Raccontare storie sott'acqua: consigli di riprese e montaggio

12 di Agosto, 2021 - Fotografia subacquea - Commento -

di Valentina Cornacchione

Registrare e montare la tua vacanza o il tuo progetto video, ecco alcuni spunti

Che l’operatore dietro la camera sia un professionista o un semplice amatore, anche un semplice filmato delle vacanze al mare può essere girato in modo piacevole ed intrigante, purché fin dall’inizio si abbia in mente il tema ed una linea di racconto.

Di solito i motivi per cui si filma sott’acqua sono due: girare un documentario “progettato” e quello di girare video “random” per registrare particolari momenti della giornata, meritevoli effetti fotografici, immagini di luoghi visitati, imprese subacquee, qualche esemplare eccezionale.

I più esperti o chi pensa di produrre un video in particolare, prima di registrare sa come documentare un’azione o una scena che poi in montaggio si possa legare con tutte le altre che andrà a girare.

La “trappola” in cui cade chi è appassionato di riprese subacquee è che potrebbe finire per trovarsi di fronte ad un certo numero di scene, magari tutte buone tecnicamente, e tutte apparentemente indispensabili per la buona riuscita del video, e che quindi a prima vista non ci si sentirà di sacrificarne nemmeno una.

Apparentemente dicevo (e questo accade anche ai professionisti), perché si finirà per capire che il “sacrificio” e un bel taglio di scena non arreca danno all’insieme, ma anzi spesso lo valorizza.



Ecco alcuni motivi per cui una scena andrebbe tagliata, per il bene della resa finale:

- L’esposizione è sbagliata, troppo sottoesposte o sovraesposte, la scena è sfocata o traballante;

- La scena è “inutile”, è un doppione riuscito male di altre inquadrature migliore, dal contenuto simile o identico.

- La panoramica o carrellata come dir si voglia è girata “in corsa”, troppo veloce, incerta o irregolare;


Poi si traccia uno schema del racconto che si vuole narrare e montare, scegliendo una linea logica. Pensate a quello che vorreste raccontare verbalmente e appuntatevi una scaletta, infine ordinate le scene nella sequenza del racconto.

Esempio di scaletta:

- Dove: localizzare e contestualizzare il racconto, mostrando i luoghi in cui si è girato il filmato (campi larghi, immagini del viaggio per arrivare a destinazione, l’arrivo ecc).

- Chi: presentazione dei “personaggi”, voi operatori, amici, colleghi, persone del posto che possono aver partecipato. Questo punto può trovarsi sia all’inizio di un racconto che in mezzo, in base all’entrata in scena delle persone.

- Come: l’organizzazione del sopralluogo, se per esempio si è stati a dormire in tenda, una locanda, la messa in mare dell’imbarcazione, come sono avvenuti gli spostamenti, ecc.

- Dove si è svolta l’attività: le coste, la discesa in acqua, l’attrezzatura.

- Sott’acqua: chiaramente il punto forte, quindi tutto ciò che di bello è stato registrato, gli animali, i loro comportamenti, il panorama intorno a voi, praterie di piante o alghe, ecc.

- Scene di “decompressione”: sono tutte quelle scene che staccano dal ritmo intenso del filmato, che distraggono piacevolmente, sono dal contenuto più leggero e spesso sono simpatiche, quindi qualche scherzo o qualche vicenda simpatica o curiosa avvenuta sott’acqua ma anche fuori. Servono a far “riprendere fiato” a chi guarda, a rilassare e a far riprendere la concentrazione nella scena successiva, più intensa e ricca di contenuti.

- Finale: considerazioni, riflessioni su ciò che si è visto, impressioni ed eventuali progetti futuri da condividere con il pubblico. In base al tipo di emozione con la quale si vuole salutare lo spettatore, si possono riproporre parti di scene precedentemente usate, alternandole con scene conclusive.



Questo è solo uno dei tanti esempi da seguire per editare un buon video, gli schemi da seguire sono infiniti e soggettivi in base al taglio che si vuole dare al video.

Per finire, ecco qualche consiglio di montaggio:

- Nel collegare due inquadrature che rappresentano lo stesso soggetto in movimento, bisogna che il soggetto proceda sempre nella stessa direzione (da destra a sinistra o viceversa).

- Quando di un’azione continua (per esempio l’imbarcazione che si stacca dalla banchina per prendere il mare) avete girato a tratti discontinui (esempio: la barca è ormeggiata, nella scena dopo è uscita dal porto, in quella dopo ancora sta prendendo il largo) nel montaggio occorre intercalare un’inquadratura qualsiasi “parallela” (per esempio il primo piano di uno della squadra che prepara l’attrezzatura nella famosa barca che sta uscendo dal porto, oppure un gruppo di pescatori che guardano, una visuale di ciò che si vede dalla barca, un dettaglio come l’azione del mollaggio degli ormeggi ecc).

- Alternare scene di campi larghi a campi stretti, dettagli (primi piani di pesci, fondali, conchiglie, coralli, ecc).

- Di una stessa scena d’azione fare il montaggio alternando riprese eseguite da angolazioni diverse (questo è da ricordare nel momento in cui si sta riprendendo).

- Se una scena subacquea risulta interrotta per qualsiasi motivo, alternarla a scene generiche nello stesso luogo.

- Dare un buon ritmo al filmato, con scene che di norma non superano i 5-6 secondi (salvo casi particolari).


Insomma, girare un filmato è possibile e divertente, soprattutto quando si parte con l’idea di farlo, pensando al dopo, al montaggio, come dei veri e propri registi.

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