Sea Shepherd: i Pirati protettori dei Mari, anche dei nostri

19 di Ottobre, 2020 - Mare - Commento -

Sea Shepherd: i Pirati protettori dei Mari, anche dei nostri

Redazione - Valentina Cornacchione

Pastore del Mare.

Parole che evocano nella mente un antico e possente signore che impugna un tridente, seduto nel punto più profondo dell'oceano, a guardia di tutti i mari del mondo e della vita che ci nuota dentro.

Così, italianizzato, si chiama il movimento internazionale ad azione diretta Sea Shepherd, per la conservazione di mari ed oceani, contro le attività illegali negli stessi. Documenta e combatte, appoggiata dalle forze dell'ordine, quando le leggi a protezione della fauna marina non vengono applicate.


Crew con Ammiraglio DeGiorgi e Capitano Andrea Morello

Questa associazione opera anche nei mari italiani dal luglio 2010, dopo l'approdo della nave ammiraglia Steve Irwin a La Spezia, facendo nascere così ufficialmente il gruppo Sea Shepherd Italia.

I nostri mari sono ricchi, oltre che di storia, anche di tantissima vita da proteggere. Ma non tutti ne sono a conoscenza e purtroppo non tutti la rispettano. Ed è proprio da un triste evento che è nata l'operazione protagonista di questo articolo:

l' Operazione Siso.

Perchè Siso?

Siso era un giovane Capodoglio, morto nel 2017 dopo essere rimasto impigliato in una rete illegale di tipo “spadara” durante il passaggio tra le Isole Eolie.

 Ebbene sì cari Lettori, per chi non lo sapesse, nei nostri mari nuotano anche dei bellissimi ed affascinanti bestioni come i Capodogli.

L’eroico tentativo di liberarlo ha impegnato la Guardia Costiera per molte ore, ma non si è riusciti a salvarlo. Di Siso sono stati preservati lo scheletro e conservata la rete che l’ha ucciso, insieme alla plastica estratta dal suo stomaco, come monito per le generazioni future.

Così, con “Operazione SISO”, Sea Shepherd protegge le acque italiane grazie alla stretta collaborazione con le Autorità, Capitaneria di Porto e Guardia di Finanza Reparto Operativo Aeronavale.

In particolare, l'operazione nasce con l’obiettivo di proteggere l’ecosistema delle isole Eolie dalla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata. Quest’anno, l’azione di Sea Shepherd è volta a contrastare l’utilizzo dei FAD (Fishing Aggregating Devices) illegali, un sistema di pesca conosciuto localmente anche come cannizzo.

I cannizzi vengono utilizzati per la cattura delle Lampughe, ma sono responsabili anche della morte e del ferimento delle Tartarughe marine tra cui la Caretta caretta (fortemente minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo e ormai al limite dell'estinzione nelle acque territoriali italiane) e della cattura di Pesci Spada e Ricciole giovanissimi ancora di dimensione non consentita.


Tender&Conrad

In aggiunta, questo sistema genera il maggiore inquinamento da plastica creato dalla pesca illegale. Enorme quantità di plastica oggi riversata in mare dai pescatori e non recuperata causa un inquinamento permanente nella rete alimentare, aggravato dalla formazione di microplastiche nel tempo.

Pescatori provenienti da flotte limitrofe e industriali che calano FAD di polietilene a centinaia (superando quindi i 20 consentiti dall’ordinanza locale e violando le norme di biodegradabilità), contribuiscono allo svuotamento e all’uccisione del nostro Mare, mettendo in ginocchio l’economia della piccola pesca artigianale.

Di seguito alcuni numeri derivati da studi recenti: 10'000 FAD illegali nel sud Tirreno con, stimati, 20'000 km di polipropilene e centinaia di migliaia di bottiglie e taniche di plastica. 1'596'518 FAD e 5'398'500 bottiglie e taniche di plastica sono stati riversati nel resto del Mediterraneo dal 1961 al 2017.

 Sono numeri così alti che scommetto quasi nessuno sia riuscito a dirli correttamente ad alta voce al primo colpo, effettivamente sono atroci scioglilingua.

A salpare verso questa importante missione è la loro nuova imbarcazione donatagli da Jane Patterson e Sebastiano Cossia Castiglioni, quest’ultimo membro del Board of Advisors Globale e USA e del Consiglio dei Saggi di Sea Shepherd Italia, CONRAD. (https://www.youtube.com/watch?v=XY7p3uFbWcA&feature=youtu.be)

Si tratta di un catamarano a motore di 17 mt preparato per documentare e, quando necessario, intervenire e fermare la pesca illegale non documentata e non regolamentata (INN) in concerto con le autorità.

Capace di ospitare fino a quattordici persone di equipaggio (undici durante lo status di emergenza attuale) e dotato di un gommone fuoribordo a chiglia rigida, a bordo Sea Shepherd Italia ha telecamere termiche e ad alta tecnologia. Tali telecamere stanno facendo conoscere al mondo gli innumerevoli crimini che ancora affliggono il nostro Mare e portare gli occhi della giustizia dove ancora essa non arriva. In più sono affiancati dal mezzo veloce Hunter per tutta la durata di Operazione Siso.


Il catamarano Conrad


Hunter

Stando agli ultimi aggiornamenti, la Conrad in poco tempo ha già assistito a scene molto dure: un capodoglio in gravissime condizioni verso le Isole Eolie, la cui coda era intrappolata in una rete e tra oggetti di ferro che continuavano a ferirlo; ancora, un pesce spada sotto la misura legale di pesca, ucciso per soffocamento e impigliato in un "long line" costituito da esche fatte di pesci finti in plastica e parecchi ami; una Caretta caretta, morta, con un amo di "long line" ingerito e la lenza che usciva dal becco attorcigliata ad un FAD illegale.

Come se non bastasse, la tartaruga aveva i follicoli ovarici in corso di maturazione. Quindi uccidendo la tartaruga, sono state uccise anche tutte le sue uova.

 Queste notizie emerse grazie al loro lavoro hanno sortito i loro effetti, alcuni dei quali anche fortemente negativi: infatti la Conrad è stata speronata due volte e danneggiata da un peschereccio che stava posizionando le reti illegali di FAD nel sud Tirreno. Il pescatore, chiaramente intento a sorvegliare la sua zona di pesca illegale, ha cercato di intimidire i volontari di Sea Shepherd arrivando fino alle minacce di morte.

Per fortuna i Volontari di Sea Shepherd sono preparati e forti abbastanza da non farsi intimidire e continuare la loro missione, di cui hanno tutta la nostra solidarietà.

Se fate un giro nel loro sito web, https://www.seashepherd.it/chi-siamo/ , capirete perfettamente di che pasta sono fatti questi Volontari, questi Pirati buoni.

 

Capitano e Nostromo in Plancia

Proteggiamo i nostri mari, conosciamoli, amiamoli, perchè come dice il Capitano, Fondatore e Presidente dell' associazione Sea Shepherd Paul Watson:

“If the Ocean Dies, We Die” 

(“Se l' Oceano muore, noi moriamo”).


Le fotografie sono state gentilmente concesse da Sea Shepherd Italia

Condividi 
Luigi
21 di Ottobre, 2020
Ottima descrizione e non cessate di interessarvi a questi argomenti utili alla vita di tutti noi

Lascia il tuo commento
L'indirizzo email non sarà pubblicato.

3 + 8 =
Post più recenti
Categorie
Post precedente Post successivo