Un importante motivo per sostenere la Vela

05 di Aprile, 2021 - Nautica e vela - Commento -

a cura di Rita Biasco, fotografie di Claudio Sisto

La Vela come cultura, sport, passione e speranza per giovani e lavoro. 

Per noi appassionati sembra ovvio, ma per chi non pratica questo sport potrebbe non essere così. Diamo per scontato tutti i benefici fisici e spirituali insiti nel praticare uno dei tantissimi sport a nostra disposizione, consideriamo anche la forte valenza psichica e morale data dal misurarsi con la natura indomita che ci forgia un carattere pronto e contemporaneamente romantico; ma l’aspetto che è meno evidente e che invece dovrebbe essere quello per il quale assurgere al podio dell’attenzione di tutti è quello economico.


Non tutti in Italia sono coscienti del fatto che dietro questo nostro sport (che si declina in moltissime sfaccettature di pratiche diverse) vive un vero e proprio comparto produttivo. La vela agonistica prevede l’impiego delle barche come mezzo per ottenere il risultato migliore nelle gare, ma questi sono solo una minoranza se confrontati al battaglione di imbarcazioni adoperate per il diporto. Tra i proprietari di cabinati la gran parte degli armatori fanno il loro acquisto in funzione di ottenere i migliori risultati sia in regata che in crociera e questo ha fatto sì che la produzione di serie mondiale abbia concentrato i propri sforzi in questa direzione dando la possibilità ai velisti di vivere la propria barca a tutto tondo. La cantieristica italiana ci rende con ragione molto orgogliosi, ma naturalmente i mercati sono stracolmi anche di infiniti altri marchi mondiali altrettanto validi e concorrenziali. La produzione di imbarcazioni italiane, significa ovviamente l’occupazione di molti posti di lavoro che però si vanno ad unire a tutti quelli dati dall’indotto generato da ognuno di questi acquisti, anche se di un prodotto estero, basti pensare a quante persone occorrono tra produttori, rappresentanti, operai specializzati e fornitori di servizi vari distribuiti a pioggia tra ormeggi, accessori, assistenze, negozi, cantieri, logistica, abbigliamento, attrezzature varie eccetera. Un’immensità di persone e di relative famiglie, che trovano un’identità e una ragione di vita in funzione della nostra passione di andare per mare.


 E’ per questo che il nostro sport non andrebbe relegato in un flash di attenzione accentrato tutto su un exploit momentaneo, ma addirittura promosso e sostenuto dagli organi statali in quanto motore di una economia importante capace di trainare anche in un momento di crisi come questo (il comparto della nautica è ad oggi l’unico in contro tendenza). Ecco quindi che da quello che può sembrare semplicemente il diffondere di uno sport non più solo d’elite, può invece dipendere il futuro lavorativo di tanti giovani.

RB

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