Se la conosci la eviti

12 di Luglio, 2021 - Subacquea - Commento -

a cura di Valentina  Cornacchione, foto di Claudio Sisto

Dietro ad "aspetta 2-3 ore prima di fare il bagno" c'è molta scienza e poco tedio

La fantasia e la capacità di sopportazione di qualche genitore per intrattenere i propri figli nell'intervallo di tempo tra il pranzo e il bagnetto al mare pomeridiano sfiorano l'infinito, eppure dietro a questo momento di "pausa" ci sono tutta una serie di meccanismi fisiologici e biologici spesso sconosciuti anche agli adulti.

Capita d'estate di sentire la notizia di qualcuno che ha accusato un malore appena entrato in acqua, con esiti a volte fatali. Nulla di oscuro, purtroppo o per fortuna c'è una spiegazione a tutto: il  meccanismo che innesca tutto ciò si chiama Sindrome da idrocuzione.



Accenni scientifici

L'idrocuzione è una sincope che colpisce chi si immerge improvvisamente in acque fredde. I soggetti più esposti sono gli anziani e coloro che per altre ragioni legate allo stile di vita (scarsa attività fisica, sovrappeso ecc...) sono a maggior rischio di problemi cardio-circolatori. Tuttavia il rischio c'è anche in soggetti perfettamente sani. Spesso vittime dell'idrocuzione sono giovani nuotatori non curanti dello sbalzo termico tra la temperatura del loro corpo e l'acqua.

Questo si determina quando la pelle molto calda (magari dopo una lunga esposizione al sole e/o durante un'attività fisica intensa) viene improvvisamente raffreddata dall'acqua, per cui si ha un repentino calo della temperatura corporea.

E' importante capire che non è importante il valore di temperatura dell'acqua e della superficie corporea, ma è importante la loro differenza di temperatura relativa.
La perdita di coscienza è spesso improvvisa, ma ci sono delle eccezioni: a volte subentra solo dopo bradicardia (rallentamento del battito cardiaco) e una caduta graduale della pressione arteriosa, manifestandosi dopo 1 o 2 minuti dall'ingresso in acqua.


Ma perché l'idrocuzione provoca una sincope?

Alla base di questo ci sono complessi meccanismi di natura vagale, che cominciano soprattutto a carico di aree particolarmente sensibili come gli occhi, le mucose delle prime vie aeree, le aree del volto associate al trigemino, i genitali e la zona cutanea dell'addome (è facile immergersi in acque fredde sino alle gambe, altra storia è bagnarsi la pancia e le spalle).

Immergendosi improvvisamente in acqua fredda si determina una consistente stimolazione delle terminazioni nervose presenti nelle mucose nasali e a livello del faringe/laringe. Tali aree riflessogene sono strettamente collegate al nucleo dorsale del vago presente all'altezza del IV ventricolo del cuore. Da qui partono le fibre parasimpatiche dirette a quasi tutto l'organismo fino alla regione dell'intestino crasso superiore, il cui stimolo può tradursi in un arresto cardiaco immediato, ovvero in aritmie ventricolari quasi sempre mortali.

In soggetti con apparato cardiocircolatorio compromesso, il repentino richiamo di sangue del territorio splancnico (addominale e pelvico) determina spesso un gravissimo scompenso cardiaco. In sede autoptica, il quadro che si presenta al patologo forense non è particolarmente ricco. In genere sono presenti ipostasi abbondanti (ristagno di sangue nelle parti più declivi del corpo), colorito vivido, fluidità ematica e ipostasi viscerale.


Annegamento post prandiale

Per la serie "non c'è limite al peggio", anche il cibo che si sta digerendo durante un'immersione improvvisa in acqua fredda si potrebbe "rivoltare" contro la persona scatenando uno shock anafilattico.

L'improvviso calo della temperatura corporea, che abbiamo detto si manifesta dopo un ingresso rapido in acque fredde, può avere anche altre conseguenze, soprattutto dopo un pasto abbondante.

Ci sono 4 variabili che possono determinare la comparsa o meno di una congestione addominale:

  • Quantità del cibo;
  • Tipo di cibo ingerito (più o meno grasso);
  • Temperatura dell'acqua;
  • Tempo che intercorre tra il pasto e l'ingresso in acqua.

La congestione addominale si ha quando all'improvviso il sangue è dirottato dagli organi addominali, impegnati nella digestione, alla periferia del corpo (sottocutaneo), con conseguente dolore a livello dell’addome. Tale algia è potenzialmente causa di complicanze che possono evolversi anche nell'annegamento.

Tale richiamo di sangue verso la periferia del corpo comporta l'entrata in circolo di proteine parzialmente digerite, le quali si comporterebbero come agenti allergeni, causando un vero e proprio shock anafilattico. La stessa stimolazione della pelle provocherebbe liberazione di istamina e composti istaminosimili, il cui passaggio nel flusso ematico causa quella che viene definita crioanafilassi.

Nell'annegamento post prandiale, spesso la morte avviene non in seguito a complicanze digestive e/o cardiovascolari ma piuttosto agli effetti che esse comportano, detti collassiali. Tutto ciò comporta una perdita di forza e di coscienza, per cui si finisce indirettamente per annegare.


Come si interviene in caso di idrocuzione

Come in tutti gli altri incidenti analoghi in mare (quindi anche annegamento), anche nell'idrocuzione è necessario intervenire tempestivamente con una rianimazione completa (massaggio cardiaco e respirazione artificiale). La celerità dell'intervento è fondamentale.


Prevenzione

La prevenzione è semplice ed efficace: mai entrare in acqua accaldati, poco dopo un pasto abbondante, dopo aver bevuto alcolici in quantità e dopo un intenso sforzo fisico. In acqua, per qualsiasi attività, si entra gradualmente per permettere al proprio corpo di ambientarsi. 

E' auspicabile evitare anche bagni ripetuti, poiché il corpo umano impiega circa 60 minuti per ristabilire l'equilibrio tra temperatura corporea e quella ambientale (la letteratura scientifica riporta casi di idrocuzione dopo bagni ripetuti). 


Nonostante sia un articolo pieno di termini e meccanismi scientifici, spesso con esiti poco lieti, non si vuole fare allarmismo o terrorismo psicologico: si vuole dare la possibilità al lettore di capire certi meccanismi del proprio corpo e di darsi risposte a domande sorte dopo aver letto notizie tristi di alcuni decessi dovuti a malori provati dopo l'ingresso in acqua. La scienza è meravigliosa, mettiamola dalla nostra parte per comprendere noi stessi ed il mondo.

E per tuffarci senza timori!

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