Tra le mani e i sogni... Bolina

21 di Settembre, 2022 - Editoriale - Commento -

Editoriale / Claudio Sisto

Correva l'anno 1984 ed io giovanissimo frequentavo un rimessaggio a Nettuno, che poi sarebbe diventato il luogo dove ho imparato tutto o quasi dell'arte della navigazione a vela e motore e della subacquea.

Un rimessaggio nato dall'odiosa burocrazia del cemento che si prese come una piovra la gestione della Marina di Nettuno, spostando e cacciando via di fatto chi lavorava li dentro al porto.

La cooperativa "Tridente" insomma fu allontanata dal nuovo porto turistico per i ricchi borghesi dell'epoca, e fu delocalizzata presso un arenile situato  al confine tra la cittadina ed il poligono militare.

Erano tempi quelli che la spensieratezza ed il contatto col mare, forgiavano i nuovi subacquei ed i nuovi velisti, attraverso dei corsi che venivano erogati dalla "Tridente" ai propri clienti e/o soci e socie. 

Il mio ruolo da "mozzo" non mi impediva di seguire di nascosto i corsi teorici di vela, e la mia figura era invece palese durante le attività pratiche, avendo il compito di dare assistenza agli allievi durante le loro prove in mare con i famosissimi Laser e molti "Olandesi Volanti", tutte barche d'eccellenza per imparare, imparare bene e affrontare la navigazione a vela partendo da imbarcazioni olimpioniche e dedicate propriamente alla competizione sportiva.

E' li al rimessaggio che feci il grande incontro con una rivista appena nata e dal nome che affascinava i miei sogni, "Bolina"!

Un formato "strano" per una rivista, mi dicevo, considerando che li sulle scrivanie del rimessaggio giravano riviste grandi, colorate e patinate, ma lei "Bolina" era piccola certo, ma dentro nascondeva un carattere tutto nuovo e che da li a breve avrebbe segnato il passo della storia velica popolare.

Ebbene si, io l'ho sempre considerata la rivista della vela popolare, dove trovavi le barche a vela quelle per la "famiglia", per il campeggio nautico, insomma trovavi la realtà di chi poteva permettersi certamente una barca a vela, ma di caratura popolare, raggiungibile da tutti o quasi.

Piena di contenuti utilissimi per il "fai da te", come per esempio le riparazioni a largo durante la crociera estiva, come fare rimessaggio invernale per barca e motore,  o quale VHF comprare senza spendere un patrimonio, le leggi, i consigli culinari, insomma leggendo Bolina, trovavo me stesso e coloro i quali frequentavo.

Un formato tascabile, di consigli sempre utili, di contenuti spettacolari attraverso i racconti dei grandi navigatori in solitaria in giro per il mondo, i disegni che per anni hanno caratterizzato le spiegazioni tecniche meteo o veristiche in generale, insomma cari amici ed amiche, una rivista spettacolare ed economica, che ancora affascina il sottoscritto.

Non passava mese che correvo in edicola per assicurarmi il numero in uscita, e rimanevo sorpreso quando l'edicolante mi diceva che era terminata... significava che non ero il solo a Roma ad amare Bolina, esistevano altri velisti puri intorno a me, e allora cominciava la caccia, osservando tutti quelli che avessero in mano un giornale o una rivista, per carpire se fossero "fratelli della costa"!

Oggi a 53 anni non ho mai smesso di avere tra le mani Bolina, il mensile pratico del mare, mai saltato un numero, e sempre frequentato la loro redazione come cliente assiduo di tutte le loro "edizioni librarie".

Anche se la mia professione è legata a tempo pieno alla subacquea, rimango un velista popolare, un "comandante" di imbarcazioni a vela di piccole dimensioni, che regalano sempre emozioni ed avventure, e mai potrei rinunciare ai consigli e alle storie di questa rivista che negli anni ha conservato la linea editoriale sana e semplice, ma con contenuti di tutto rispetto, scritti e partoriti dalle eccellenze marinaresche mondiali.

Insomma, vorrei usare un frasario in Romanesco se mi è concesso... Dje Bolina, e dje forte...

Presumo che se non ci fosse stata Bolina tra le mie mani, molti sogni non sarebbero stati realizzati, ergo ... grazie di esistere, a nome di tutti coloro che ti seguono da anni, con la certezza che tanti altri anni allieterai le nostre giornate, che esse siano in crociera o durante le noiose ore invernali, passate a leggere per preparare le nuove avventure delle estati che seguono sempre gli inverni freddi e piatti.



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