterois mile, due nuovi ospiti tropicali tra i meno desiderati. Il pesce palla maculato, segnalato per la prima volta nelle coste italiane nel settembre 2013, all’interno dell’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie, continua ad espandere la sua distribuzione geografica nel mar Mediterraneo.

Il pesce scorpione è una delle specie marine più invasive al mondo. Introdotto accidentalmente in Florida alla fine degli anni ’80, ha invaso tutto il Mar dei Caraibi e buona parte delle coste Atlantiche occidentali, con impatti sulla biodiversità marina costiera, dovuti prevalentemente alla sua formidabile capacità predatoria.

L’ISPRA invita i pescatori, i subacquei ed i gestori delle aree marine protette a segnalare eventuali avvistamenti o catture agli indirizzi alien@isprambiente.it oppure pescepalla@isprambiente.it.

https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2018/08/specie-tropicali-in-ambiente-marino-un2019allerta-per-la-salute-umana

https://www.isprambiente.gov.it/files2018/pubblicazioni/manuali-linee-guida/MLG_168_17_Classificazione_fauna_ittica.pdf

https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2017/04/il-primo-esemplare-di-pesce-scorpione-avvistato-in-acque-italiane


IMMERSIONI SUBACQUEE E DIVING CENTER A LINOSA

Linosa è sempre stata meta turistica per tutti gli appassionati di pesca subacquea e di immersioni subacquee per la straordinaria limpidezza delle sue acque cristalline e per la caleidoscopica varietà dei colori delle sue rocce, delle sue spiagge e dei suoi fondali. Negli ultimi decenni sono nati diversi diving anche a Linosa come il Linosa Blu Diving, fondato nel 1986 dal sommozzatore professionista Guido Caluisi, e il Terraferma Diving Linosa, che offrono ai turisti appassionati immersioni davvero spettacolari.


Ma l’isola vulcanica di Linosa è altrettanto affascinante per il suo territorio fuori dall’acqua, tanto che gli stessi diving offrono anche escursioni a terra, percorsi guidati di trekking e persino accesso alla biblioteca pubblica per una full immersion nella storia, nella natura e nella cultura locale.


Molto interessante e direi quasi indispensabile per pianificare una vacanza speciale sull’isola di Linosa è senza dubbio la recente “Guida alle immersioni a Lampedusa, Linosa, Lampione. Il turismo subacqueo nell'arcipelago delle Pelagie” di Giuseppe Mancini, pubblicata da Nutrimenti Mare nel 2015.

Il turismo subacqueo nell'arcipelago delle Pelagie: 28 illustrazioni, 19 siti d'immersione con 30 itinerari, 9 diving center. Notizie su strutture ricettive, ristoranti e attrazioni. La guida fa un'attenta e completa analisi dell'offerta subacquea delle isole Pelagie, prendendo in considerazione i siti d'immersione più suggestivi e rappresentativi. Per ogni sito si descrivono le caratteristiche ambientali, la fauna e la flora, ed è riportata un'illustrazione dettagliata con gli itinerari subacquei consigliati. Inoltre, tutte le notizie utili sui diving center a cui rivolgersi. E, ancora, le note sul territorio, le attrazioni, i ristoranti e le strutture ricettive, dagli hotel più esclusivi ai camping. Una pubblicazione dedicata e pensata per il turista subacqueo e per i suoi accompagnatori non sub, per la loro vacanza all'insegna delle migliori scelte possibili sulla base di ogni personale esigenza, nel mare più caldo e limpido d'Europa.

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