Più giù, diversi problemi da risolvere.

20 di Novembre, 2021 - Subacquea - Commento -

Massimiliano De Cristofaro

Si scende.


Sempre più giu.


Mentre si scende in profondità la luce solare non riscalda più l’acqua e se in superficie la temperatura è sopportabile, a - 50 metri di profondità è insopportabile, questo comporta una grave dispersione termica.


Insieme al freddo arriva la minore spinta positiva a causa della pressione dell'acqua che modifica i volumi dell’attrezzatura comprimibile.


E l’aria?


Il consumo di aria è proporzionale alla pressione, quindi, se a - 50 metri il consumo è 6 volte superiore a quello in superficie, con l’obbligo di respirare l’aria alla pressione ambientale, si dovrà programmare con ridondanza di controllo l'immersione per i consumi, più che scrupolosamente, direi maniacalmente.


Più si scende, maggiore sarà l’impegno respiratorio, quando la profondità aumenta i gas compressi saranno più densi, di conseguenza, sarà maggiore lo l’applicazione respiratoria per poter respirare, questa condizione anomala può sfociare anche in un temuto affanno, quindi ad un conseguente maggiorato consumo d'aria.


E la vista?


Ripassiamo l’assorbimento dei colori in acqua.


Quando un raggio di luce solare si infila nella massa d’acqua in verticale, scendendo in profondità viene filtrato e a quote diverse i suoi colori vengono trattenuti, quindi assorbiti.
il rosso a massimo - 8 metri scompare, il giallo a - 25, il verde verso i - 40 e il blu sui - 50, poi più giù scompare il viola e si arriva al buio.


Se sommiamo il freddo, il consumo d’aria, l’eventuale affanno e la vista ridotta, dobbiamo per forza aggiungere il rischio di deriva, oltre al resto.


Attenzione alla corrente, ricordatevi sempre del supporto necessario, o il trapezio o la cima, altrimenti rischiate di andare a corrente e di riemergere in solitaria e …molto lontani!
Diciamo che i consigli di prevenzione del rischio sono molti sia per i neofiti che per i navigati, perché il mare ci è amico mille anni, poi magari però, un solo giorno di traverso ci ricorda chi è l’uomo e chi è il mare.


Con un’adeguata preparazione fisica di superficie, la subacquea sarà molto più facile perché ricordate sempre, sebbene sia uno sport ormai per tutti, il corpo umano non è abituato né alla profondità né alla pressione subacquea e spesso questi due contesti possono essere causa di incidenti.


Ricordate sempre di effettuare un check-up dell’attrezzatura, anche se l’avete già fatto, non fa mai male.


Evitate l’alcool e gli sforzi prima di un’immersione, riposatevi sempre il giusto e preparate la mente all’immersione.


Mantenete sempre la calma e respirate senza MAI trattenere il respiro, mi raccomando, a volte l’apnea viene spontanea anche ai più bravi ...


Infine, oltre ad informarvi sul luogo dell’immersione, oltre alla perfetta conoscenza della manovra valsalva, idratatevi sempre prima e dopo l’immersione, evitate i colpi di calore e le freddate e non andate in acqua “di botto”, ricordatevi che è uno sport, estremo, prendete il vizio di fare stretching, allungate la muscolatura perché avrete bisogno di ampia mobilità, non vogliamo avere un crampo in profondità, non lo auguro a nessuno, la calma e un buono stato psicofisico sono fondamentali per l’attività subacquea in sicurezza.


Una ultima raccomandazione, NON scendete MAI da SOLI.


MAI DA SOLI.


Ripetete con me, non si scende da soli.


C’è chi lo fa, nonostante la legge universale del subacqueo sia la discesa in coppia.


lo so, sembro la Mamma che insiste nel far portare il golfino al Figlio che in estate va in Tunisia, però quel golfino a volte serve, viva la Mamma.


Foto di redazione 

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