Premio Atlantide 2021: le testimonianze di chi ha fatto la storia della subacquea e della divulgazione scientifica

29 di Ottobre, 2021 - Subacquea - Commento -

testo e foto di Valentina Cornacchione

Uniti per la tutela e la divulgazione del mare attraverso le attività sopra e sotto la sua superficie

Era il 1966, e in una “vietta” nel cuore del centro di Perugia nasceva la prima associazione subacquea dell’Umbria, una delle prime del settore fondate in Italia. A opera dei suoi fondatori, tra cui Walter Paganini, Lamberto Becchetti e Sergio Biagini, furono organizzate iniziative divulgative sull’attività subacquea e i primi corsi per sommozzatori.

Perugia non è una città di mare ma come dico sempre io, “il mare lo ha dentro”, e questa cosa può solo che avvalorare la mia teoria visto che da quel 1966 le attività di quell'associazione presero così piede da essere presto famose in tutt'Italia se non in tutto il mondo grazie ai suoi brevettati.

Tra questi lui, Vittorio Bianchini, l'ideatore del Premio Atlantide e famosissimo per i suoi studi sui sistemi di respirazione in ambienti estremi, dallo spazio alle grandi profondità marine. Questa esperienza ha permesso a Vittorio di entrare in contatto con una moltitudine di persone e figure professionali come biologi e naturalisti che, per avvicinare meglio la fauna subacquea, dovevano usare sistemi di respirazione che non emettessero le bolle d'aria (Rebreather).

Su Vittorio Bianchini ci sarebbe da dedicare un articolo intero a parte per tutte le cose grandiose che ha fatto e che sta ancora facendo, e non escludiamo che questo possa succedere, poiché sapere quali sistemi hanno permesso all'uomo di respirare sott'acqua è l'argomento alla base di ogni nostra esperienza subacquea, spesso dato per scontato ma che nasconde tante scoperte meravigliose per la scienza e per l'uomo.

Il Premio Atlantide è internazionale, è il riconoscimento che dal 2016 vuole portare all’attenzione del pubblico storie di persone che si dedicano alla scoperta, alla ricerca e alla diffusione della cultura del mare.

Per quest'edizione Perugia ha potuto ospitare, in una delle sue sale più belle, i seguenti premiati: Massimo Scarpati, Giampaolo Consoli, Paolo Ferraro, Pippo Castellano, Paola Catapano, e Angela Bandini.


Massimo Scarpati

Inventore della pinna lunga e vincitore di diverse competizioni mondiali in apnea. Con oltre 2.300 immersioni oltre i cento metri e quasi 10.000 ore d’immersione autonoma ad alto fondale, Massimo Scarpati è vincitore di vari campionati mondiali per l’attività in apnea, è tra i più competenti e accreditati conoscitori del mare. Inventore della pinna lunga, ha dato vita a una linea commerciale che porta il suo nome. Inoltre, è stato il primo a usare autorespiratori a miscela a base di elio per la pesca del corallo, a fare decompressioni con gas di aria arricchita da ossigeno, a utilizzare tecnologia ROV per l’esplorazione dei fondali e il monitoraggio degli ambienti e a segnalare l’attività sonora degli scogli, riuscendo a percepire dalla superficie la presenza di formazioni rocciose di notte o in condizioni di acque torbide.

Massimo ci racconta come in 50 anni il mare sia cambiato: dal punto di vista dell'attività subacquea l'apnea sta andando sempre più per la maggiore, ma riconosce che è un tipo di apnea diverso da quella che faceva lui. Il tipo di apnea di Massimo Scarpati è un'apnea “lucida”, distinguendola da quella da competizione in cui la cosa più importante è il tempo che si trascorre sott'acqua e non quello che si fa.

Ci sono tante scuole subacquee e diving che insegnano la tecnica per andare sott'acqua, ma non tutti insegnano il rispetto per il mare. Noi riusciremo a sviluppare la coscienza delle persone con la formazione, non con le leggi (a tutela dell'ambiente, ndr).”


Giampaolo Consoli

Capitano di Vascello a comando del Gruppo Operativo Subacquei del Raggruppamento Subacquei e Incursori di La Spezia. Per vent'anni delegato italiano al gruppo di lavoro permanente della NATO per le attività subacquee. Oltre ad aver partecipato a numerosi interventi di soccorso, è accompagnatore di subacquei disabili e consulente per le scene di esplosioni subacquee nel cinema. Oggi, come capitano di vascello, è al comando del gruppo Operativo Subacquei del Raggruppamento Subacquei e incursori di La Spezia.

Dal suo Gruppo dipendono tutti i reparti subacquei della Marina. “La categoria dei Palombari è la più antica della Marina Militare, paradossalmente viene prima della Marina stessa: la prima scuola di palombari militare si stabilì a Genova nel 1849, quindi prima dell'unità d'Italia. Siamo i più antichi marinai della componente militare”. Consoli affascina il pubblico con la storia dei palombari, i “lavoratori del mare”, e ci tiene a far presente che non ci sono solo palombari ma anche palombare, che non si risparmiano nelle attività che devono svolgere, anche quelle più “toste”. L'ennesima dimostrazione che non esistono lavori prettamente maschili o viceversa.

Infine, Giampaolo Consoli sorpresa ha tributato un riconoscimento a Vittorio Bianchini.


Paolo Ferraro

Direttore dell'Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee. 75 anni, 50 dei quali dedicati al mondo subacqueo, in particolare dal punto di vista dell’industria: è infatti stato presidente della Technisub Spa per 25 anni e presidente delle filiali tedesche e spagnole dell’Aqua Lung. Ha fatto parte del Consiglio Direttivo della CMAS ed è stato fra i promotori e primo presidente del Gruppo Sub Confinsub Genova, che riuniva le aziende del settore subacqueo aderenti a Confindustria. Insignito del Tridente d’Oro 2011 dell’ AISTS - Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee ne è da quell’anno direttore.

Paolo ricorda suo padre, Luigi Ferraro, il quale fu l'inventore del modello di pinne che usiamo tutt'ora (pinne a rondine, il primo modello a scarpetta) e la famosissima maschera “Pinocchio”, l'unica in quel tempo ad avere il naso sagomato per permettere la compensazione del timpano.

Infine, nel 1952, convinse il Ministero degli Interni a creare la specialità dei Vigili del Fuoco Sommozzatori. Paolo Ferraro ci ha illustrato e spiegato il suo progetto di “ripopolare” zone poco favorite dalla fauna marina con relitti bonificati messi appositamente lì, sotto certe specifiche condizioni, che altrimenti andrebbero demoliti. L'affondamento controllato seguirebbe una serie di operazioni di “pulizia” del relitto come l'asportazione di materiali inquinanti, si rende l'accesso all'interno del relitto più facile e sicuro togliendo appigli e oggetti pericolosi. Tutto questo lavoro è volto a creare una serie di palestre “subacquee” dove chi si immerge può allenarsi. E' una operazione difficile perché ci sono contro una serie di associazioni e istituzioni, “ma gli esempi positivi che ci vengono anche da paesi a noi vicini come Croazia e Malta ci spingono a perseguire, avendo anche l'appoggio di regioni come il Friuli Venezia Giulia e la Puglia per esempio”.


Pippo Cappellano

Giornalista. Regista ed autore di documentari. Nel corso della sua carriera ha diretto oltre 300 documentari in tutto il mondo, tra questi diverse serie per la Rai sull’esplorazione marina e sull’archeologia subacquea. Ha ricevuto il Tridente d’Oro e la Cittadinanza Onoraria di Ustica nel 1983, con la seguente motivazione: «Ha realizzato sin dal 1967 filmati subacquei di altissimo interesse scientifico e divulgativo per la televisione italiana, riscuotendo ovunque notevoli consensi». Nel 2006 per la trasmissione Ulisse di Alberto Angela ha realizzato il primo documentario archeologico in Italia con riprese a oltre 100 metri di profondità: "L'enigma del polluce" , vincitore del premio Pinna d’Oro di Antibes come Migliore Film Storico. Dal 2013 al 2020 è stato vicepresidente vicario dell’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee. Pippo Cappellano ricorda come le prime macchinette fotografiche scafandrate fossero semplici ed essenziali: un comando per far scorrere la pellicola e uno per scattare, senza poter modificare la distanza né la messa a fuoco. “I documentari subacquei non sono più come una volta che raccontavano la vita, la nascita e la morte di un essere vivente subacqueo. Adesso devi raccontare delle storie, e in queste storie c'è sempre un'interazione con l'uomo. E allora è questo il momento più difficile, perchè quando metti in piedi un progetto, tu prometti al tuo produttore una storia e devi promettere che il tuo attore, che è un animale, reciterà secondo le tue spiegazioni, e questo non è mai possibile. Quindi prima di tutto devi conoscere l'ambiente in cui vai e anche i suoi animali.”

Cappellano ha dedicato il Premio Atlantide a sua moglie Marina Cappabianca, anche lei produttrice, autrice e regista di documentari importanti a livello internazionale e che insieme a Pippo hanno creato grandi lavori di documentaristica subacquea e non.


Paola Catapano

Comunicatrice scientifica al CERN di Ginevra e giornalista scientifica. E' stata definita: «emblema della contemporaneità capace di coniugare ad alti livelli il sapere scientifico con lo spirito di avventura». Alterna pubblicazioni a spedizioni nei più remoti angoli del globo in condizioni estreme (Artico e Antartico in particolare). Nella sua ultima avventura - lo scorso agosto - è stata capoprogetto di Polarquest, una spedizione a vela nell’Artico finalizzata a stimare la quantità di legname e plastica presenti nelle acque e a monitorare l’impatto del cambiamento climatico sulla biodiversità. Il team ha attraversato l’80esimo parallelo Nord e ha mappato per la prima volta via mare e via aria diverse aree di costa e mare a cavallo dell’80°parallelo, testimoniando lo stato dell’ambiente artico in una delle regioni più a nord del Pianeta.


Angela Bandini

Detiene il record mondiale del 1989 di uomini e donne in apnea profonda in assetto variabile di -111 metri, battendo così due leggende come Enzo Maiorca e Jacques Mayol. Mentre danzava da ragazzina con i delfini nel delfinario di Rimini, ha incontrato Jacques Mayol che è rimasto colpito dal suo talento e l’ha ingaggiata per girare film e documentari e realizzare spedizioni scientifiche nei posti più remoti della Terra.


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