Naila viaggia da sola

26 di Ottobre, 2021 - Racconti di mare - Commento -

In foto Naila la nostra inviata per il mondo...sommerso


Claudio Sisto 


Voglio accompagnare il primo scritto della nostra nuova "inviata" per il Mondo, Naila.

Si è raccontata, e si racconterà molto, ed ho deciso di pubblicare i suoi articoli dei viaggi che ha intrapreso perché li trovo veraci e vivaci e molto coinvolgenti.

La sua romanità non la nasconde e le sue citazioni rendono l'idea della genuinità nello scrivere e parlare di chi nasce e vive nella capitale, che forse in molti ci invidiano... chissà .

Viaggi solidi, iViaggi solidi, in forma liquidan forma liquida

Viaggi solidi, in forma liquida di Naila Sargon


Ma quando mi ricapita? 

Se non oggi quando? 

E se non ho il coraggio di farlo?

Queste e molte altre domande mi assillavano nei giorni precedenti alla fatidica partenza per il Messico (anno domini 2007…quasi 2008) quando appresi, con orrore e una spolverata di sgomento, che l’amica con cui avevo programmato di viaggiare non poteva più partire…PANICO.

“Ecco lo sapevo ti pareva, eratroppobelloperesserevero, era solo da tuttalavita che volevo andarci e ora, destino Infame & Crudele, non ci posso andare…” 

Vi risparmio tutti i passaggi della mia crisi mistico/compassionevole, anche se piuttosto esilarante.

Ma.. aspetta…

Io ci posso andare, ma DA SOLA?!!? 

Panico atto secondo. 

Ma stavolta col brividino di adrenalina ancora latente ed il cervelletto in stato confusionale che processa vari scenari (per lo più apocalittici) individua tre stati d’animo:

 1: Panico (aridaje) per non dire "Paura Fottuta": “ma ndo vai in Messico da solaa?

Che non lo sai che là sono matti col botto? 

Che stanno fuori come los balcones?!?

Calcolate che Narcos-Mejico ancora non era uscito, ma AmoresPerros invece sì.

2: Folle Gioia, ma ci pensi ? 

Puoi fare quello che vuoi quando vuoi! 

Mangi quando hai fame e dormi quando hai sonno!

Piccole, ma innegabili gioie quotidiane, il pensiero di poter fare i miei comodi per un mese, ai miei ritmi , senza dovermi piegare a estenuanti contrattazioni su itinerari/tempi/modi & budget, pensa che bello! 

Il sacro richiamo del “faccio come me pare” era ad un passo dal conquistarmi. 

E qui parte Shine on you Crazy Diamond, in un salendo di mistica follia.

Ma poi… 

3: E mò a mio padre chi glielo dice? 

Io no di certo… poi come minimo non mi fa partire e poi mi toccherà odiarlo a vita…troppo faticoso. 

La mia natura pigra non mi permette di provare odio imperituro.

Negare… negare è la soluzione! 

Anzi meglio , omettere! 

Infatti feci bellamente finta di niente fino al ventesimo giorno di viaggio, facendo delle telefonate/pantomima dove simulavo la presenza della mia amica immaginaria come un unicorno rosa, che mi parevo il bambino di Shining.. (ma un po meno inquietante eh) 

Tanto ormai ero lì, già bella che rapita dall’ atmosfera festaiola e profumata di mais del Pacifico Messicano. 

Avevo visto il passaggio delle balene e i loro piccoli, coi loro spruzzi all’orizzonte contro l’alba, il pantanal di mangrovie casa di primitivi alligatori e lamantini cicciottelli,  spiagge infinite che di notte brillano di plancton, le feste sguaiate in balera con fiumi di Tequila e Mezcal…. 

Ormai ero cotta, cotta d’amore per quei luoghi che emanano un fascino antico e puro, e folle di gioia per aver finalmente capito che non dovevo rinunciare alle esperienze che desideravo fare perché non avevo nessuno con cui condividerle.

Quella è stata una folgorazione. Beh dai, meglio tardi che mai no? 

Certo le prime volte si ha un po di sconforto, che ci è dato probabilmente più per cultura che altro, ma in fondo se ci pensi non sei DA SOLO… sei CON TE STESSO ed è molto diverso.

Intanto è l’unica persona che ci sarà sempre per te. Ti pare cosa da poco? Poi magari scopri che ti sta pure simpatica e alla fine giù risate e finisce a tarallucci e vino. 

Vai a sapè!

Foto di Mariachiara Pastorini (Naila)


E questa era un po la partenogenesi di come è cominciata la mia psicosi del viaggio liquido, ma in forma solida…

Liquido perché ovviamente l’ acqua è il mio l’elemento , la traccia che fiuto spostandomi e al quale sempre torno. 

Mare sì, ma anche laghi, grotte, dighe, fiumi sotterranei ,terme , cascate e ovviamente i famigerati cenotes messicani.

Ma liquido è anche e soprattutto perché è un modo di viaggiare che si adatta, è mutevole , e come l’acqua si adatta ai capricci del suolo e alla volubilità del vento. 

Non c’è un programma, c’è solo l’istinto e la curiosità che ti fa svegliare la mattina alle 4 e dire “ chissà oggi che posti meravigliosi mi attendono” su questa palla Blu rotante, che qualcuno con tanta ironia ha giustamente deciso di chiamare Terra.


Foto di Naila Sargon 

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