Subacquea ricreativa e tecnica. Il problema vero è solo la testa!

11 di Settembre, 2021 - Subacquea - Commento -

Massimiliano De Cristofaro 11/09/2021

Non voglio fare confusione rimarcando la dissociazione fra immersioni ricreative e immersioni tecniche perché in entrambe le circostanze, il primo vero problema della sicurezza è la nostra testa, a cascata tutto il resto. 

L’ansia non è una muta scomoda. 

Il panico non è un GAV bucato. 

L ‘indecisione non è una frusta che fa rumore. 

L’ansia, il panico, l’indecisione sono problemi tipici della nostra testa, è li che germogliano, che sbocciano, è li che alloggiano ed è li che rimangono. 

Il problema è il danno che provocano. 

foto di Mariachiara Pastorini


Di certo il limite più importante è la curva di sicurezza quanto una buona attrezzatura di certo aiuta, tuttavia è il pilota che deve riuscire, ad ogni costo, lucidamente, a condurre l’automobile impazzita! 

La parola “psicosi” mi appare eccessiva in un contesto subacqueo al limite, tuttavia conoscerne il significato non può fare male. 

Il termine psicosi indica un tipo di disturbo psichiatrico, ovvero l’espressione di una severa alterazione dell'equilibrio psichico dell'individuo, con compromissione dell'esame di realtà, frequente assenza di insight e frequente presenza di disturbi del pensiero come deliri e allucinazioni. 

Ho appena descritto una parte dell’incidente subacqueo standard ma non voglio rovinarvi ulteriormente la giornata quindi mi limiterò a citare la psicologia del subacqueo e non la psicosi del sommozzatore. 

È comunque innegabile, inquisizione a parte, che gli aspetti psicologi influiscono e condizionano -sia in positivo che, purtroppo, in negativo- una serie di azioni e reazioni non gestibili dalla mente umana in un ambiente a volte ostile come quello subacqueo, anche se lo stesso mondo sommerso, paradossalmente, svolge un azione psicoterapeutica per molte patologie incurabili sulla terraferma. 

È un po’ come dormire con il proprio cane, per alcuni il solo pensiero di sdraiarsi con un cane è: “che schifo!” mentre invece, dormire al fianco del proprio cane può avere un effetto rilassante e riduce lo stress, inoltre, secondo alcuni studi d’eccellenza, il cane infonde al proprio padrone un senso di sicurezza e protezione e viceversa il padrone al cane.

L’acqua produce lo stesso effetto, qualcuno dice “non mi faccio neanche il bagno” altri non vedono l’ora di immergersi nel blu. 

D'altronde, il mondo è bello perché è avariato. 

Le mie sono spesso il frutto di attente considerazioni che mettono a confronto i due mondi che vivo, non di meno fra i due elementi che mi fanno vivere l’aria e l’acqua, per me la vita è esperienza continua, maggiormente la subacquea perché non è il mio mondo. 

Non ci sono ponti sani fra noi e l’acqua, il mio ponte mentale l’ho rotto subito affinché io potessi cadere in acqua senza troppe riflessioni perché se dovessi ragionare realmente di dovermi caricare oltre cinquanta chili di piombo per poi scendere almeno a cinquanta metri sott’acqua, beh, di sano e divertente non c’è’ nulla perché è una cosa da pazzi.

Proprio come quella di salire su un aereo e poi lanciarsi da +3.000 metri con sopra la testa un perizoma che andremo a comandare con dei filamenti che sfidano la fisica.

Eppure ci piace così. 

Ma è la testa e solo la testa che comanda tutto. La coscienza s’interessa della spiegazione, della predisposizione e degli atteggiamenti. 

Ma cosa ci sposta di così forte ad andare in profondità nel mare, oppure più veloce sulla terra oppure sempre più in alto in cielo? 

Questi contesti sono spazi emozionali statici che, se vissuti al limite sprigionano vere e proprie cariche emotive pari al plastico. 

Siamo pionieri.  

Siamo avventurieri. 

Siamo esploratori.  

Siamo degli incoscienti ragionati. 

L’inconscio ci chiede quotidianamente di riavere la relazione con l’origine di tutto. 

È l’istinto che ci guida, contro tutto e tutti. 

Poi insistono di certo le cause personali, più o meno consce, come ad esempio l’esplorazione, la curiosità di vedere un mondo nuovo, magari trovare i dobloni maledetti di Jack Sparrow oppure mettersi alla prova. 

Come ho sempre detto a tutti, io ho iniziato a fare il subacqueo perché ho sempre avuto (ed ho tuttora), paura dell’acqua. 

Non ho scritto rispetto bensì paura. 

La subacquea a volte è come la folle corsa in moto oppure il salto con la tuta alare, è la sommossa della routine, è l’insurrezione contro il metodo classico e contro la legge della natura e poi da sempre l’uomo naviga ben oltre i propri limiti, magari ci rimane secco ma non importa perché sono sicuro, io sono sicuro che ad esempio Patrick De Gayardon (che ho conosciuto), Gilles Villeneuve, Audrey Mestre e Christian Daghio (un caro Amico) hanno oltrepassato il ponte di spade facendo ciò che volevano fare, magari prematuramente, magari precocemente ma, facendo solo ciò che volevano fare. 

Ricordatevi che la tecnica e la formazione sono la base delle nostre azioni. L’attrezzatura di alta qualità è alla base della riuscita di un’avventura. Le condizioni climatiche fanno la loro parte. 

Il fisico fa la sua parte ma la testa, la nostra testa signori, è il centro dell’universo. 

Se la testa sa cosa fa, il resto viene facile e spontaneo, basta l’indecisione, anche minima, è tutto crolla, inevitabilmente. 

A proposito, per la cronaca e l’amor di verità. 

Christian Daghio, tahiboxer, è morto a 49 anni alla 12ma ripresa perché “non mollava mai”. 

Patrick De Gayardon, paracadutista, è morto a 38 anni per un errore nella sistemazione delle funi di sicurezza dei paracadute che indossava da parte dello stesso Patrick. 

Gilles Villeneuve, pilota di formula 1, è morto a per un errore tecnico di valutazione suo e del pilota che lo precedeva (oltre al sedile che si staccò dall’alloggio), la collisione con la macchina che lo precedeva fu inevitabile e lo scontro ebbe un esito disastroso. 

Infine la bellissima Audrey Mestre, profondista subacquea, compagna di Pipin, morì a causa dell’imperizia di molti, “…Wiky era risalito di qualche metro perché aveva poca aria nelle bombole e ciò che uccise Audrey fu una bombola vuota, la stessa che Pipin non riempì…” 

Spero di aver acceso in voi la fiamma della curiosità, andate a cercare nel web questi grandi sportivi che non sono più fra noi, non tutti subacquei, ma tutti legati in vita dalla passione, dalla volontà, dalla forza e tutti legati dalla morte ad un errore umano, un banale, piccolo, insignificante dettaglio che per tutti loro si è trasformato in una irrevocabile tragedia … È la testa, è solo la testa che comanda tutto, usatela.

Foto di Mariachiara Pastorini

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Roberto Catracchia
11 di Settembre, 2021
Ci sviluppiamo in un liquido che lasciamo alla nascita,l'elemento acqua viene visto e vissuto come ambiente non consono o addirittura ostile ma secondo me alcuni hanno la fortuna di avere \"memoria\" il famoso DNA percepito ovviamente inconsapevolmente, trovo di sicuro il volo con una vela o un paracadute \"una zona di non confort\" ma l'acqua tutto sommato levato per quei casi che hanno avuto dei traumi indotti è un elemento vicino...l'assenza di peso i colori scuri che cambiano scendendo in profondità paradossalmente non mi disturbano!
Mi sono dedicato alla mia formazione con rispetto e non paura per l'acqua so che se azzardo mi faccio male curo la parte fisica curo l'attrezzatura e la configurazione mi addestra in condizioni di stress ma tutto questo per osare qualcosa in più!
Per scendere in acqua mi basterebbe liberare la mente e tuffarmi questa e la realtà dei fatti!
Guarda un bambino appena nato lo \"tiri in piscina al centro vasca\" ed è comunque a suo agio e con il passar del tempo che ci strutturano andando spesso contro natura....
Tutto nasce dall'acqua l'umanità e la civiltà!!! sarebbe bene ricordarci che l'acqua è vita e una testa libera da pensieri è viverla!!!!!!!!!!!!

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