Luisa Cavallo. Chi entra nella mia casa, si rende immediatamente conto dell’importanza che il Grande Blu ha nella mia vita

07 di Marzo, 2022 - Racconti di mare - Commento -

Intervista di Claudio Sisto alla Tridente subacquea Luisa Cavallo

Lascio che siano le sue parole ad emozionare anche voi.

Ogni volta che intervisto una subacquea, le emozioni sono sempre vive e sorprendenti, e mi conferma sempre di più che il nome esatto è LA MARE.



 Luisa cos’è per te il mare?

Per me parlare del Mare è cosa, nello stesso tempo, assai facile ed estremamente difficile.

Facile perché è, di fatto, l’elemento al quale ho vocato tutto il mio mondo, dalla passione personale al contesto professionale, al mio stile di vita tutto intero.

Chi entra nella mia casa, si rende immediatamente conto dell’importanza che il Grande Blu ha nella mia vita quotidiana, sospesa come sono tra le mie radici terrene e l’elemento liquido al quale rivolgo il mio primo sguardo al mattino e l’ultimo la notte.

Una dimensione di vita, questa, che mi ha connotata sin da quando ero una bimbetta, non solo attratta ma affascinata da quella distesa vellutata del colore più bello che io abbia mai potuto immaginare.

Dimensione che si declina nello spazio non solo in senso orizzontale ma anche verticale, aumentando a dismisura l’immaginazione. Sono sempre stata una sognatrice ed indubbiamente il Mare da spazio all’immaginazione ed ai sogni, suoi figli, in maniera straordinaria.

Ho capito, andando in là con gli anni, che se Camilleri aveva bisogno dello “scruscio d’u mari” per portare lontano le parole, io ho bisogno del colore del Mare per portare lontano ed in profondità il mio sguardo ed i miei desideri.

Come è nato questo amore?

Non so dire, sinceramente, come o quando sia nato questo grande amore.

Quel che so per certo è che c’è sempre stato, sin da quando ero piccolina ed il mare abruzzese mi ha iniziata alla sua grande avventura.

Pensa che i miei genitori mi facevano trascorrere le vacanze in montagna, io che avevo il Mare nel cuore, tanto che mi cercavo il mio piccolo mare nei laghetti di montagna ed il litorale di Ostia mi sembrava un paradiso terrestre.

Quando ho scoperto la bidimensionalità nello spazio del Mare, approcciando l’attività subacquea, è come se avessi perso completamente la testa: il richiamo è diventato potentissimo ed irresistibile, una droga dagli effetti micidiali e che mi ha sempre dato devastanti crisi di astinenza…

Come ti senti quando sei sotto la superficie e nuoti libera, come volare?

Amo il Mare ed amo la musica, tutta, con tutto l’eclettismo di cui sono capace.

Assai spesso, trovandomi sott’acqua, mi sono trovata a comporre brani musicali che, una volta tornata in superficie, traducevo in note sui miei strumenti, tastiere, sax e flauto.

Ed inoltre, quando mi trovo laggiù riesco ad ascoltare veramente la mia anima, a collegarmi con il mio Io più profondo, sintonizzandomi su me stessa in armonia con il mondo intorno a me.

E sembra che i pesci si accorgano di questa straordinaria armonia, perché assai spesso, invece di fuggire spaventati, rimangono lì, a poca distanza dalla mia maschera, lasciandomi sperimentare una interazione così unica e straordinaria che, quasi quasi, non mi riesce neppure con i miei simili!!!

Scherzi a parte, sono sicura che nel Mare io abbia sempre trovato la libertà di esprimere il mio carattere, essendo nel mio elemento primordiale.

Ti faccio un esempio: quando sono in acqua, per istinto so che sta per arrivare una corrente ascensionale o discensionale, so che la mutevolezza dell’elemento liquido va rispettata ed assecondata, ma ho la consapevolezza di quello che ho intorno anche se non ho basi di studi scientifici, lo so e basta, da sempre!

Come pensi si possa migliorare oggi il mondo subacqueo tra cultura, ambiente e tecnologia?

Sono quasi cinquant’anni che vivo la bidimensionalità del Mare, trasportandola dentro la mia sensibilità (o forse il contrario…).

In questo arco di tempo, ho assistito a numerosi cambiamenti nella percezione del Mare da parte della comunità dei subacquei che, da “popolo delle rocce” è andato alla conquista dell’elemento liquido, spesso lo ha usato per il soddisfacimento di bisogni o interessi personali ed oggi si lamenta, talora anche strumentalmente.

Ho spesso l’impressione che prevalga il desiderio di conquista sulla cultura.

Sebastiano Tusa, il primo Soprintendente del Mare in Sicilia un giorno mi disse che il Mare era il più grande museo all’aperto che potessimo immaginare.

Devo molto al suo pensiero illuminato nell’ottica di pensare il Mare come spazio culturale, con i percorsi archeologici e la scelta coraggiosa di lasciare i reperti archeologici sul fondo per inventare nuovi spazi di fruibilità culturali ai subacquei e di utilizzare i saperi della subacquea tecnica e della tecnologia per far conoscere a tutti pagine straordinarie della storia più antica…

Il Mare va trattato con rispetto; non può essere il salvadanaio di nessuno, né costituire il territorio di conquista per coloro che pensano di poterlo dominare.

So che sei un Tridente; vuoi parlarmene, come, quando, dove e perché?

Nel 2016, il mio mentore di un nuovo, diversissimo confine della subacquea, al quale devo moltissimo, perché mi ha spinta ad acquisire una nuova consapevolezza, il Comandante Maurizio Chines, l’Ufficiale in comando alla Scuola Subacquei del COMSUBIN della Marina Militare che mi accolse al corso sommozzatori, mi propose per il conferimento dell’ambizioso riconoscimento.

È stato e rimane per me ancor oggi un immenso onore l’essere ammessa all’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee che, in sessant’anni, ha raccolto i più illustri rappresentanti della scienza, della tecnica e della divulgazione, applicate all’attività subacquea.

Nella motivazione, il Comandante Chines aveva voluto sottolineare che io, la sua ex allieva nella più prestigiosa scuola subacquea militare, ero stata l’antesignana della cultura della sicurezza.

Se questo è vero, lo devo a lui che, al mio ingresso al Varignano e dopo avermi vista all’opera sott’acqua, mi disse che non aveva nulla da insegnarmi nella mia tecnica subacquea, ma che, questo sì, mi avrebbe trasformata in un “Comandante di subacquei”.

Io a quel tempo dirigevo il Centro Nautico e Sommozzatori della Polizia di Stato e, davvero, lì mi trovavo a dover gestire la responsabilità di spedire i miei uomini nei più assurdi ed allucinanti luoghi bagnati alla ricerca di corpi di reato, prove o più semplicemente a garantire la sicurezza di luoghi, persone od eventi.

Mi trovai, in 5 mesi, a realizzare uno dei più radicali cambi di prospettiva della mia vita: dal saper fare al saper far fare, assumendomene la responsabilità, limitando i rischi, anche a costo di dire qualche volta di no!

A tutela dei “miei” sommozzatori.

Da allora, si è aperta, non senza qualche difficoltà, la via alla cultura della legalità nel contesto della subacquea professionale, che, tra pubblicazioni, interventi, incarichi di docenza e di consulenza in ambito giudiziario, mi ha portata ad occuparmi di questi aspetti anche in ambito internazionale.

Cosa ti senti di dire ai giovani d’oggi che approcciano nel nostro pianeta blu?

Viviamo in un mondo sempre più “social”; alle volte ho l’impressione che il Mare sia talora utilizzato per dimostrare quanto si è più bravi, quanto si è più fighi e quanto si è più belli di tanti altri: vivete il Mare per quello che vi da, non per quello che siete disposti a togliergli per mettervi in evidenza


Vorresti scrivere per noi con i tuoi appunti di viaggio, attuali e passati?

Certamente! In quasi cinquant’anni ho tanti ricordi, ma anche tante miglia marine ancora da percorrere!!!




Bene Luisa, non vediamo l'ora di pubblicare i tuoi viaggi passati e futuri, grazie del tempo che mi hai concesso, e sei riuscita a trasportare in me e spero anche a chi legge, il tuo sconfinato amore per il Mare... Anzi La Mare.



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