SPECIALE COMSUBIN - E fluctibus irruit in hostem

13 di Settembre, 2022 - Subacquea - Commento -

di Eleonora Medda / fotografie di Valentina Cornacchione e COMSUBIN

E fluctibus irruit in hostem

Ci sono luoghi che nell'immaginario popolare assumono connotazioni mitiche. Nell'immaginario del popolo subacqueo, specialmente di quello italiano, certamente il luogo mitico per antonomasia è il promontorio del Varignano. Qui, in una pittoresca cornice naturale, sorge un'antica roccaforte militare, la cui complessità architettonica rende conto della stratificazione delle vicende storiche che in questo teatro son andate in scena. Tra ameni borghi di pescatori, piccoli approdi e frondosi alberi, si nasconde, dietro un cancello nero, uno straordinario concentrato di Storia Militare, Tradizione e Tecnologia, Eccellenza subacquea.

Abbiamo varcato per voi quel cancello e siamo andati a scoprire la più antica e prestigiosa Forza Militare Subacquea Italiana, da sempre punto di riferimento per la subacquea militare internazionale. Abbiamo infatti visitato per voi il Comando Subacquei e Incursori "Teseo Tesei" di Le Grazie, La Spezia.

Dunque, Subacquei, Benvenuti a COMSUBIN!


Una mattina di luglio a La Spezia

La nostra visita a COMSUBIN ha un obiettivo specifico: intervistare il Comandante del Raggruppamento Subacquei e Incursori, il Contrammiraglio Massimiliano Rossi, non solo Ufficiale di Stato Maggiore, ma egli stesso titolare di Brevetto di Palombaro e di Incursore. L'Ammiraglio, ha accettato con grande disponibilità la nostra richiesta di intervista e ha incaricato il suo staff di organizzare per noi una visita guidata dell'intero complesso, illustrandoci egli stesso alcuni dei cimeli storici più preziosi. La nostra esperirenza a COMSUBIN, quindi, inizia già al nostro arrivo alla Stazione Ferroviaria, dove troviamo ad attenderci uno degli ufficiali che ci farà da guida in questa giornata. E' il Capitano di Corvetta Gabriele Paparo, che già conosciamo, in abiti civili, come grande esperto di rebreather, ma che oggi, con basco e mimetica, nel tragitto che ci separa dal Varignano, ha il compito di illustrarci l'organizzazione di COMSUBIN, in qualità di Ufficiale addetto alla Scuola Subacquei. COMSUBIN, ci spiega, lungo il tragitto in auto verso il Varignano, è formato da diverse entità. Il Gruppo Operativo Incursori (G.O.I.), riunisce gli incursori , che costituiscono, dal 1952, le Forze Speciali della Marina Militare. Il Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S.), è invece costituito dai Palombari, la componente più antica, in quanto la Scuola Palombari, fondata a Genova nel 1849 (ancora nell'ambito della Marina del Regno di Sardegna), si è trasferita al Varignano nel 1910. Tutti gli operatori, siano essi palombari o incursori, vengono formati dal Gruppo Scuole, suddiviso nelle tre scuole (Subacquei, Incursori e di Medicina Subacquea ed Iperbarica), che oltre a selezionare e preparare i nuovi Palombari, Incursori, Medici ed Infermieri, ha il compito di addestrare gli operatori subacquei di tutte le Forze Armate e Corpi di Polizia dello Stato. A COMSUBIN troviamo inoltre l'Ufficio Studi, che sviluppa e testa i materiali e i mezzi utilizzati dai Gruppi Operativi.

Infine, ricordiamo il Gruppo Navale Speciale, alle cui dipendenze sono poste cinque Unità Navali progettate per fornire il supporto subacqueo al personale dei Gruppi Operativi e delle Scuole di COMSUBIN. In particolare, nave Anteo permette di effettuare immersioni con tutte le tecniche, ivi comprese le immersioni in saturazione, è dotata di minisommergibile e di attrezzature per il soccorso e salvataggio di sottomarini in difficoltà. Nave Anteo tra qualche anno sarà sostituita da una nave più tecnologica e moderna, la cui costruzione è stata appena commissionata ai Cantieri Mariotti di Genova. Il Comandande Paparo conclude la sua presentazione introduttiva proprio mentre varchiamo il cancello di ingresso della base. Un rapido passaggio al corpo di guardia, che ci fornisce i pass, e in un attimo siamo all'ingresso dell'ufficio dell'Ammiraglio Rossi.

Nel muoverci dentro la base, notiamo che le sale, i corridoi, gli uffici, ogni singolo ambiente è letteralmente tappezzato di cimeli storici, quadri, fotografie, documenti, frammenti di navi...la storia di questi reparti è lunga e gloriosa e questi uomini ne son tanto orgogliosi da esporla tutta. Durante la giornata, infatti, la sfida sarà riuscire a distogliere ogni tanto lo sguardo da tali meraviglie, per badare a dove mettiamo i piedi e non inciampare camminando!


L'Ammiraglio Comandante racconta...

L'ammiraglio Rossi ci accoglie nel suo ufficio e, davanti a un buon caffè, inizia a raccontarci la storia di questi reparti. 

"L'dea di riunire qui al Varignano sia i palombari che gli incursori, le due componenti subacquee della Marina Militare, è merito dell'Ammiraglio Gino Birindelli. Medaglia d'oro al Valor Militare, aveva combattuto tra le fila della Decima (Flottiglia MAS), ed era stato fatto priglioniero in seguito al tentato affondamento di una portaerei inglese. Avendo avuto comunque conferma, in quell'episodio, della efficacia della nuova tecnica di attacco insidioso subacqueo condotta con i SLC, dalla prigionia riuscì a far giungere a Luigi Durand De La Penne dei messaggi in codice, incoraggiandolo a perseguire in questa strategia. Il risultato, che ben conosciamo, è stato il successo dell'Impresa d'Alessandria, che ha confermato l'efficacia di un tipo di combattimento nuovo. Questa idea, di attaccare il naviglio militare e civile ostile, direttamente all'interno del porto nemico, superando le difese portuali, è infatti un'idea italiana, che ha poi preso piede e si è diffusa anche all'estero. All'interno della Decima, nella scuola Palombari, a quei tempi si insegnava agli operatori ad andare sott'acqua, prima in verticale, nella modalità propria del palombaro, poi in orizzontale, a fini insidiosi, nel modo proprio degli incursori. Era anche presente un "ufficio studi", con personaggi del calibro di Angelo Belloni, in cui avveniva lo sviluppo delle attrezzature subacquee, come il "Vestito Belloni" ( una prima muta stagna), l'autorespiratore, la campana per la fuoriscita da sommergibili in immersione in difficoltà. Finita la guerra, nel 1952, nasce poi, ufficialmente, il raggruppamento come lo vediamo oggi, con le due componenti Palombari e Incursori, le Scuole e l'Ufficio Studi, per opera dell'allora Capitano di Vascello Birindelli, che sarà uno dei primi comandanti. Il Raggruppamento mantiene quindi due anime, una difensiva, quella dei Palombari, e una offensiva, propria degli Incursori. I Palombari hanno come compiti di istituto la bonifica degli ordigni, convenzionali e non, localizzati in ambiente "maritime". In particolare i residuati bellici sono tantissimi, se ne ritrovano quotidianamente, e uno dei nostri compiti è proprio la neutralizzazione o il brillamento di questi ordigni.

Inoltre, eseguiamo vari tipi di lavori subacquei, immergendoci con varie tecniche e a diverse quote (fino a 300 metri). Infine, altro compito dei Palombari è il soccorso ai sommergibili sinistrati, che possiamo prestare per mezzo di Nave Anteo oppure attraverso l'aviolancio in mare di uomini e specifiche attrezzature. Gli Incursori, invece, costituiscono le Forze Speciali della Marina Militare, sono inseriti nel quadro delle Operazioni Speciali della Difesa, e vengono gestiti dal Comando delle Operazioni per le Forze Speciali (COFS). Vengono impiegati dal Capo di Stato Maggiore della Difesa in tre modalità specifiche: le azioni dirette (ad esempio l'affondamento di una nave), le ricognizioni speciali (volte a raccogliere informazioni di carattere strategico politico) , l'assistenza militare (operazioni svolte presso forze militari di altre nazioni, volte più che al mero addestramento, alla penetrazione all'interno dell'organizzazione del Paese che a noi interessa, per creare legami con i personaggi chiave della leadership militare). L'operatore delle forze speciali è quindi uno strumento di politica estera."


Ammiraglio Rossi, il profilo dell'Incursore è quindi molto complesso e articolato. Quali caratteristiche ricercate negli aspiranti incursori?

"Il profilo dell'operatore è quello di un giovane con uno spinto individualismo, capace di superare giorno dopo giorno difficoltà sempre crescenti, oltrepassando sempre i propri limiti individuali. Di contro, questo spinto individualista deve essere capace di lavorare in gruppo, interfacciandosi coi colleghi e creando un'atmosfera di lavoro positiva, nell'ambito del piccolo gruppo in cui si trova ad operare. La nostra unità di combattimento minima è la coppia, ma le operazioni sono sempre condotte da più coppie.La selezione e la preparazione che noi effettuiamo su questi ragazzi si basano non solo sull'aspetto fisico, ma anche su quello caratteriale, soprattutto sull'attitudine mentale. Gli incursori devono essere intelligenti e maturi, per capire quando agire e quando no, con una fortissima motivazione al raggiungimento dell'obiettivo. Devono essere capaci, durante il loro lavoro, di concentrarsi esclusivamente sul raggiungimento dell'obiettivo, dimenticando totalmente famiglia, amici e le cose della vita quotidiana.


Qual è il tasso di conseguimento del brevetto da parte degli aspiranti?

"La selezione è molto dura: partiamo da una cinquantina di aspiranti, per arrivare a brevettare 4 o 5 incursori. Ci piacerebbe iniziare la selezione con numeri maggiori, per avere la possibilità di brevettare, in proporzione, più incursori."


Quanto dura la carriera di un Incursore di Marina?

"L'attività di un incursore è abbastanza logorante. Quella dell'incursore di Marina anche di più, perchè implica l'attività subacquea, che tutti gli operatori sono tenuti a fare.Diciamo che, arrivati a una certa età, intorno ai 37-38 anni, difficilmente si riesce a mantenere la massima operatività."


Cosa accade a un incursore che non è più impiegabile dal punto di vista operativo?

"Ci sono diverse opzioni: possono essere inseriti nell'area logistica, pur mantenendo il brevetto, oppure possono perdere il brevetto ed essere impiegati in altri incarichi all’interno della Forza Armata."


Quali sono i limiti operativi e le tecniche di immersione usate dagli incursori?

"L'autorespiratore a ossigeno (ARO) è la nostra attrezzatura di base, che utilizziamo tenendoci nei limiti della Pressione Parziale di Ossigeno di 2,2 , che è la nostra PPO2 limite. E' piuttosto elevato rispetto al limite che si usa in altre forze militari o in ambito civile, ma è appunto da considersi il fine scala di un range di valori che le norme della Marina definiscono sicuro per i nostri operatori. L'unità base di lavoro è costituita dalla coppia. Gli incursori, a differenza dei Palombari, lavorano senza collegamento con la superficie, ma collegati al compagno, da una cimetta, durante le attività in acqua. Questo rappresenta un utile meccanismo di sicurezza, in una tipologia di immersione che, per la necessità di totale invisibilità, non può prevedere l'uso di segnali di superficie. Tutta l'immersione viene quindi programmata e condotta in totale autonomia dal capocoppia e dal suo sezionale. Sono usati sistemi di navigazione subacquea e trasportatori subacquei, molto sofisticati, per permettere una navigazione subacquea precisa anche per lunghe percorrenze."


E' giunta l'ora di dedicarci ai Palombari. La figura del Palombaro nell'immaginario collettivo, non solo dei subacquei, è immagine di forza, coraggio, duro lavoro subacqueo. Alla maggior parte di noi, probabilmente, pensando al palombaro, viene in mente l'immagine old fashion dell'esploratore degli abissi, con elmo e scarponi di piombo, circondato da piovre, sirene e tesori sommersi.Sappiamo bene che oggi questa figura professionale è invece un concentrato di tecnologia, ma sospettiamo che i palombari, in fondo, amino mantenere quest'allure vecchio stile.


Ammiraglio, ogni anno la Marina diffonde le immagini, peraltro molto belle e suggestive, degli allievi Palombari che si esercitano a immergersi con l'attrezzatura storica. Perchè è così importante mantere questa tradizione?

"Da noi si dice che quando uno sa immergersi con quell'attrezzatura, poi sarà in grado di immergersi con qualunque cosa! Oggi è una delle attività basiche della preparazione degli allievi, che la utilizzano in immersione solo fino ai 15 metri. E' molto utile per imparare a gestire l'assetto e sviluppare sensibilità nella gestione del trim, cosa veramente difficile con l'aria che entra nel vestito e la necesità di attivare le valvole di scarico con la testa! Comunque, è un'immersione bellissima: tra tutte le attrezzature che ho usato, questa è quella che ricordo con più piacere!"


Per restare in tema di allievi, quali caratteristiche ricercate negli aspiranti palombari?

"La selezione è rigida, come quella degli incursori. In questo caso ricerchiamo persone ugualmente molto motivate al raggiungimento dell'obiettivo, ma più ponderate, più riflessive e meno irruente. Questo perchè il lavoro del palombaro richiede più calma e riflessione nella programmazione e attuazione.Qui ovviamente l'acquaticità è più importante, e molta parte del corso si basa sulla acquisizione di una conoscenza approfondita delle leggi fisiche e dei processi fisiologici che entrando in campo durante le immersioni a varie quote e con vari gas. Altra parte fondamentale del corso è quella, molto ampia, mirata allo studio e riconoscimento degli ordigni. I Palombari sono artificieri e devono conoscere tutti i tipi di armi di dotazione, sia aeree che terrestri e subacquee, che possono essere ritrovate sott'acqua. Riconoscere precisamente il tipo di ordigno, e dunque la posizione della carica principale, è fondamentale per poter procedere alla bonifica. Questa viene fatta sott'acqua, in mare, in aree appositamente individuate. La fauna viene fatta sgombrare, tramite l'esplosione di piccole cariche, per limitare i danni all'ambiente, e i brillamenti vengono anticipatamente comunicati alla Guardia Costiera, che può così emanare una ordinanza di interdizione dell'area, così da evitare anche danni alle persone."


Oltre a questo, i corsisti dovranno poi imparare a immergersi con un buon numero di attrezzature diverse?

"Esatto, oltre alla tradizionale attrezzatura da palombaro, gli allievi utilizzano prima l'autorespiratore a circuito aperto (ARA), poi gli autorespiratori a circuito chiuso a ossigeno (ARO) e semichiuso a miscele (ARM). In particolare, usiamo un autorespiratore semichiuso a miscele, il Viper, che essendo amagnetico ci permette di avvicinarci alle mine ad innesco magnetico, senza il rischio di farle esplodere.Infine l'addestramento prevede l'imparare a effettuare e gestire le immersioni Surface Supplied con la moderna attrezzatura da palombaro, il cosiddetto "palombaro leggero", costituita da caschetto e muta stagna specifica, che permettono ai nostri palombari immersioni lunghe e profonde. Inoltre, molti acquisiscono brevetti ulteriori, ad esempio quello di pilota di ADS (Atmospheric Diving Suit, cioè lo scafandro rigido articolato, per immersioni fino a 300 metri), l'abilitazione alle immersioni profonde IP, per immersioni in saturazione a quote elevate o il brevetto per pilotare i veicoli subacquei ROV. Tutti i palombari conseguono inoltre il titolo di conduttore di impianti iperbarici, la patente nautica, l’abilitazione all’elirilascio e quasi tutti anche il brevetto di paracadutista."


I palombari sono eredi di una tradizione antica, che conservano e tramandano, ma sono anche dipendenti da tecnologie modernissime. Ammiraglio Rossi, quanto le nuove tecnologie stanno cambiando le attività dei Palombari?

"L'organizzazione di COMSUBIN ci permette di essere molto aggiornati tecnologicamente, grazie a procedure acquisitive molto snelle e rapide, per cui riusciamo, anche nel giro di un anno, un periodo molto breve, ad inserire un nuovo dispositivo nelle nostre dotazioni. Dopo di che, il nostro Ufficio Studi verifica adeguatezza e conformità del dispositivo e a quel punto, questo si rende disponibile all'uso dei nostri operatori."


Intravede in futuro, grazie alle nuove tecnologie e ai progressi nel campo della robotica, la possibilità di ridurre l'esposizione degli operatori all'ambiente iperbarico e ai suoi pericoli?

"A COMSUBIN, per noi, il patrimonio più importante sono gli uomini. Il valore umano di questi operatori è ciò che noi proteggiamo in ogni modo. L'utilizzo di qualunque macchina o dispositivo tecnologico ancora oggi non può prescindere dal controllo umano, ma la robotica si sta specializzando rapidamente in ambito subacqueo, sviluppando, ad esempio, manipolatori in grado di svolgere manovre sempre più complesse. Quindi, è vero, in futuro non si rischierà più di esporre a pericoli gli operatori per svolgere attività che possono essere compiute da una macchina. Ma credo che ci saranno sempre mansioni che richiederanno la presenza dell'uomo sott'acqua, perchè gli occhi, il giudizio, l'esperienza di un uomo non potranno mai essere pienamente sostituiti da un veicolo autonomo. E quindi, di fatto, l'uomo sott'acqua continuerà sempre ad andare. Analogamente a quanto accade nella esplorazione spaziale, dove le macchine fanno da apripista per l'esplorazione umana, allo stesso modo, anche negli Abissi, è l'esplorazione umana quella a cui, in fondo, si ambisce davvero.Che sia per fini lavorativi o per semplici fini ricreativi, l'uomo, la volontà di esplorare, l'avrà sempre!"



"Elmi&Bombe" La sala storica dei Palombari.

Sulla porta dell'ufficio fa capolino, gentile, il Comandante Buonaccorsi, responsabile P.I. di COMSUBIN. Ci ricorda che il tempo che l'Ammiraglio può dedicarci è giunto al termine, mentre per noi è giunta l'ora di iniziare un vero e proprio tour della base, alla scoperta dei luoghi più interessanti e delle tecnologie più moderne. L'Ammiraglio Rossi ci accompagna ancora per un pò e, quando ci troviamo nel vestibolo del Comando, sala ricca di cimeli storici, ci incanta con il racconto degli episodi storici a cui i cimeli si riferiscono. Nel suo narrare, si susseguono nomi mitici, come Olterra, Valiant, Queen Elizabeth, Scirè...Ci fa notare, in una vetrina, l’orologio Panerai indossato da Luigi Durand del La Penne durante l'Impresa di Alessandria.Frammenti dello scafo dello Scirè e la bussola dell'Olterra si specchiano nel nero abissale dello scafo di un S.L.C, posto giustamente sotto un bel busto marmoreo di Teseo Tesei.Per un attimo, smetto di osservare i cimeli, e osservo i volti degli Ufficiali che sono con noi nella stanza. Ascoltano rapiti il racconto dell'Ammiraglio. Nello sguardo, l'orgoglio di chi sente quella parte della Storia come parte della propria tradizione, della propria ascendenza. Si sentono eredi, e di fatto lo sono, di una cerchia di eroi che il mondo ci ammira.L'Ammiraglio, unico incursore presente in quel momento, spezza l'emozione del momento con una battuta sulla presunta rivalità tra incursori e palombari, nata perchè ciascuna categoria rivendica il merito di tali episodi storici! E tra le risate sornione dei palombari, ci avviamo alla visita della loro Sala Storica, di recente inaugurazione. La sala, illustrataci daicomandanti Modugno e Paparo, è suddivisa in sezioni tematiche (attrezzature di immersione, comunicazioni, fotografia subacquea, rov, esplosivi, immersioni profonde...) ed è stata inaugurata durante la Cerimonia di Brevettamento dei Palombari del 2022, alla presenza di Stefania Pucciarelli, Sottosegretario di Stato per la Difesa.Tra gli oggetti più interessanti, la Torretta Butoscopica Galeazzi, un antico scafandro rigido articolato, una piccola ma interessante collezione di macchine fotografiche subacquee e, soprattutto, l'attrezzatura storica da palombaro, con tutti gli accessori e i dispositivi per la fornitura dell'aria compressa dalla superficie.


Si ringrazia il Comando del Raggruppamento Subacqueo e Incursori "Teseo Tesei" per la disponibiltà e l'ospitalità.


Continua nel numero di ottobre...

Come diventare Incursore

Per diventare Incursori della Marina Militare occorre superare un corso della durata di circa un anno, presso la Scuola Incursori di COMSUBIN.Il corso è riservato ai militari che non abbiano superato il ventinovesimo anno di età alla data di inizio del corso (ruolo Ufficiali, Marescialli, Sergenti o ruolo Truppa in Servizio permanente), al personale volontario in ferma prefissata (VFP4) che non abbia superato il terzo anno di ferma alla data di inizio del corso, e al personale volontario a ferma annuale (VFP1) che abbia mostrato particolare predisposizione. Per questi ultimi il superamento del corso Incursori da titolo per il passaggio in servizio permanente effettivo (SPE).Tutte le informazioni sui test di selezione, sull'organizzazione del corso e sugli sviluppi di carriera si trovano qui:

https://www.marina.difesa.it/il-tuo-futuro-e-il-mare/formazione-in-marina/formazione_specialistica/ilgoi/Pagine/diventa_incursore.aspx

https://www.youtube.com/watch?v=fREQBvVtbSU


Come diventare Palombaro

Da civili, si può partecipare ad un apposito concorso per Volontari in Ferma Prefissata ad 1 anno (VFP1) e accedere ad uno specifico periodo addestrativo.Chi presta già servizio nella Marina Militare, come VFP 4 e non abbia superato il terzo anno di ferma ed il trentesimo anno di età, Ruolo Truppa in servizio permanente, Sergente, Maresciallo o Ufficiale, potrà fare direttamente domanda. Il corso Ordinario Palombari è molto selettivo, dura circa un anno, è diviso in quattro fasi in cui l’allievo viene addestrato progressivamente all’impiego di diverse tipologie di autorespiratori e all’esecuzione di lavori subacquei sia di giorno che di notte anche con l’impiego di esplosivi.Ulteriori informazioni su:

https://www.marina.difesa.it/il-tuo-futuro-e-il-mare/formazione-in marina/formazione_specialistica/ilgos/Pagine/diventa_palombaro.aspx

https://www.youtube.com/watch?v=hFC6VbDzMKE


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