Perché dovresti iniziare a pensare di diventare un subacqueo

15 di Aprile, 2021 - Attività subacquee - Commento -

a cura di Valentina Cornacchione, fotografie di Claudio Sisto e Valentina Cornacchione

Open Water Diver, per gli amici OWD

Tu, lettore/lettrice che stai leggendo questo articolo.

Che tu venga dal mare o dalla montagna poco importa. Iniziamo a sfatare il mito che chi vive al mare è destinato prima o poi nella vita a diventare un subacqueo e chi vive in montagna no. Conosco catanesi che il mare lo respingono come se fosse lava e bellunesi attratti dal mare e dalle sue profondità, sarà per le Dolomiti che gli raccontano dei mari in cui una volta regnavano forse.

Perché diventare dei subacquei? La risposta è una domanda: perché no?

Effettivamente è come andare nello spazio, la gravità è pressoché assente (anzi ti dirò, sarai in grado di gestire la “gravità” a tua necessità), c’è bisogno di un autorespiratore ad aria (e non ad ossigeno come sento dire spesso, mi raccomando!), scopri e conosci alcune vite veramente aliene ai nostri occhi, con le quali potrai anche interagire nel rispetto della loro e nostra vita. Ancora, potrai visitare antichi reperti che il mare, da sempre definito un po’ come la “scatola nera” dell’umanità, conserva gelosamente ma che generosamente te li mostra come ormai parte integrante del suo fondale. Il mare può essere un misterioso anello di congiunzione tra le vite passate dei nostri antenati e noi che lo andiamo a scrutare nelle sue profondità.

Fotografia di Claudio Sisto

Frequentare un corso per subacquei può sembrare un privilegio per pochi, ma non è così. Con la coscienza e la cultura del mare che si sta sviluppando sempre più anche nel sociale, diventare un subacqueo OWD è come diventare un bravo escursionista: semplici regole ma basilari e fondamentali, tanta passione per l’avventura e tanto amore e rispetto per la natura che ti accoglie.

Il costo? Ti affiderai ad un diving o ad un’associazione sportiva, se trovi l’istruttore bravo e onesto risparmi tanti soldi. L’attrezzatura base è importante e delicata, quindi costa “qb”, quanto basta.

Attenzione, minor prezzo non significa minor qualità: una buona didattica ha come scopo primario quello di far innamorare gli allievi al mare, solo così si potranno crescere persone sensibili e consapevoli della vita marina. Anche perché se non l’hai ancora capito, l’inquinamento in mare (che sia chimico o materiale) è direttamente proporzionale alla qualità della tua vita tra qualche anno. Già.

Fotografia di Valentina Cornacchione

C’è tanta bellezza là sotto che vale la pena scendere per comprendere quanto meravigliosa sia la vita su questo Pianeta e su quanto noi possiamo conservarla come Madre Natura comanda. 

Parliamo dell’aspetto tecnico:

ovviamente in periodo pandemico le lezioni teoriche si svolgono via videochiamata da casa, dopo di che si inizia ad avere qualche contatto prima con l’attrezzatura dal vivo e poi con l’acqua. Se non sai nuotare stai tranquillo, non c’è bisogno di essere abili nuotatori per immergersi, anzi. Qualcuno sostiene che sia meglio non saper nuotare per un subacqueo. Forse perché un nuotatore è abituato ad andare giù “di testa” mentre un subacqueo deve scendere dritto. Se hai paura dell’acqua meglio ancora (no non sono folle), perché esperienza insegna che i fifoni iniziali sono i più appassionati dopo! Il panichetto iniziale c’è e forse è giusto che ci sia. Ma l’entrata in acqua è così dolce, gli istruttori così comprensivi e professionali che alla fine riuscirai a razionalizzare i timori e a goderti il mare, sempre accanto all’istruttore o ad una persona con un brevetto pari o superiore al tuo.

Psicologicamente parlando la subacquea è fantastica: entri in contatto con l’Io più profondo, diventi tutt’uno con il tuo respiro che scopri si fa più ampio e profondo con l’autorespiratore. Sei tu con te stesso circondato dall’acqua. E’ una grande palestra di autocontrollo, poiché gli imprevisti, come nella vita di tutti i giorni, sono dietro l’angolo ma tu sarai ben istruito ad affrontarli con la giusta calma e fermezza. Non stiamo parlando di problemi importanti nel conseguimento del brevetto OWD, perché è un brevetto veramente a misura di tutto: si sta sempre ed enormemente dentro alla famosa “curva di sicurezza”, ovvero quel parametro sicuro che mette in relazione il tempo d’immersione alla profondità stabilita. Questi due ingredienti nel nostro corpo provocano reazioni fisico-chimiche per le quali la nostra aria, compressa dalla colonna d’acqua e aria che ci sovrasta, viene schiacciata e quindi compressa. Questo fa sì che il signor Azoto (compone l’aria per il 78%, l’ossigeno occupa il 21% ) si comprime di conseguenza diventando piccolo e insidioso, e così inizia a gironzolare per il tuo corpo anche in posti dove di solito non va.

Fa il turista.

A 20 metri (limite massimo di profondità consentito per un subacqueo OWD) non puoi restarci quanto ti pare, c’è un tempo limite entro il quale tu devi risalire lentamente per permettere all’Azoto di tornare da dove era venuto senza che resti incastrato da qualche parte a fare danni, anche seri. 

Arrivati a questo punto, durante la lezione dedicata in videochiamata, puoi goderti lo spettacolo delle faccette terrorizzate degli allievi: c’è chi interpreta alla perfezione l’Urlo di Munch, chi si chiede chi glie lo ha fatto fare, chi fissa lo schermo con lo sguardo perso nel vuoto in cerca di risposte rassicuranti.

E’ tutto normale. “ Poi passa”. Sono cambiamenti che il nostro corpo riesce a gestire benissimo senza che te ne faccia accorgere. Per questo esiste la curva di sicurezza e per questo si sarà molto precisi nel rispettarla. Ovviamente non siamo tutti uguali, chi ha particolari patologie è consigliabile che faccia snorkeling piuttosto che le immersioni. Ma questo lo deciderà il medico curante insieme all’istruttore.

Fotografia di Claudio Sisto

L’unica cosa di cui si accorge l’allievo, verso i 4-5 metri, è la pressione su orecchie e forse fronte: le cavità contenenti aria si comprimono (cavità uditive, seni paranasali), quindi bisogna “compensarle” semplicemente soffiando delicatamente dal naso attappandosi le narici, oppure muovendo la mandibola. Chiaramente ogni problema e accorgimento sarai perfettamente in grado di comunicarlo anche sott’acqua tramite degli appositi e facilissimi gesti. Poi noi italiani abbiamo una spiccata capacità nel comunicare a gesti, non è difficile quindi capirsi. Chiaramente è sconsigliata l’immersione se hai un forte attacco di sinusite o di raffreddore.

E’ importante che tu sappia che questi aspetti tecnici non tolgono nulla alla magia dell’immersione, perché alla fine li avrai interiorizzati così tanto che potrai ammirare il mondo sommerso con lo stupore di cui brillano gli occhi dei bambini.

Quindi, con questo articolo che assomiglia quasi più ad una lettera, voglio concludere che non è mai troppo tardi per andare sott’acqua per conoscere un altro mondo che spesso viviamo solo in superficie, e che è un’esperienza che potrebbe cambiarti la vita. La rende sicuramente più ricca di esperienze, ma anche di emozioni intense, profonde ed indimenticabili.

Condividi 

Così possiamo inviarvi la nostra newsletter.
Per dimostrare che non sei un robot.
Clicca sul link per leggere il nostro avviso legale.
* Campi obbligatori

Lascia il tuo commento
L'indirizzo email non sarà pubblicato.

3 + 7 =
Post più recenti
Categorie
Post precedente Post successivo