Mai dimenticare i nostri antenati

23 di Novembre, 2021 - Editoriale - Commento -

Editoriale di Claudio Sisto / Foto di repertorio Redazione



C'è ancora bisogno di scrive e leggere molto sulle imprese dei pionieri della moderna subacquea.


Mai cessare di ricordare chi furono e dove ci hanno portato oggi.

Il valore umano di queste persone è spesso dimenticato, soprattutto sul vero senso delle immersioni, che spesso diventano mera tecnica fine a se stessa.

Scoprire e riscoprire i fiondali del Pianeta blu è la missione che ci siamo preposti di perseguire, passando in rassegna tutti e tutte coloro che hanno fatto la storia di questa disciplina non difficile ma complicata nella sua vera comprensione (capacità d'intendere e giustificare sul piano spirituale, pratico, affettivo) d'utilizzo.

Ovviamente dopo di loro ci sono stati ed ancora ci saranno persone che grazie alle tecniche di studio ed applicazione scientifica aiutano ed aiuteranno il raggiungimento della, non dico perfezione ma estrema sicurezza nell'espletare le immersioni in completa tranquillità.

Mi sono accorto che in tantissime persone che praticano la subacquea, non sanno minimamente chi è stato Jacques Yves Cousteau, al quale dobbiamo volente o nolente, ci piaccia o meno, l'utilizzo dei sistemi ad ARA che usiamo ancora oggi.



Personalmente nei miei corsi subacquei che erogo ancora con estrema felicità, parlo molto di lui e del suo importante contributo alla subacquea moderna, fatta di svincoli dalla superficie, e lo ringrazio sempre per i suoi studi effettuati osservando migliaia di persone che usavano le immersioni a scopo professionale, tipo i famosissimi perscatori di spugne greci o le pescatrici di perle giapponesi, perfezionando il tutto ai fini della tecnica ARA.

La vita di questi pionieri si è dedicata completamente alla soluzione e alla scoperta fisiologica degli effetti che ha la pressione sul nostro corpo, facendo a volte le spese sulla propria persona, dandoci oggi contezza ed emancipazione nei riguardi di un ambiente alieno per il corpo umano.

Putroppo constato che molti diving, non trasportano gli allievi ed allieve alla consapevolezza di ciò che è stato fatto e reso ai posteri da questi personaggi, dove non mi insinuo minimamente nella loro vita privata, ma entro appieno nelle loro storicizzazioni tecnico-pratiche che ancora oggi sono elemento valido e dogma per chi si cimenta nei fondali marittimi.

Per noi un pò più attempati, queste persone erano eroi indiscussi, e sono certo che lameno la parte della mia generazione, conserva gelosamente le enciclopedie stampate sulle missioni del suo Team della Calypso.



Quando appresi della morte del Comandante Jacque ( 25 giugno del 1995 a Parigi), ebbi una brutta sensazione.

Un senso di vuoto, di perdizione...

E ora?

Si mi sentii orfano di un Maestro della subacquea, che sin da piccolo imitavo anche nei giochi di pomeriggi piovosi ed invernali nella mia casa d'infanzia. 

Umilmente si intende.

Mi sono dedicato da allora a perseguire la sua memoria, affinché non si dimentichi mai e dico MAI, chi è stato e cosa ha prodotto il suo lavoro di oceanografo, esploratore, ma soprattutto subacqueo, padre di tutto quello che oggi portiamo con noi sott'acqua.

Auspico che i diving di tutto il mondo possano ricordare sempre questa persona, attraverso la divulgazione permanente dei suoi capolavori documentaristici e bibliografici, e che la subacquea possa tornare quella fantastica avventura di scoperta come ci ha insegnato lui.

Per carità, va bene la mera subacquea tecnica fatta di discese impossibili a profondità eccezionali, caricandosi grappoli di bombole come non ci fosse un domani, portando in superficie anche dei risultati utili alla scienza, ma ricordiamoci sempre che l'esplorazione subacquea è un contatto diretto con un mondo ancora alieno ed inespolorato, dove ogni metro di fondale rappresenta per noi un mondo sempre nuovo, da amare,rispettare e divulgare.

Vi faccio un espempio idiota ma per me fondamentale: meglio essere lanciati sulla Luna dentro un razzo, girarci intorno e tornare sulla terra, o essere lanciati sulla Luna scenderci ed esplorarla?

A buon intenditor poche parole. 

Lungi da me criticare chi della subacquea ne ha fatto solo una esperienza di discese e risalite senza altro scopo se non quello di mettere tacche record, del " so sceso fino a ", ma preferisco di gran lunga chi ne fa un viaggio, un avventura, un momento di entusiamanti visioni.


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