Un passo indietro verso il Tifernum Tiberinum: il "Piano di Sotto" del Tevere in Umbria

07 di Giugno, 2021 - Tevere - Commento -

a cura di Valentina Cornacchione, fotografie di Matteo Giulietti

Un'occhio in più per il Tevere, lungo tutto il suo cammino

La nostra attenzione e cura verso il fiume della Capitale sta portando i suoi primi risultati: collaboratori esterni e "semplici" amanti della natura hanno iniziato a parlare del Tevere nelle loro zone, fornendoci del materiale fotografico interessante.

La nostra ricerca di bellezza e mostruosità continua, questa volta spostata più a nord. E' la volta di Tiphernum, per gli amici Città di Castello e la zona di campagna che lo precede.



Tutt'oggi il fiume è molto amato dai tifernati, non solo per la ricchezza che esso apporta all'agricoltura, ma anche per le attività sportive che vi si svolgono. In particolare il canottaggio, praticato da atleti locali e non solo, occupa una rilevanza nazionale ed internazionale. 

Rispetto ad un mese fa abbiamo notato un netto miglioramento della condizione delle sponde, poiché il percorso verde viene curato da enti ed istituzioni locali. Plastiche e rifiuti vari, come si evince dalle foto, sono praticamente assenti.


Per quanto riguarda la condizione dell'acqua sono stati individuati alcuni scarichi e alcune bolle di sapone sulla superficie nonostante le acque limpide che si possono ammirare in alcuni tratti. Spesso limpidezza però non è sinonimo di purezza, quindi sarebbe utile in un futuro non molto lontano mettersi in opera per un'analisi chimica delle acque per capire il bilancio tra inquinamento chimico e inquinamento da plastiche, ricordandoci che tutto ciò che vediamo e percepiamo finirà in mare attraversando Roma.


Scorcio del fiume Tevere attraversando Ponte Marconi, Roma. Fotografia di Valentina Cornacchione







Evidentemente senza rifiuti plastici che siamo tristemente abituati a vedere quando il Tevere entra nella Capitale, qui si offre all'osservatore un panorama naturale e piacevole agli occhi e ai sensi. 

Anche se la vegetazione, man mano che ci si avvicina al centro urbano, rende difficile l'accesso al fiume. 



Consapevoli che di Tevere e di mare ce n'è uno solo (quando parliamo di Tevere non pensiamo che sia un argomento separato da tutti gli altri che trattiamo in mare), abbiamo apprezzato la tempestività con la quale giovani colleghi/e, subacquei e amanti dell'ambiente acquatico si siano resi disponibili a collaborare e a mostrare a tutti la bellezza di questo Fiume, contribuendo ad aumentare l'attenzione verso questo patrimonio così importante per l'uomo e per la natura.

Questi piccoli grandi gesti sono quelli che danno speranza, siamo grati ai nostri lettori di condividere con la Redazione queste "battaglie". 

Ci piace chiudere questo piccolo ma importante articolo con le parole della poetessa Alinda Bonacci Brunamonti, tratte dai "Ricordi di viaggio" (Firenze1907):


"Città di Castello è posta in una vallata fresca e allegra, cinta da colline amenissime. Il Tevere che la traversa, non è il solito padre Tevere, sazio e stanco di glorie e di rovine, il fiume biondo, ampio, minaccioso e persuaso seriamente d'essere un dio, memore di quella odicina d'Orazio, ove è chiamato uxoris amnis. Qui il Tevere giovinetto ha ancora tutta la trasparenza, l'impeto e la speranza delle vicine sorgenti."


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